AUTOSCUOLA: CI INSEGNA DAVVERO A GUIDARE LA MOTO ?

piega1Le autoscuole italiane hanno una grande responsabilità nei confronti dei motociclisti: hanno il compito di formare le basi per rendere indipendente e sicuro l’individuo che, da lì a poco, si muoverà sulle strade in totale autonomia. Ecco il punto: in quasi vent’anni di attività legata all’uso corretto della moto (pista e strada, dai demo ride ai corsi di guida) mi sento di dire che almeno il 50% dei motociclisti/scooteristi che ho incontrato nelle mie esperienze, non hanno un livello di preparazione tale da poterli ritenere “pronti” al grande salto nella mischia. Detto fuori dai denti: ho paura per loro, sono potenziali vittime della strada, che guidano insicuri, spaventati e privi di consapevolezza. Continua a leggere

SYKES, PILOTA SOPRAVVALUTATO

gran premio GP di olanda - gara 2 - campionato mondiale superbikOggi il confronto col suo nuovo compagno di squadra è impietoso: per Rea, che guida il campionato, 190 punti totalizzati in 8 gare e ben 6 vittorie, ottenendo come peggior risultato due secondi posti. 88 punti invece per Sykes, quarto in classifica, con due terzi posti come miglior piazzamento. Sono numeri che fanno riflettere: Rea è al debutto con la Kawasaki, Sykes la guida per la sesta stagione consecutiva, contando quindi su una moto cucita addosso e un equilibrio all’interno del team oramai consolidato. Che Tom sia un ottimo pilota nessuno lo mette in dubbio, ma oggi più che mai viene da pensare che non si tratta di un campione col pedigree, ma di un buon pilota che, quando ha trovato gente forte in squadra con lui, è sempre arrivato dietro. Scorriamo le pagine del suo passato.

Nel 2009 entra ufficialmente nel team Yamaha insieme a Ben Spies. L’americano non conosce né la moto, né le gomme. Vince il titolo al debutto, con 462 punti contro i 176 di Tom, che arriva solo 9° in campionato. Continua a leggere

NON TOGLIETECI I SORPASSI !

Immagine1Assen, ultima variante: quando ti giochi la volata finale, sai che il pilota dietro proverà a passarti. E’ successo anche ad Haslam, beffato da un’incontenibile Van Der Mark che la direzione gara ha deciso però di penalizzarlo con 1 punto sulla licenza; nella gara successiva al 4° ammonimento, l’olandese partirà dall’ultima fila. Mi dicono non si sia visto il sorpasso in televisione, io però ero lì, a bordo pista. La manovra, a parer mio, non è stata né pericolosa, né azzardata, ma studiata e calibrata al millimetro: Haslam stava impostando l’ingresso a destra, ma Michael ha fatto scorrere la sua Honda, allentando per un attimo la presa sul freno, andando a inserire la sua ruota anteriore a metà Aprilia, prima che Leon potesse guadagnare il punto di corda interno. In quella “esse” la traiettoria è una soltanto: l’ha infilata Michael per primo e non ha mai perso la precisione del binario né in percorrenza e nemmeno in uscita, da grande maestro. Ad Haslam non è rimasto che rialzare la sua RSV e cercare lo spazio di fuga, perché in due, lì dentro, non si passa. Nessun diverbio fra i piloti, anzi: Haslam, che non è di primo pelo, ha accettato la manovra subìta da gran cavaliere, perché queste sono le corse in moto. La direzione gara però non è stata d’accordo e sorpassi come questi sono ritenuti pericolosi. Continua a leggere

ULTIMA CURVA

blohUn conto è vedere le gare in televisione, un altro dal vivo e un altro ancora da bordo pista. Seguo le corse da oltre trent’anni, inizialmente solo da appassionato “pagante”, ma avere avuto oggi la fortuna di essere lì all’ultima curva, ad altezza pilota, quasi a guardare Davies e Rea negli occhi mentre si giocavano il trionfo in gara 1, credo sia stata l’esperienza più gustosa di sempre. Alle mie spalle, il maxi schermo offriva la possibilità di controllare la situazione sul resto della pista. Last lap, ultimo passaggio, leggo. Quando i piloti escono dall’ultima esse, anche se lontani, già li vedo. Davies è nascosto dalla Kawasaki, perfettamente in scia; la Ducati ha una buona accelerazione, ma non la velocità di punta del 4 cilindri. Loro due soli, col rumore degli scarichi perfettamente riconoscibile mano a mano che mi si avvicinano e la voce grossa del bicilindrico che sovrasta la Ninja. Continua a leggere

LA “MITO” DEI CAMPIONI

ImmagineLa Cagiva Mito 125 di un tempo, affascina ancora oggi. Stiamo parlando di una moto che ha più di vent’anni di storia. Con grande sorpresa, l’altro giorno ho conosciuto un gruppo di ragazzi, con la metà dei miei anni, dedicarsi anima e corpo a una moto che per loro poteva essere solo un ricordo fra tanti vecchi 125 a due tempi. Negli anni d’oro, quelli della Sport Production, la Mito è stata guidata da tantissimi piloti poi approdati al mondiale: Vittoriano Guareschi, Franco Battaini, Andrea Ballerini, Giovanni Bussei, Diego Giugovaz e ce ne sarebbero molti altri da citare, ma ovviamente il pilota più emblematico rimane Valentino Rossi, che nel 1994 ottenne il titolo italiano con la versione sponsorizzata Lucky Explorer. E so che pure lui sta trattando da tempo con Claudio Lusuardi per avere la sua vecchia Mito nella propria collezione. Prezzo ? Continua a leggere