DAVIES GUIDA COME STONER

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Da bordo pista ci sono due cose che noti subito: la perfezione del pacchetto Kawasaki-Rea e l’aggressività di Chaz Davies sulla Ducati. Guida da mastino, a ogni curva, che sia solo o in bagarre. Chaz mi ricorda Casey Stoner, per la spettacolarità dello stile e per la differenza che sempre di più mette fra sé e i compagni di marca. Certo, l’australiano ha un talento naturale, Chaz si sta “costruendo” per gradi, ma è arrivato e ora è un top rider. Pure la Panigale ne sta facendo di strada, ma sembra che solo un pilota sappia sfruttare ogni piccola evoluzione tecnica del mezzo. E quindi ci sfiora il dubbio, come l’avevamo ai tempi di Stoner sulla Ducati: perché soltanto Davies guida così forte questa bicilindrica ? Le 5 vittorie di questa stagione sono firmate tutte da lui. Prima ad Argon e poi negli ultimi tre round: doppietta in America, trionfo a Sepang e ancora a Jerez, sempre in gara 2, quando le temperature sono più calde. E gli altri ? I calcoli dicono che ogni volta che Chaz vince, rifila da 0,6 secondi al giro (Laguna Seca) a 1,8 (Sepang), al miglior ducatista in classifica, che per altro non è mai sempre lo stesso pilota. Distacchi incredibili. Continua a leggere

MISANO COME SAN SIRO

Ho passato anni a guardare le gare dalla tribuna, andavo ancora alle elementari. Ero uno spettatore comune. Guardare le corse in moto, per un appassionato, è gioia infinita: il boato del via che senti fino alla parte opposta del circuito: per la maggior parte del tempo senti, ma non vedi. L’altoparlante che urla, e a volte non capisci cosa dice per la confusione della folla di cui fai parte, ma comunque ti esalti e allunghi l’orecchio: “dai che arrivano!”, dici. L’emozione di un sorpasso davanti agli occhi che rimpiangi di non poter rivedere alla moviola. A volte, mentre guardavi l’uscita di curva, capitava di sentire il tonfo deciso in staccata, la moto che strisciava sull’asfalto per poi ruzzolare nella ghiaia.
Ti voltavi di scatto, la tribuna si ammutoliva. Sentivi solo i brutti rumori di una moto che andava a pezzi, sentivi scottare la pelle anche tu e cambiavi l’espressione del volto per stringere i denti, perché nei panni del pilota ci entravi per rispetto e soffrivi con lui. Con la polvere ancora alta, speravi di non vedere l’ambulanza muoversi dalla postazione. La corsa dei commissari verso il pilota davano un’altra scossa di adrenalina. “Speriamo che non si sia fatto male”, dicevamo fra amici. Continua a leggere

GUARESCHI: “LE CORSE ? NON MI MANCANO”

foto IPP/marco guidetti misano adriatico 15-09-2012 motociclismo gran premio di san marino Qualifiche classe motogp nella foto GuareschiChe fine ha fatto Vittoriano Guareschi ? Esattamente un anno fa è sparito dalla scena troncando di netto il suo rapporto con le corse. Il grande pubblico lo ricorda come collaudatore e team manager, prima di Ducati MotoGP, poi del team Sky VR 46 in Moto3. 25 anni di paddock, due titoli mondiali sfiorati in Supersport, due podi in Superbike e 13 anni di collaborazione con Ducati.

“Le corse non mi mancano, l’ambiente mi ha logorato – sono le parole di Vitto, raggiunto al telefono – “Le gare le guardo ancora in televisione, ma ho voltato pagina. Oggi ho scelto di fare ciò che più mi piace”. Guareschi è il più appassionato degli appassionati, uno che ha corso con tutto, dagli scooter, alla MotoGP, senza mai perdere di vista le radici di provenienza, l’umiltà e la modestia.

“Nel mondo delle corse c’è sempre qualcuno pronto a tirarti una coltellata. Se dovessi tornare a fare qualcosa in pista, lo farei nei trofei nazionali, ma ora ho troppo tempo da recuperare per me e per la mia famiglia”.

Le ultime esperienze sembrano state sofferte. “Se prima di partire per un GP comincia a venirti la paranoia, vuol dire che è arrivato il momento di lasciare. Io ho fatto un sacco di anni belli in giro per il mondo, perché era il mio lavoro, ma non voglio essere fra quelli che si ritrovano una famiglia distrutta. Ho un figlio di 11 anni con cui inizio ora a condividere la mia vita, e una bambina di 5 che fino a poco tempo fa ancora non legava con me, perché mi vedeva troppo poco.” Continua a leggere

PETRUCCI: FACCIA DA SUPERBIKE

Foto IPP/Marco Guidetti Silverstone 30/08/2015 Motociclismo Motomondiale  Gran Premio di Gran Bretagna Classe MotoGP Gara   nella foto danilo petrucci festeggia il secondo posto Italy Photo Press - World CopyrightGenuino, umile e modesto, come pochi altri piloti ho conosciuto. Danilo sembra disegnato sul modello Superbike, dove tutto è più semplice e popolare. Non è un caso, forse, che lui da lì ci arriva, frequentando (e vincendo) la scuola Superstock 1000, dopo essere passato dai vari trofei monomarca e Stock 600. Un percorso comune a moltissimi piloti che dunque funziona.
“Dalla Stock 1000 ho imparato un sacco di cose – dice Petrucci – usare il motore a 4 tempi, di grande cubatura, mi ha aiutato a crescere. In quella categoria impari a guidare, a stare in bagarre, a usare le gomme finite. Sono categorie economiche. Poi però con la Superbike e soprattutto la MotoGP devi imparare a lavorare con i numerosi parametri che hai a disposizione, ed è quella la difficoltà maggiore.” Continua a leggere