STONER-HONDA “FUORI CONTROLLO”

piegaQuando la gara va male, i piloti non vedono l’ora di tornare in pista e riprovare. Soprattutto quando uno è certo dei proprio mezzi, sicuro che avrebbe potuto fare bene. Casey Stoner era in testa alla 8 ore di Suzuka prima di finire a terra. Si era messo dietro fior di piloti del Motomondiale. Nelle prove aveva sfiorato il miglior tempo, con una superbike che aveva solo guidato nei test; nel turno della notte, fuori dalle sue abitudini, era stato addirittura il più veloce, e al suo compagno Takahashi, che con quella moto aveva giá vinto in passato, aveva rifilato più di un secondo. Il talento e la velocità dell’australiano sono rimasti intatti, la motivazione era forse addirittura superiore a quella degli ultimi tempi in Motogp. E l’aspettativa era alta, molto alta. Forse per questa ragione, dopo la caduta, Casey non ha voluto attendere un minuto di più per discolparsi dall’incidente scrivendo un tweet che indicava un problema meccanico riscontrato sulla sua moto. Continua a leggere

FERMATI GIUGLIANO !

giuglianoAncora una caduta per Davide. L’ennesima. Stavolta ho tremato per lui. Un brutto high-side che l’ha scaraventato in aria al terzo piano per poi rimbalzare nella ghiaia come un pupazzo di pezza. Un tempo interminabile in volo e il rischio di spezzarsi l’osso del collo. Ma stavolta mi rifiuto di pensare soltanto che “sono i rischi del mestiere”. Davide piace per il suo talento e la sua generosità di guida, ma ora, chi gli è vicino, deve davvero fare qualcosa per lui, per la sua vita. La mia non è una stoccata al pilota che cade troppo, non è una fredda critica di chi deve dare un 3 in pagella, ma una preoccupazione da fratello più grande, da padre, da motociclista ancora oggi sofferente per la perdita di due vite, quelle di Bernat Martinez e di Daniel Rivas, piloti della superbike americana morti ieri a Laguna Seca. Una sirena d’allarme che oggi va suonata per il bene di un ragazzo di 24 anni e va fermato prima che davvero si faccia del male. Fermato per riflettere, per fare un passo indietro dal confine dei limiti, per imparare ad accontentarsi, per accettarsi così come la natura l’ha fatto, vincente o meno, sfruttando al meglio il talento che ha, guardandosi serenamente allo specchio. Continua a leggere

LA SUPERBIKE CHIAMA MELANDRI

Marco Melandri è un uomo libero. Niente più legami con Aprilia, il contratto è rescisso, e dal primo di agosto, se Marco lo riterrà, potrà salire su qualsiasi altra moto. Il pilota italiano ha le idee chiare: vuole la Superbike, dove ha vinto tanto, ma senza mai ottenere un titolo mondiale. “Quest’anno è filato tutto storto, ma era prevedibile – dice Melandri – e forse per questo motivo la stagione più sofferta è stata quella del 2014, dove mi aspettavo una migliore sintonia con Aprilia. Il pilota secondo me deve rimanere il riferimento del team, deve essere ascoltato e seguito con fiducia, perché è l’unico seduto sulla moto. Poi parla il cronometro, il vero grande giudice in pista”. Impossibile dargli torto. Se poi il pilota sbaglia, allora dietrofront e la palla passa in mano agli ingegneri, col compito di proporre soluzioni alternative. L’opportunità però va data, soprattutto quando il pilota ha più esperienza dell’ingegnere, e mi riferisco ad Albesiano. Continua a leggere

FRENO POSTERIORE: QUANDO SI USA ?

temporali1E’ il freno della discordia, quello che alcuni motociclisti usano e molti altri no. Ma a cosa serve il freno posteriore ? E quando si utilizza ? In una guida tecnicamente corretta va usato per rallentare insieme al freno anteriore, con una ripartizione dell’effetto frenante 80% e 20% rispettivamente davanti e dietro. L’azionamento modulare e progressivo permette di “sedere” la parte posteriore della moto, tenendo la ruota più stabile a terra e trasferendo quindi meno carico sull’anteriore. Continua a leggere