LA “MITO” DEI CAMPIONI

ImmagineLa Cagiva Mito 125 di un tempo, affascina ancora oggi. Stiamo parlando di una moto che ha più di vent’anni di storia. Con grande sorpresa, l’altro giorno ho conosciuto un gruppo di ragazzi, con la metà dei miei anni, dedicarsi anima e corpo a una moto che per loro poteva essere solo un ricordo fra tanti vecchi 125 a due tempi. Negli anni d’oro, quelli della Sport Production, la Mito è stata guidata da tantissimi piloti poi approdati al mondiale: Vittoriano Guareschi, Franco Battaini, Andrea Ballerini, Giovanni Bussei, Diego Giugovaz e ce ne sarebbero molti altri da citare, ma ovviamente il pilota più emblematico rimane Valentino Rossi, che nel 1994 ottenne il titolo italiano con la versione sponsorizzata Lucky Explorer. E so che pure lui sta trattando da tempo con Claudio Lusuardi per avere la sua vecchia Mito nella propria collezione. Prezzo ?

Solo una cena in cambio, per il piacere del preparatore modenese di rivedere e riabbracciare un pilota speciale. Un appuntamento a cui purtroppo Rossi non è mai riuscito ad essere presente e oggi la sua Mito è in vendita.

Lusuardi, tecnico del 2 tempi, ma soprattutto appassionato e onesto come poche persone abbia conosciuto nei miei anni di corse, guidava il Team Cagiva di riferimento. E a distanza di 22 anni mi sono ritrovato la Mito sotto alle chiappe per un tuffo nella mia gioventù. Una motina curata e coccolata da Michele Prontelli detto il “Ceppa”, che ha utilizzato il materiale ufficiale di allora spendendo 5.000 euro di sola passione per rimettere insieme la vera Cagiva Sport Production ufficiale. Un ragazzo che ha investito del suo, con grandissimi sacrifici, per tenere viva la Mito 125. Quest’inverno è andato persino a Sepang ad incontrare un gruppo di simpatizzanti di questo modello, perché è il miglior rappresentante della nuova generazione a conoscere la storia della Mito in ogni dettaglio. Speriamo che a Varese si accorgano di questo piccolo mondo che varrebbe la pena conservare e alimentare.

Appena montato in sella, ho detto: “E’ lei, la riconosco !”. I vecchi automatismi di guida sono riaffiorati spontaneamente: giù in carena, con gomiti e ginocchia sempre stretti alla moto, col sedere appoggiato sopra al codino; casco sotto al cupolino in ogni metro di rettilineo, frizione in mano per uscire dalle curve più lente e motore sopra agli 8.000 giri per cantare fino ai 12. Il Motodromo di Castelletto di Branduzzo è la sua pista, ma che fatica ! Non un attimo di respiro, piedi sempre puntati sulle pedane e ripetitivi spostamenti del corpo; talmente leggera e rapida che starle a dietro è stato un lavoro. La cosa più difficile ? Azzeccare sempre le stesse traiettorie: si guida di slancio e di percorrenza, non di motore. A usarla oggi, oltre che a vederla, mai verrebbe da pensare che si tratta di una moto del 1993. Come del resto la sorellona presente in foto, la Cagiva 500 GP (sulla pagina Fb di Piega & Spiega sentite il motore che canta…). Ma quanto è bella ?! Erano moto fatte col cuore, ancora prima che con le mani. Rivivere una giornata storica insieme a giovanissimi e rari amatori della pista è stata un’emozione che conoscevo, ma che non provavo dall’adolescenza. Come una volta, dopo la sudata con casco e tuta, e le mani annerite dal contatto con le parti intime della moto, tutti sotto al gazebo per ripararsi dal sole a mangiare panini e torte fatte in casa. Brindando alla 125 Mito e ai bei ricordi degli ani ‘90.

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19 risposte a “LA “MITO” DEI CAMPIONI

  1. Purtroppo anche io sono uno di quelli che ha vissuto l’era delle 125 sportive stradali e la mito era veramente una bella moto ma la Gilera era il sogno proibito di quegli anni per i sedicenni a partire dalla kz , la mia mx1,e la bomba sp01 ….

  2. grazie trepacchi,nn avevo mai voluto indagare x paura di essere smentito e rovinare le mie fantasie.dopo questo articolo mi sono messo a cercare sul tubo qualke video e ne ho trovati alkuni interessanti.@max ho visto quello dove dici ke sp01 era il sogno di tutti,vero,ricordava la suzuki di schwantz pepsi.passavo giornate dal concessionario a guardarla.
    poi ne ho visto uno di cereghini,dove elenca tutte le 125 dell epoca,e ad un certo punto fa riferimento con foto a capirossi con il kz.

  3. perbacco, allora sono un vecchietto!! Io avevo il morini corsaro 125 (un aggeggino che faceva ancora 130 e consumava 35/40Km/L) e poi passato al Morini 3.1/2) ma la Mito l’ho chiesta in prestito ad un ragazziono e a provarla faceva paura

  4. @curricurri-no,quella coi colori di reggiani e il doppio faro è uscita qualche mese dopo.La mia era quella bianca nera con le righe blu e fuxia e il fanale singolo.Il “problema”del doppio faro l’ho risolto grazie a una caduta,dove ho dovuto cambiare carena e gia’che c’ero ho montato quella col doppio faro. 🙂
    Capirex debutto’in pista nel trofeo KZ Endurance…..ricordo di aver letto un intervista di un ex pilota che correva con lui e si ricordava di sto ragazzino che era alle prese con gli esami di 3 media 🙂

  5. Propio bei tempi…io possedevo la cagiva c10r….bella, poi uscì la mito un sogno…e se ricordo bene le concornti erano gilera sp-01,aprilia futura, honda nsr, e yamaha tzr tutte 125cc sono stati gli anni d’oro delle 2tempi….

  6. mi correggo,era la cagiva c12 con 7 marce.ma quanta tecnologia buttavano dentro ogni anno?
    c era anke il benelli jarno,ma ne hanno vendute 3.e anke i vari kit 178cc,tutto su una ruota.
    @max,tu ke ne sai,io x sollevare il morale mio e del kz,raccontavo sempre una storia ke mi aveva detto un amico,cioè quella ke anke capirossi aveva iniziato col trofeo gilera kz,ti risulta?

  7. io ho avuto il kz quando era già fuori moda.nn ne avevo 1 da far 2.
    trepacchi,la tua era quella con la A grande sulla carena,ke riprendeva i colori di reggiani?dopo era uscita quella viola.sono contento di aver ricordato l’obi 1e ke qualkuno l ha avuta.

  8. io ho avuto il malanca ob one , in quel periodo c’era la nsf,l’ apriliasx il gilera rv , il villa daytona , il garelli gta, l’aletta oro, il fantic, poi uscì il kz e ci fu un ricambio generazionale di moto di tutte le marche……avessi i soldi mi ricomprerei l ob one

  9. @otto-volante
    ” Quelli erano i “sogni impossibili” di noi teenager, senza telefonini, senza carte di credito (pagate da papi…), senza piercing e vestiario firmato, col portafogli sempre vuoto ed i pantaloni che puzzavano sempre di Castrol TTS, anche appena usciti dalla lavatrice!”

    quotone,bei tempi…

  10. Sembra di scrivere su un forum di pensionati… 🙂

    Cmq la prima vera 125 con prestazioni “superiori” fu la Benelli 125 Sport bicilindrica… Per quei tempi, era un missile! E comparvero pure le espansioni aftermarket…

    La prima vera moto “moderna” fu il Gilera RV 125, raffreddato ad acqua ed un freno a disco finalmente efficace. Seguiti dalla Honda Nsf, Garelli GTA, Cagiva Aletta Oro (la prima serie aveva un motore bomba…) e Fantic HP1. Poi vennero “le altre”…

    C’é da dire peró, che in realtá vi erano giá 2 moto “fuori portata”, delle vere REPLICA: le HRD Formula da 32 cv (!!!) le MALANCA OB1 Racing da 30cv… Quelli erano i “sogni impossibili” di noi teenager, senza telefonini, senza carte di credito (pagate da papi…), senza piercing e vestiario firmato, col portafogli sempre vuoto ed i pantaloni che puzzavano sempre di Castrol TTS, anche appena usciti dalla lavatrice!

    P.S. – Io avevo un MERAVIGLIOSO Garelli GTA nero… 😉

  11. @curricurri64- Scusa ma ti devo correggere.All’Aprilia AF1 ,la Honda rispose carenando la NS coi colori Rothmans.Prima la NS usciva solo col puntale e il cupolino. La NSR col telaio in oro arrivo’dopo è non fu un gran successo.La OB1 (vero nome Obi-one) era della Malanca,ma non ne ho mai viste in giro

  12. quando usci l aprilia af1 la honda rispondeva con la nsr scarenata con telaio in fusione color oro.ke prendeva il posto della nsf(?) e c era anke quella carenata rothmans con doppio freno a disco.bellissime ma prendevano paga dalle ns molto più veloci.c era anke ob1(?)bicilindrica ke faceva paura,gilera,mx1con serbatoio basso ke fece un record a nardò,sp01,02poi l aborto cx,monoforcella.la c7 con 7marce.ke bravi ke eravamo.fare certi discorsi mi ricordano gli anziani,siamo vecchi?io ancora do la paga a qualcuno;)

  13. Ciao Max!!!!
    Bell’idea quella di un articolo sulle 125 2t,motine come cilindrata,ma per noi teen ager dell’epoca erano delle Maximoto!!! Non ho avuto la Mito….sono un pelino piu’anziano,pero’ho avuto la fortuna di possedere(e possiedo tuttora anche se in cantina) una moto altrettanto mitica!
    L’Aprilia AF1 dell’87 che tra l’altro èra stata eletta moto dell’anno nonostante la cilindrata!
    Le rivali erano Cagiva C7 ,Gilera KZ/KK , Honda NS,e pure qualche esemplare di Laverda Lesmo.Bella anche quest’ultima ,ma di un affidabilita’che te la raccomando.
    E non posso fare a meno di ricordare la splendida HRD…una piccola Bimota in miniatura ma che costava una fortuna.
    Bei tempi ragazzi ….

  14. la cagiva 500 e stupenda anke adesso,kocinski ha fatto ottime gare.
    dovrebbe esistere un modello simile supermono,sbaglio?

  15. facciamo arrabbiare i rossisti? come ha fatto vale a vincere il titolo italiano?
    ki lo sa?

  16. ke bella,ricordo a misano la presentazione durante la tappa mondiale,la prima versione mi sembra ke era scarenata.mi piaceva anke il codino della c9 con i silenziatori sotto.anke se x me il top era la sp01.dovrei ancora avere la maglia e il berretto rosso della mito.

  17. Ciao Max!

    Grazie per queste righe! La mia Mito 2 125 del 1993 staziona ancora nel mio garge e mai la venderò per nulla al mondo.
    La mia prima vera moto.
    Che spettacolo!!

  18. Ciao Max,
    ai tempi mio padre con tre nipoti ne presero 4,
    di cui 1 di quel verde inguardabile ma la cosa bella che giocarono le 4 targhe al gioco del lotto e delle quali ne usci’ 1 e se ne ripagarono ben 2 :-)…
    Mi vien da ridere ancora oggi….

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