CRISI DUCATI

Phillip Island  - Motociclismo Super-Bike SBK Campionato MondialDi chi è la responsabilità, della moto o dei piloti ? La Ducati ha vinto l’ultima volta nel 2012 a Magny Cours, con Guintoli. Si tratta probabilmente del più lungo digiuno della storia della bicilindrica in Superbike. Quest’anno, che sembrava favorita dal nuovo regolamento, le ha prese in Australia da Rea e Haslam che cercavano comunque di familiarizzare con le nuove moto, mentre in Thailandia è andata decisamente peggio. Cosa manca alla Panigale per vincere ?

L’incursione di Troy Bayliss nelle prime due gare ci aiuta ad analizzare la situazione. Per quanto l’australiano fosse un campionissimo del passato e benché siamo stati tutti quanti animati dall’aspetto romantico del suo ritorno, penso che oggi sia giusto continuare a definirlo un ex pilota. Ha guidato conservando “l’idea” di come si corre, ma senza mai essere al 100% da un punto di vista tecnico, sia della messa a punto della moto, che dello stile di guida. Le prestazioni ottenute sono figlie, non di un miracolo, ma di un livello medio dei piloti che gli ha permesso di sfruttare la natura del suo talento.

A Phillip Island, nonostante Troy abbia improvvisato la sua partecipazione, senza test alle spalle, nessun allenamento specifico e subisse da 7 anni la paralisi degli automatismi con uno stile di guida “stagnante” rispetto all’evoluzione tecnica di moto e gomme, è stato in grado di segnare il giro veloce in gara a soli 4 decimi da Chaz Davies. In Thailandia il gap fra i due si è quasi dimezzato (+250 millesimi) durante la Superpole. Ha terminato entrambe le gare davanti a Chaz, protagonista di due errori, e si è giocato in gara 1 la posizione di miglior ducatista con Matteo Baiocco, regolando Mercado e Terol, sempre su Panigale. E se Bayliss anziché “giocare” dovesse fare il pilota seriamente ? Magari con vent’anni meno ? Sono convinto che la Panigale e il suo Team diventerebbero vincenti. Vedi Sykes, Torres e De Puniet, che se non fosse per il loro compagno di squadra, le rispettive Kawa, Aprilia e Suzuki vivrebbero in quell’alone di mistero che versa la bicilindrica bolognese.

Troy sembra il papà di questi ragazzi: una pelle segnata che ne certifica l’età, un fisico tonico, ma “pesante” sulla moto rispetto agli anni buoni. Umiliante per gli avversari. Davies ogni volta che è sceso in pista avrebbe dovuto rifilare 2 secondi a un ex pilota come Bayliss, più vicino ai 50 anni che ai 40… Ma forse Chaz è un pilota “normale”, lontano dai grandi campioni che ha avuto Ducati in passato: Lucchinelli, Polen, Falappa, Corser, Fogarty, Kocinsky, Checa e lo stesso Bayliss. Piloti che hanno fatto la differenza. Piloti che, poco o tanto, nella loro carriera hanno saputo vincere con qualsiasi moto. E nei panni di Davies o avrebbero dato il giro di gas, per umiliare e non essere umiliati da un vecchietto ex pilota che rientra dopo anni di stop, oppure avrebbero stracciato la licenza.

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27 risposte a “CRISI DUCATI

  1. @maxtemporali

    ho nominato Barbera proprio per non nominare Melandri (che preferisco allo spagnolo) proprio per mettere l’accento sul fatto che in giro i nomi di piloti con esperienza e sete di mondiale ve ne possano essere.. non ho nulla contro Giugliano o Davies chiaramente, peró una prima guida meno “scommessa” mi sarebbe piaciuta.

  2. Ciao Max! Per la crisi Ducati, direi che non c’è storia. Colpa del progetto in primi: un progetto che non funziona i GP adattato alla strada e, quindi, alla SBK non può dare risultati diversi.
    Per il discorso piloti la cosa credo sia più complessa. Dire che la SBK ha un livello basso sembra sia una moda; la verità è che il livello generale si è abbassato, compresa la MotoGP. Ad esclusione delle eccellenze assolute che ci sono ai primi 4 posti.
    Una volta bisognava ottenere determinati risultati per fare il mondiale, ora non servono se hai un buono sponsor. L’elettronica di oggi toglie molto estro a piloti che ci crescono insieme e che quindi non hanno più quella fantasia, quella follia e quel cuore dei piloti della generazione precedente (esempio principe, l’eterno australiano). Prima regola, non fare danni e non prendere rischi. Lo avessero detto a Foggy, a Nori…. Le corse di oggi non sono più quelle che abbiamo amato noi che le seguiamo da anni e che hai fatto anche tu. I nuovi piloti sono questi e di questi piloti la SBK è abbastanza fornita. Sykes, Haslam, Guintoli, Davies, Camier, Barrier sono sicuramente buoni piloti. Rea spicca per talento e Davidoneper generosità. Gli altri comunque si difendono. In sostanza, non sono i piloti che non nascono più, corrono in un epoca che non gli da la possibilità di spiccare.

  3. Non buttiamo la croce addosso ai piloti, continuo a dire che Davies ha dimostrato di essere un ottimo pilota e anche se in Thailandia ha sbagliato, ma per cercare di rimanere attaccato ai primi anche s ela moto non glielo concedeva. Il problema è evidentemente tecnico, un motore da 1300 bicilindrico dovrebbe , teoricamente avere un vantaggio in trazione e percorenza di curva e supportato da un buon telaio in tanti circuiti potrebbe essere vincente come lo era stata la 1198 con 100cc in meno

  4. ducati ha sempre avuto meno potenza delle 4 ma ha sempre vinto, non è che la 1198 avesse piu cavalli della 1199 ma aveva una coppia piatta che la avvantaggiava su molte piste, e complice il telaio aveva una guidabilità formidabile, fino a questo aborto di 1199 c’erano piste ducati e piste per i 4 cil. con questa panigale sono andati alla ricerca dei CV in alto pagando amaramente in termini di erogazione e coppia aggiungiamoci il non telaio ciofeca ed ecco piu di 2 anni senza neppure una vittoria ne su piste lente ne sul bagnato nulla di nulla…. e dire che era stata presentata come il nuovo riferimento della categoria.

  5. sarà luca scassa a sostituire troy/giuliano,x le gare fino ad imola.
    ottimo pilota,anke se avrei preferito lanzi,ke in ducati qualke podio l ha fatto.scassa è uno smanettone,forte ma nn credo ke riesca a dare giuste informazioni x far crescere la moto.

  6. Non sono un tecnico nè tantomeno un tifoso ma un semplice appassionato, e chiedo: è veramente un caso che da quando Ducati è passata dalla 1198 alla Panigale abbia smesso di vincere e che Checa, il quale aveva disintegrato il campionato vincendo metà delle gare abbia, di fatto, rifiutato di passare al modello nuovo (la Panigale, appunto) preferendo correre il mondiale da campione in carica con una moto “vecchia”?… Cioè… dopo i risultati in Motogp e SBK è davvero così assurdo pensare che ad una moto da corsa serva un telaio ?

  7. leggo tutti commenti giusti. resta il fatto che a un pilota di 46 anni che rientra dopo 7 anni non può prendere meno di 1” a giro su. la media piloti in sbk è abbastanza bassa rispetto ad anni passati.

  8. Ciao max, non sono molto d’accordo con questo articolo o perlomeno aspetterei qualche gara prima di sparare sentenze che subito accendono la fantasia dei detrattori della Ducati …. Ci siamo già dimenticati che in Australia Davies ha fatto due terzi posti e in Thailandia hanno sofferto in accelerazione (a dimostrazione che il nuovo regolamento non ha favorito un bel niente). La Panigale sulle piste europee Secondo me si giocherà il podio e la vittoria in tutte le gare .

  9. Discorso piloti: Il livello piloti attuale è scarso, REA a parte (si è dimostrato bravo con Honda SBK e ben figurato con presenze in MotoGP).
    Discorso DUCATI: purtroppo il periodo CRT, con questi motori portati in MotoGP, ha impresso un notevole sviluppo ai soliti 4 cilindri di serie. E’ inutile nascondersi. Un tempo con il vantaggio cilindrata le bicilindriche se la giocavano per la vittoria. Ora non più.
    Discorso PANIGALE: una moto solo bella esteticamente. Progetto fallimentare in MotoGP (motore portante) e riciclato in SBK. Difficilmente vincerà gare, potrà solo raccogliere briciole di podio. Comunque dopo tre anni di gare, non vincerne neanche una, è umiliante per chi della SBK è la regina. Addirittura Lanzi (wild card) con 1098 privata mise dietro Badovini con 1199 ufficiale.
    Di cosa stiamo parlando?

  10. la ducati ha realizzato una moto con un telaio se si puo chiamare telaio con motore portante ecco dove arrivano i problemi :avantreno instabile al primo rischio tutti cadono.per quanto riguarda bayliss non sono d’accordo con te max perche se bayliss è un ex pilota e prende 2 decimi in qualifica dal suo compagno che corre con questa moto da due anni e si tiene dietro il campione sbk in carica guintoli e il campione supersport in carica van de mark chi sarebbero gli ex piloti?se bayliss avesse fatto i test pre campionato avrebbe capito i limiti della moto .infatti conclusa la gara tailandese ha capito che e ancora veloce come PILOTA ma il mezzo ha molti limiti e non vuole prendersi dei rischi a 46 anni

  11. @curricurri64
    Ah certo,il pompone “non si tocca”!
    Infatti mi chiedevo se la cosa sia effettivamente possibile o meno in base alle esigenze industriali.
    Dal punto di vista prettamente sportivo sarebbe decisamente l’ora,visto che la Rossa non domina piu questo mondo ormai da anni,e ha sempre legato alle corse la sua storia,anche recente.

  12. @curricurri64 – Ah, Ah, onestamente non so risponderti. Certo che con tutto il vantaggio che aveva la prima Kawa, non credo il problema fosse accusato dagli inseguitori… Diciamo che “l’ufficio reclami fiamme” ha lavorato al 50% 😉

  13. max,scusami una mia curiosità,c è qualke pilota/casa ke si è mai lamentata delle fiammate di sykes? bellissime a vedere,ma penso ke x un pilota ke insegue deve dare molto fastidio arrostirsi.forse in kawasaki ne aprofittano.

  14. @matthew21 – Sono d’accordo con te che sia Scassa che Polita non hanno nulla in meno di Davies, se non ciò che riportano le classifiche… Il problema è che, per varie ragioni, entrambi i piloti non sono oggi a livello di un Rea. Quindi occorre un pilota che abbia quel pizzico di talento sopra alla media, perchè se è vero, come scrissi tempo fa, dopo l’Australia, che “Con Aprilia vincono tutti”, è altrettanto confermato che con Ducati ci vuole un manico alla Stoner per lottare coi primi. E uno stile come quello di Casey, sulla Panigale, permetterebbe di puntare al mondiale. Senza nemmeno modificare il progetto attuale. Ho fatto il nome del campione australiano perchè l’esempio mi pare calzi a pennello rivangando nel passato…

  15. @simonetaddeo – Vecchio Taddy, il bello di questo blog è anche poter incontrare vecchi amici 😉 Sono passati 30 anni, ma il ricordo è lucido: eri un bel casinista, va là !!! Con affetto.

    @carlomuntoni – Alla domanda “La Ducati ha interesse per la Superbike ?”, rispondo assolutamente sì, dalle mie sensazioni e da quello che so; è sempre stato il campionato di riferimento e guai a chi glielo tocca. Mi fai il nome di Barbera che, a livello di esperienza, ne ha quintali di più di Giugliano e Davies. Sono d’accordo che una “punta” fra i piloti a Ducati farebbe comodo. Io ci metto pure il nome di Melandri. Poi il nostre Davide, che in questo momento non è giudicabile, sarebbe un ottima “seconda guida”, in attesa ovviamente di crescere e indirizzare il suo talento nel canale migliore. Tieni presente che alla fine dell’anno scadranno i contratti di entrambi i piloti, potrebbe essere l’occasione per vedere delle novità in casa Ducati.

  16. robertovinci, in passato se qualkuno diceva di fare una ducati sbk 4 cilindri riskiava il linciaggio,..adesso con la nuova propietà….

  17. Max e se la ducati puntasse su un buon italiano come Scassa (che dovrebbe essere 3° Pilota) oppure Polita? Penso non abbiano da invidiare a Devies.

  18. Ciao Max,
    Bayliss nonostante i tanti limiti (allenamento, niente test, stile diverso etc..) si é comportato decisamente meglio di un altra serie di wildcard eccellenti viste in piste nell’ultimo lustro (Haga e Tamada per dirne due..) tanto che tu stesso arrivi a scrivere che se avesse qualche anno di meno sarebbero affari amari per tutti..
    la domanda é: la Ducati ha ancora un effettivo interesse alla Superbike?
    Considera i piloti che hanno scelto: Davies e Giugliano in passato non hanno mai lottato per il titolo, Baiocco ha 30 anni e nel recente curriculum vi é il secondo posto al Civ lo scorso anno, Mercado é molto giovane ma viene dalla Stock1000 vinta grazie a anche alla caduta di Salvadori e i limiti di Terol sembrano più psicologici che tecnologici (vince la 125, va in moto2, é spagnolo eppure non arriva nessuna offerta dalla Gp).
    Guardando altrove l’Aprilia in fin dei conti ha preso un pilota (Haslam) che é stato in lizza per il mondiale (anche se nel 2010 e con uno scarto di 75 punti da Biaggi), la Kawasaki sceglie Rea addidato da tanti come il talento più cristallino dell’ultimo lustro, la Honda chiama la doppia iride Van Der Mark e Guintoli.. non metto in discussione il talento dei ducatisti, anche perché Baiocco e Mercado stanno facendo il loro lavoro e anche discretamente, però Elias, Melandri, Sofouglu e Laverty sono altrove, Canepa nonostane il 2014 con la Evo ora é in sella alla EBR… e ora al posto di Bayliss si fanno i nomi di Pirro e Badovini, sembra davvero che non ci sia interesse al titolo. Sarebbe bello nel 2016 un nome come quello di Barbera, cioè un pilota che abbia una storia complessivamente vincente.. non credi?

  19. Sembra che il problema della ducati sia quello che, al contrario, è sempre stato un suo punto di forza, il telaio. Da come cadono i piloti non è solo il forzare una situazione, ma il telaio che non comunica sicurezza e li butta giù all’improvviso. I 2 terzi posti a Philips Iland dicono che Davies è un bel pilota che si è messo dietro le 4 cilindri e nemmeno di poco, rimanendo attaccati ai due di testa fino in fondo.

  20. Ciao Max,non so se il target della Ducati lo consenta ma chiedere a Dall’Igna di progettare una nuova moto 4 cilindri?

  21. Credo che il problema sia 50% della moto e 50% dei piloti.Quando la panigale debutto’ in Australia fece la super pole.Quindi il tracciato australiano non penalizza troppo la moto.Per vincere bisogna avere un buon progetto e nonostante tutto ci va del tempo se invece si sbaglia il progetto i tempi si allungano se poi non si hanno dei piloti talentuosi e bravi collaudatori diventa difficilissimo.Consideriamo che adesso sta vincendo Rea che x me è fortissimo sulla kawa che è competitiva e a spartirsi il podio ci sono dei pilotoni su grandi moto x vincere con la Ducati bisogna sperare in piccoli problemi x gli altri!

  22. penso ke se nn fanno come in gp,cioè moto nuova,avranno gli stessi problemi dell anno passato.forse dopo 4 manches è un po’ presto,ma chaz sembra cadere allo stesso modo di come cadeva anke giuliano.i piloti provano a rimanere nel gruppo forzando troppo.intanto voto lanzi,ha esperienza e può dare qualke consiglio,anke se penso ke siano al limite di sviluppo.

  23. Ciao Max, e` da un po` che non scrivo, ma leggo sempre i tuoi articoli.
    La Panigale non ha raccolto risultati apprezzabili nemmeno con Checa, campione del mondo in carica, in un anno in cui tutti davano la Ducati strafavorita.
    Non credo che i piloti siano il problema maggiore per la Ducati, e non credo nemmeno che sia il regolamento che comunque permette alle bicilindriche di correre con un 1200 cc.
    Credo proprio che il problema sia il telaio (anzi, il non telaio) come lo era per la GP, e che quindi saranno dolori fino all`arrivo della moto nuova.

  24. max non sono completamente d’accordo! chaz davies secondo me è uno dei migliori del lotto, se non ricordo male era riuscito a vincere qualche manche con un aprilia non ufficiale e con una bmw sulla via del tramonto. Sicuramente un Bayliss di 20 anni fa se la giocherebbe con haslam e rea, ma solo perchè questi ultimi sono solo dei buoni piloti e lui era un fenomeno. Il problema vero è che la ducati non riesce a fare quel piccolo step per arrivare al livello di aprilia e kawasaki…o almeno così sembra in queste prime gare!

  25. La colpa è del regolamento. I piloti sono validi, ma non eccelsi. Davies ad esempio non vale nè un Rea nè un Sykes. Il vero problema è in un regolamento in cui le 4 cilindri sono ancora favorite. La differenza di prestazione è ancora troppa e i piloti buoni lo sanno ed infatti vanno dove sanno di poter vincere. Ducati dovrebbe spendere come per la motoGP per fare una moto che arrivi vicino alle 4 cilindri che sono messe in pista con un quarto del budget. Bisogna dare più libertà alle bicilindriche in modo che su piste come Philip Island possano lottare con le quattro cilindri. Su piste stop&go o da potenza pura le plurifrazionate saranno sempre avvantaggiate, almeno su piste più guidate (ce ne sono forse 2) o dalla media elevata senza le puntate a 300 all’ora come Philip Island le due cilindri dovrebbero poter vincere. Solo che le piste così sono sempre meno.

  26. Anzitutto ciao a Max Temporali,è un piacere leggerti e lo è ancora di più pensando a quando eravamo compagni di banco a scuola. In bocca al lupo Max… Simone Taddeo

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