AUTOSCUOLA: CI INSEGNA DAVVERO A GUIDARE LA MOTO ?

piega1Le autoscuole italiane hanno una grande responsabilità nei confronti dei motociclisti: hanno il compito di formare le basi per rendere indipendente e sicuro l’individuo che, da lì a poco, si muoverà sulle strade in totale autonomia. Ecco il punto: in quasi vent’anni di attività legata all’uso corretto della moto (pista e strada, dai demo ride ai corsi di guida) mi sento di dire che almeno il 50% dei motociclisti/scooteristi che ho incontrato nelle mie esperienze, non hanno un livello di preparazione tale da poterli ritenere “pronti” al grande salto nella mischia. Detto fuori dai denti: ho paura per loro, sono potenziali vittime della strada, che guidano insicuri, spaventati e privi di consapevolezza.

L’autoscuola fornisce tutte le linee guida per rispettare il codice della strada, quello sì, ed è altrettanto importante, ma dal punto di vista pratico, picche. Oggi, in moltissimi casi, l’autoscuola è vista più come una tassa per l’ottenimento della patente, che come un centro specializzato a cui affidarsi per imparare a guidare moto e scooter. Tanto per cominciare, non è previsto l’obbligo da parte degli istruttori di assistere l’allievo, come accade invece per il conseguimento della patente dell’auto. L’aspetto peggiore però riguarda l’alto grado di incompetenza generale: l’ho riscontrato visitando in occhiali scuri varie sedi, verificando l’opinione di alcuni neopatentati. Moltissimi istruttori, non solo sono scarsamente specializzati nella materia delle due ruote, ma impartiscono anche consigli pericolosi da seguire: “il freno dietro non si usa mai, non serve”, oppure “le marce si scalano quando si è fermi”, “le curve vanno fatte tutte in seconda marcia”, e via dicendo.

piega2La prima formazione dei motociclisti è ultra importante, occorre davvero poco per offrire loro gli strumenti utili a guidare con la massima consapevolezza. Gli esercizi sul piazzale coi coni ? Utilissimi, ma non basta soltanto superare la prova per ritenere idonei gli allievi: conta molto di più conoscere il metodo con cui si effettuano determinate manovre, in modo che, anche se ripetute, il risultato sia sempre lo stesso. La sensazione poi è che l’esame finale sia sempre frutto di una botta di fortuna legata anche al tipo di motocicletta che si guida… I numeri riferiti ad incidenti e vittime confermano che spesso chi guida su due ruote non è in grado di gestire pericoli e situazioni, e nel 95% dei casi (sono dati Dekra di un paio di stagioni fa) i motoveicoli coinvolti sono tecnicamente “imperfetti”: gomma liscia, luce fanale non funzionante, pastiglie freno consumate, sospensioni in cattivo stato, ecc.

piega3L’età più a rischio ? La fascia 35-45 anni, cioè quella dei nuovi motociclisti di oggi. La sorte peggiore si incontra sempre nei centri abitati. La strada del diavolo è la statale Adriatica, che conta quasi tre volte il numero di incidenti che si verificano sulle altre strade statali italiane. Tra morti e feriti sborsiamo circa 18 miliardi. Le prime giornate di sole corrispondono purtroppo alle prime tragedie riportate dai quotidiani, dove il “centauro” è sempre protagonista. Il Ministero dei Trasporti, faccia uno sforzo verso di noi e alzi il livello delle autoscuole per la formazione dei nuovi centauri, ridisegnando la didattica sulla base dell’epoca in cui viviamo, mettendo a disposizione istruttori preparati e competenti che insegnino a frenare correttamente, a scalare le marce e le giuste traiettorie, a vestirsi con casco e paraschiena, a raccontare che le strisce bianche, quando piove, sono la nostra rovina. E’ assurdo che i neopatentati non sappiano come si usa la moto alle bassissime velocità, per affrontare le rotatorie, le inversioni di marcia o i tornanti. Le autoscuole, dal canto loro, si mettano una mano sulla coscienza e abbandonino, se occorre, i vecchi rottami disponibili a noleggio, mal funzionanti e con le gomme sgonfie. La sicurezza parte da qui.

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12 risposte a “AUTOSCUOLA: CI INSEGNA DAVVERO A GUIDARE LA MOTO ?

  1. @sa123bi4 – Buongiorno Giacomo, sono felice che anche Lei abbia espresso la Sua opinione in merito a un tema che ritengo importantissimo. Ovviamente mi dispiace del Suo risentimento, ma, come già detto ad alcuni colleghi, ognuno di Voi dovrebbe provare a salire di qualche gradino per guardare il palcoscenico dall’alto, senza limitarsi a sostenere i propri punti di forza (seppur ammirevoli e degni di nota), ma pensando che in Italia ci sono circa 6.000 autoscuole e che molte di queste presentano i punti deboli da me citati, con la buona responsabilità del Ministero al Ministero dei Trasporti. Che poi Lei si senta offeso è un grave errore: io cito “le mie esperienze” (si ricordi il contesto, questo è un blog) e mi riferisco a “moltissimi istruttori”. Se Lei non rientra in questa categoria, meglio per tutti, mi chiedo però come non abbia i miei stessi occhi per riscontrare evidenti lacune del sistema e perchè, data la Sua esperienza e professionalità, non suggerisce consigli, soluzioni, linee comuni utili a fare un piccolo passo avanti, tutti insieme, anzichè accontentarsi di presentarmi la grande attenzione motociclistica che ha la Sua autoscuola.

  2. Buongiorno mi chiamo Giacomo e faccio l’istruttore (per le sole patenti di categoria A) presso l’autoscuola gestita da mia moglie a Lonate Pozzolo (Va).
    Non nascondo che leggendo alcuni pareri qui pubblicati mi sono quanto meno “risentito”non parlo per la categoria, ma per il motociclista, l’istruttore, ed il padre che proprio non si riconoscono nei giudizi da voi espressi).
    Mi presento: ho 48 anni da quando ne avevo 10 utilizzo veicoli a 2 ruote, ho fatto cross, ho utilizzato moto da enduro, da strada, ho provato a girare più di qualche volta in pista, in passato per 2 anni ho fatto il meccanico presso un concessionario di moto adesso, quando il tempo me lo permette, faccio il turista su due ruote insieme a mia moglie anch’essa centaura! Ho 3 figli, il più piccolo va in moto da quando aveva 7 anni, le mie due figlie hanno entrambe la patente A e si spostano regolarmente su mezzi a 2 ruote.
    Nella nostra scuola guida non esistono “ROTTAMI” i mezzi di tutte le categorie sono perfetti e regolarmente controllati anche perché, oltre all’uso professionale, ciascuno di essi viene usato anche per uso privato dai membri della nostra famiglia. Oltre a questi veicoli ai candidati vengono messi a disposizione GRATUITAMENTE dispositivi di protezione di ottima qualità e per quasi tutte le taglie.
    Ora vi spiego qualche cosa in più: nel 2015 la parola d’ordine dei potenziali clienti è: quanto costa la patente della moto? E subito dopo: quante guide dovrò fare? Noi abbiamo deciso di rispondere in questo modo: il costo per la patente è “TOT”, riguardo le guide: dipende se aspiri semplicemente a superare le prove previste per l’esame o se vuoi anche imparare ad andare in moto; nel primo caso ti consigliamo di rivolgerti a uno qualsiasi dei “discount della patente” disseminati in tutte le città d’Italia, se invece vuoi andare in giro un pochettino più sicuro parliamone e vedrai che sicuramente troveremo il giusto accordo.
    Non nascondo che così parlando molti dei potenziali clienti vengono inesorabilmente perduti ma, da padre, davvero non me la sento di mettere in strada un ragazzo di 14, 16, 18, o 24 anni che sa solo stare in equilibrio per evitare alcuni birilli e accenna a fare una pseudo frenata di emergenza. Detto questo ai pochi che decidono di diventare nostri clienti affidiamo anche un opuscoletto, redatto e stampato da noi, dove oltre alle risposte per l’esaminatore di turno viene trattato anche: come si guida, come si utilizza il cambio, come si frena sui vari terreni e con vari tipi di moto, come si scelgono e si utilizzano i dispositivi di protezione, e non ultimo come ci si prende cura del proprio veicolo.
    Chiedo quindi, a tutti gli interlocutori di questa rubrica, di evitare di generalizzare perché così facendo si rischia di offendere quelli che, come me, non si riconoscono assolutamente negli esempi che citate. Posso assicurarvi che in Lombardia le “autoscuole serie” ci sono, fanno sempre più fatica a stare a galla e a reggere il confronto prezzi con i “discount della patente”, ma ci sono ancora!! Sono i clienti che purtroppo non sempre riescono a riconoscere al volo questa differenza e scelgono solamente pensando al portafoglio invece che alla vita del proprio figlio!!
    Mi scuso per essermi dilungato, ricordo a tutti che sono anche pronto a rispondere più esplicitamente in privato a chiunque voglia contattarmi ragion per cui lascio un indirizzo mail giasab@alice.it
    E come dico sempre Buona strada a tutti i motociclisti!!

  3. Buongiorno mi chiamo Giacomo e sono l’istruttore (solamente per le patenti di categorie A) nell’autoscuola gestita da mia moglie a Lonate Pozzolo (Va). Oltre ad essermi “risentito” dopo aver letto diverse affermazioni che mi offendono (non parlo della categoria ma di me stesso in qualità di motociclista, di istruttore, e di padre). Ho 48 anni guido veicoli a 2 ruote da quando ne avevo 10; ho usato moto da cross, da enduro, da strada, ho provato la pista, in passato ho anche lavorato qualche anno come meccanico moto, adesso quando ho tempo libero faccio il turista su 2 ruote con mia moglie anch’essa motociclista, mio figlio va in moto da quando aveva 7 anni, le mie 2 figlie hanno entrambe la patente moto e si muovono su 2 ruote. Nella nostra scuola guida non abbiamo rottami, i mezzi sono perfetti e regolarmente controllati, in quanto oltre all’uso professionale vengono utilizzati anche come mezzi di locomozione da tutti i membri della nostra famiglia, oltre ai veicoli, forniamo gratuitamente ai clienti abbigliamento di protezione di qualità e per tutte le taglie.
    Siccome nel 2015 la parola d’ordine del 90% dei clienti è: quanto costa la patente moto? e subito dopo: ma quante guide dovrò fare? noi abbiamo deciso di rispondere così: il costo è “TOT”, riguardo le guide dipende se ti interessa superare solamente l’esame o se invece vuoi poter circolare tranquillo e sicuro sulle strade; nel primo caso rivolgiti in uno dei discount della patente disseminati in tutte le città d’Italia, se invece aspiri ad imparare ad andare in moto parliamone e un accordo lo troveremo senz’altro. Non nascondo che così parlando molti potenziali clienti vengono irrimediabilmente persi ma, da padre, non me la sento di mettere in strada un ragazzo di 14, 16, 18, o 24 anni che ha semplicemente imparato a stare in equilibrio su 2 ruote, ad evitare i 4 birilli, e a fare una pseudo frenata di emergenza. A quelli che diventano nostri clienti forniamo anche un opuscoletto, redatto e stampato da noi, dove oltre alle domande a cui bisogna saper rispondere all’esaminatore è trattata anche la frenata su tutti i tipi di terreni e con vari modelli di moto, l’utilizzo del cambio, il corretto uso dei dispositivi di protezione, e nozioni di base sulla cura del proprio veicolo.
    Quindi per cortesia chiedo a tutti gli interlocutori di non generalizzare e prima di “sputare sentenze” pensare che qualcuno dall’altra parte potrebbe come me risentirsi. Disposto a rispondere anche singolarmente a chiunque desideri chiarimenti in merito lascio qui un mio indirizzo mail giasab@alice.it, e mi scuso per essermi oltremodo dilungato.

  4. caro Max sono il titolare di una autoscuola di Legnano ti assicuro che alcuni clienti quando vengono a chiedere per la patente della moto la prima cosa che chiedono ( cosa costa fare la patente della moto ) . Io che ho 65 anni che ho guidato motorini da quando avevo 14. anni ne ho viste di tutti i colori .purtroppo in ITALIA non esiste un obbligo di fare la patente in autoscuola come in EUROPA .La patente si fa in AUTOSCUOLA mentre da noi ITALIANI esiste da sempre , l’arte di ARRANGIARSI .come meglio si crede . bisogna OBBLIGARE tutti ad andare in AUTOSCUOLA per imparare ad andare in motorino, moto , auto , camion eceet,eccet, cosi facendo ci sarebbero meno morti e feriti. ringrazio e saluto Armando CENERE

  5. @FRENK-ICS – Ciao ! Intanto ringrazio te e tutti coloro che hanno voluto rilasciare una propria testimonianza ed opinione in merito al tema. Tengo a precisare che non ho fatto di tutta l’erba un fascio, come tu sostieni, ma ho riportato le mie esperienze e nulla di statistico. E’ ben scritto nelle prime righe. Purtroppo non ho riscontri positivi in merito, non me ne volere, ma nelle mie esperienze di relazione con varie autoscuole sono stato…sfortunato. In vent’anni ti garantisco che una visione (seppur personale e mai completa) me la sono fatta, girando l’Italia e incontrando molti motociclisti in erba. Capisco del resto chi sta “dall’altra parte”, che si sente offeso e criticato magari ingiustamente come te. Sono convinto che, come in tutti i settori, esiste chi lavora seriamente e con passione, ma come allievo non devo avere soltanto la fortuna di capitare nelle tue mani perchè sei motociclista integerrimo, hai tutte moto in ordine tecnicamente e fai il tuo lavoro con amore. Gradirei che il “sistema” funzioni nella sua totalità. Perchè avvenga occorre però che tu e molti colleghi ben disposti nel vostro mestiere, iniziate a guardare oltre il vostro orticello. Magari facendo presente a qualcuno che sta sopra alle nostre teste che occorrono delle ore minime di pratica prima di affrontare l’esame. Magari imponendo una figura, all’interno dell’autoscuola, che si occupa solo di motociclisti e ne segue l’esercitazione, non dall’auto, ma da un’altra moto. Così, con la sola partecipazione di tutti voi che avete una dote in più rispetto a molti colleghi, il “sistema” può crescere professionalmente. Gli esercizi coi coni sul piazzale ? Li ritengo fondamentali. A patto che sia dato un senso tecnico, intento a formare la guida dei giovani allievi…

  6. Caro Max,premetto che sono un tuo estimatore e che ti seguo spesso in tv.Sono un istruttore di guida e dalle tue affermazioni fai passare la mia categoria come un gruppo di incapaci,ma ti assicuro che non è così.Io dedico ogni secondo della mia vita alla mia professione e lo faccio con passione,il problema vero e che gli allievi possono presentarsi tranquillamente all’esame avendo fatto mezzora di guida in quanto basta aver guidato qualche volta un ciclomotore a marce per avere le basi per superare un esame con una moto e quando chiedo all’allievo di venire ancora ad esercitarsi per approfondire le conoscenze del mezzo questo non vuole più venire.
    I vecchi rottami disponibili a noleggio,come dici tu,forse li utilizzerà qualcuno,ma non fare di tutta l’erba un fascio,in quanto io e colleghi spendiamo migliaia di euro all’anno per mantenere e curare i mezzi che utilizziamo per le guide..

    gfossati58 , nessuno ci fa favori,puoi starne certo..siamo massacrati di tasse e di spese,come per tutte le attività italiane..se il codice della strada prevede il percorso tra i birilli non posso non farlo provare ai ragazzi..anche per me serve a poco..

    vecchi rottami disponibili a noleggio

  7. Quanto costa la patente? E’ sempre la domanda che il candidato motociclista fa, appena dopo aver detto buongiorno, entrando in autoscuola. Fare “scuola guida” in Italia non è semplice, specie se oltre alle ragioni economiche ci si mette la passione e la convinzione che esiste la possibilità di ridurre il numero di incidenti per strada. I primi istruttori di guida sono i genitori, con cui da piccoli abbiamo appreso da spettatori le varie sfumature della coesistenza stradale. Guidare rispecchia esattamente il livello di civiltà di un popolo. Da motociclisti appassionati non possiamo far altro che provare a innalzare il livello e la qualità, ma tutto nasce dal vissuto e dalla percezione della cultura stradale di chi ritiene che guidare sia un diritto acquisito. Con l’iscrizione regaliamo il paraschiena, facciamo lezioni sulla dinamica, sulla guida percettiva, proviamo le frenate da panico, gli evitamenti con la tecnica del controsterzo, la frenata combinata e tanta passione. In Francia il saluto tra motociclisti lo fa chi guida una supersportiva, una Bmw, uno scooter e anche la gendarmeria in moto tira fuori il piede per augurarti buona strada. Puntiamo sulla cultura stradale, un percorso lungo e arduo. Buona strada Max.

  8. Caro Max,ho 57 anni e ritengo che l’autoscuola per le moto sia utile solo a livello teorico e non pratico,perchè fare una gimkana tra 4 paletti o altro non serve assolutamente a niente..serve sapere cosa indossare per la tua sicurezza,come indossarli e quali sono le normali regole stradali da rispettare,ma questo è identico allo stesso iter per la patente automobilistica…guidare una moto comporta una qualità o chiamala percezione che nessuna autoscuola ti può insegnare,ovvero percepire un attimo prima quale fra gli elementi che ti stanno attorno potrebbe crearti una situazione di pericolo mentre stai guidando e immaginare una possibile via di uscita…ritornando alle autoscuole e alla patente per la moto..OK per i corsi gratis a scuola su segnaletica e altro per i ragazzi che vogliono avvicinarsi al 50ino o allo scoter,ma il resto è solo un favore fatto alle autoscuole..noi siamo cresciuti così e l’approccio alla moto seppur dilettantistico/autodidatta ha sempre funzionato..la gimkana tra i birilli non l’ho mai fatta e mai la farò…..

  9. Le autoscuole fanno il loro lavoro, cioè ti fanno prendere la patente. Il problema è semmai se l’esame per prenderla sia giusto o no. Personalmente ritengo che l’esame pratico dovrebbe comprendere anche un test in tangenziale/autostrada e almeno un corso di guida sicura/veloce in pista per fare in modo che chi guida sappia realmente come si controlla un mezzo. Parcheggiando difficilmente rischi la vita. Non sapendo controllare un veicolo a 100 all’ora invece si.

  10. Nel 2002 sono entrato in pista con la mia Gsx-R, quasi per caso diciamo, la sera tornando a casa mi sono ripromesso di non guidare piú una supersportiva per strada. A mio avviso manca l’educazione sulla differenza tra le 2 e le 4 ruote, sul fatto che il passeggero rischi il “lancio”, sul fatto che se per un qualche motivo il mezzo (scooter o moto) ha un comportamento brusco sia il caso di ridurre la velocità.. I corsi di guida sicura aiutano a godere il mezzo, aiutano a divertirci se entriamo in un circuito e possiamo permetterci una bella motocicletta.. Gli scooteristi salgono troppo fretta sul mezzo, non va bene, i limiti sono legati alla cilindrata e ai kw, ma cadere da un 50cc a 80 km/h é terrificante.. andrebbero cambiate le norme, ma le autoscuole dovrebbero fare un lavoro diverso (sia per auto che moto). E sulle strade lasciamo perdere, nonostante le mutilazioni e i decessi si prosegue sui soliti standard progettuali..

  11. toredui io credo che nelle autoscuole ci siano regole poco chiare e pochi controlli..ognuno fa un pò quello che gli pare…e molto dipende dall’intelligenza e dalla serietà dei proprietari…se tutte le autoscuole fossero gestite come la tua ci sarebbero molti meno incidenti! io in autoscuola non ho imparato assolutamente nulla..è stato mio padre mi ha insegnato tutto ciò che serve (ma non tutti hanno questa fortuna)..e non credo che il mio sia un caso isolato…

  12. CARO MAX TEMPORALI INSEGNO IN UN’AUTOSCUOLA E NON MI RICONOSCO NELLA TUA DESCRIZIONE, DA NOI GLI ALLIEVI VENGONO PREPARATI A DOVERE PER TUTTE LE CONDIZIONI DI GUIDA A DIFFERENZA DI PSEUDO CORSI DI GUIDA PER ESALTATI ,SU PISTE DA CORSA COME A VOLER FARE DI OGNI USCITA IN MOTO UN GRAN PREMIO, SE VUOI PARLARE DI SICUREZZA NELLE MOTO VA VIETATA L’IMMATRICOLAZIONE SU STRADA A MOTO CHE VANNO A 300 KM/H, VANNO SISTEMATE LE STRADE CHE SEMBRANO BOMBARDATE, ED EDUCATE LE PERSONE AL RISPETTO DELLA VITA AD INIZIARE DALLA LORO. CON RISPETTO TORE DUI

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