ULTIMA CURVA

blohUn conto è vedere le gare in televisione, un altro dal vivo e un altro ancora da bordo pista. Seguo le corse da oltre trent’anni, inizialmente solo da appassionato “pagante”, ma avere avuto oggi la fortuna di essere lì all’ultima curva, ad altezza pilota, quasi a guardare Davies e Rea negli occhi mentre si giocavano il trionfo in gara 1, credo sia stata l’esperienza più gustosa di sempre. Alle mie spalle, il maxi schermo offriva la possibilità di controllare la situazione sul resto della pista. Last lap, ultimo passaggio, leggo. Quando i piloti escono dall’ultima esse, anche se lontani, già li vedo. Davies è nascosto dalla Kawasaki, perfettamente in scia; la Ducati ha una buona accelerazione, ma non la velocità di punta del 4 cilindri. Loro due soli, col rumore degli scarichi perfettamente riconoscibile mano a mano che mi si avvicinano e la voce grossa del bicilindrico che sovrasta la Ninja.

Arrivano come due palle di cannone, ce li ho quasi frontali. A 150 metri dalla curva, giù il gas: crollano i giri motore, si azzera il frastuono della potenza che lascia posto al suono meccanico della decelerazione. Via tre marce, una di fila all’altra, con gli acuti dei motori che restano a lungo nell’aria. Rea è un compasso nel disegnare quella curva, ha precisione e velocità d’ingresso di una Moto3, difficile attaccarlo proprio lì. E’ ciò che passa nella mia testa in un niente di tempo. E poi sul dritto si è preso alcuni metri di vantaggio. Davies ci prova, è un matto: molla i freni per un attimo, infila la Panigale in una traiettoria più interna, cattivo e affamato di vittoria, e scala l’ultima marcia col ginocchio già per terra, a 150 all’ora. La Ducati vibra di dolore, grida a squarcia gola salendo di giri, e il sorpasso è come un pugno in faccia diretto all’avversario. Questioni di decimi di secondo. Si allontanano dalla mia postazione, lasciando quel profumo di motore e di benzina speciale che sai appartenere alle Superbike. Il sound delle moto lo perdo completamente e la magia di quella scena, che non potrò più rivedere, penetra piano nella pelle insieme all’entusiasmo di chi ha assistito a uno spettacolo esclusivo di cui vantarsi. Rimane il ricordo e la consapevolezza di aver avuto quella “botta di cuore” di chi si è trovato al posto giusto, nel momento giusto.

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5 risposte a “ULTIMA CURVA

  1. Sig Temporali ti manda tanti saluti Valentino Rossi dall’ Argentina..quello che era finito,quello che era il meno forte dei 4..quello che stava dietro a lorenzo ecc ecc…ahahahahah

  2. Caro Meteor sono semplicemente ritornati alle origini della sbk e se fosse stato sempre cosi forse Aprilia e Kawasaki non avrebbero vinto un bel niente. Pensa prima di scrivere …

  3. GRANDECASEYPDUCATI
    eccomi… 200 cc in piu 58 gare senza vincere neppure sul bagnato don carmelo costretto a fare un regolamento ad ok per ducaudi PENALIZZANDO le altre case, in primis aprilia che deve rinunciare al suo cambio estraibile anche se montato DI SERIE.
    e come vuoi chiamare un aborto del genere? PROGETTO VINCENTE? sveglia che per far vincere una gara han cambiato in toto il regolamento… progetto vincente manco fosse in testa al mondiale….

  4. Bell’articolo signor temporali , poi non vedo i commenti degli esperti che sostengono che la Panigale e’ un progetto fallimentare…

  5. Già come si diceva in tv, eri l’invidia di tutti gli appasionati….volevamo volentieri darti una “mano” al “lavoro”poi non finisce lì…e vogliamo parlare della prova sul circuito con la cbr650f??altra invidia poter comentare il giroe provare la moto….se hai bisogno di un assistente con cui confrontare pareri e prove io mi candido…..sei un grande MaxT.

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