THAILANDIA, KAWASAKI FAVORITA

00974_P01_XXXXX_actionPista nuova per tutti, 4.554 metri di lunghezza con 5 curve a sinistra e 7 a destra. Tre rettilinei importanti, preceduti da altrettante curve molto lente, con ripartenza a velocità bassa. Un circuito piatto, poco tecnico e quindi scarsamente selettivo. Ci sono sei punti di staccata, 3 particolarmente violenti. E’ un’altra pista rispetto a Phillip Island. E partiranno tutti da zero, sia i piloti, che i team, che non avranno un archivio dati da cui attingere. Il miglior tempo del venerdì sarà del pilota con più “cuore”, ma anche della squadra che meglio è riuscita a interpretare il circuito, seppur in modo teorico, realizzando così un buon assetto di base.

L’Australia qualche indicazione l’ha data: Aprilia, ma soprattutto Kawasaki, che può contare sulla coppia di piloti più forte, hanno dimostrato versatilità in tutte le condizioni.

C’è però da dire che l’RSV4, nei test invernali, è sembrata patire il caldo. Il circuito dell’olio del motore di serie pare sia sofferente quando la temperatura dell’aria arriva attorno ai valori primaverili e qui in Thailandia, per intenderci, il caldo e l’umidità la fanno da padroni. Sembra non sia bastato intervenire asportando il parafango anteriore dell’Aprilia per far pescare più aria ai radiatori, così come l’eventuale sovradimensionamento del radiatore stesso sembra non possa abbassare la temperatura d’esercizio oltre ai 2-3 gradi, che evidentemente non basta a risolvere il problema. Di sicuro a Noale non sono rimasti con le mani in mano, ma la miglior verifica l’avranno anche loro soltanto al debutto sulla pista tailandese.

In casa Ducati la responsabilità per il campionato è sulle spalle del solo Chaz Davies. Fra l’altro è uno staccatore, la sua Panigale digerisce egregiamente i tratti lenti, ma potrebbe essere penalizzata rispetto ai 4 cilindri all’uscita dei tornanti, imboccando i lunghi rettilinei. In casa Honda il pilota veloce c’è, e si chiama Van der Mark. La velocità ce l’ha, quello che ancora gli manca è la capacità di gestire il consumo delle gomme in gara. E qui, in condizioni così estreme, entriamo nel mondo delle variabili in cui l’esperienza del pilota fa la differenza. La pista sarà tutta da gommare, il rischio quindi è che fra venerdì e sabato vi sia un consumo anomalo degli pneumatici. Il pilota olandese è di sicuro uno dei più preparati fisicamente, come testimonia anche la sua storia alla 8 ore di Suzuka, corsa con temperature altrettanto impegnative.

Se in questo quadro sono comunque emersi piccoli punti deboli fra moto e piloti, è più difficile trovare delle fragilità in casa Kawasaki. Rea è apparso subito a proprio agio con la verdona, che è riuscito addirittura a portarla alla vittoria al debutto su una pista in cui la ZX-10R non ha mai vinto; non potrà che migliorarsi accumulando chilometri. Se è vero che il circuito di Buriram ha caratteristiche prese qua e là da Misano e Argon, vale la pena considerare che lo scorso anno la Ninja ha dominato in entrambi i round, come dire: il motore ce l’ha e possiede anche una buona ciclistica in frenata. I presupposti per vincere li ha tutti, anche se, nelle corse, bisogna sempre attendere la bandiera a scacchi.

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3 risposte a “THAILANDIA, KAWASAKI FAVORITA

  1. Grazie della risposta Max,in effetti anche vedendo il finale di gara 2 fra Torres e Sykes si evince che attualmente la casa italiana sembra averne un pò di più di motore.
    Tutto ciò non fa che aumentare i meriti di questo nordirlandese che è davvero un fenomeno

  2. @robertovinci – Ciao! Quest’anno credo che le differenze fra Aprilia e Kawasaki siano da rivalutare per via del nuovo regolamento tecnico. In passato la Ninja ha dimostrato equilibrio, l’RSV 4 potenza e velocità. Erano e rimangono le 2 moto di riferimento, anche se poi, il bello della SBK è che rimangono i piloti a fare la differenza. Non è un caso che Rea sia costantemente davanti e Bayliss abbia già raggiunto i primi 7…

  3. Ciao Max,altro giro altra corsa nella giostra della SBK,non vedo l’ora.
    Tantissimi gli spunti d’interesse,sono curioso di rivedere all’opera Troy e capire se la Ducati puo attaccare nel misto più di quanto si debba difendere nei rettifili,di vedere l’orgoglio di Sykes alle prese col compagno più scomodo che potesse trovare,di capire se ,al netto delle prestazioni dei piloti, l’Aprilia va più forte della Verdona oppure no.
    Max,puoi spiegarci in parole povere quali siano le differenze principali tra l’Aprilia e la Kawasaki e in quali tipologie di tracciato possano essere considerate avvantaggiate l’una sull’altra?
    Se puoi,se hai tempo,grazie …

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