PETRUCCI: FACCIA DA SUPERBIKE

Foto IPP/Marco Guidetti Silverstone 30/08/2015 Motociclismo Motomondiale  Gran Premio di Gran Bretagna Classe MotoGP Gara   nella foto danilo petrucci festeggia il secondo posto Italy Photo Press - World CopyrightGenuino, umile e modesto, come pochi altri piloti ho conosciuto. Danilo sembra disegnato sul modello Superbike, dove tutto è più semplice e popolare. Non è un caso, forse, che lui da lì ci arriva, frequentando (e vincendo) la scuola Superstock 1000, dopo essere passato dai vari trofei monomarca e Stock 600. Un percorso comune a moltissimi piloti che dunque funziona.
“Dalla Stock 1000 ho imparato un sacco di cose – dice Petrucci – usare il motore a 4 tempi, di grande cubatura, mi ha aiutato a crescere. In quella categoria impari a guidare, a stare in bagarre, a usare le gomme finite. Sono categorie economiche. Poi però con la Superbike e soprattutto la MotoGP devi imparare a lavorare con i numerosi parametri che hai a disposizione, ed è quella la difficoltà maggiore.”

Le classi minori aiutano a formare e a crescere il livello medio dei piloti, ma se uno è “buono”, è buono per tutto.“E’ vero, la differenza la fa sempre il pilota. Se uno va forte, che sia la Moto3 o la Superstock, poco cambia: presto o tardi si metterà in luce.” E lo dice uno che ha fatto la gavetta più lunga del mondo, lasciando quindi sognare anche i tanti giovani che vorrebbero arrivare dove è lui.
La differenza fra Ducati SBK e Ducati MotoGP ? “Dalla posizione in sella il panorama è lo stesso, perchè il cruscotto è praticamente identico. La Panigale però è facilissima, è la miglior moto da allenamento per un pilota, perché sali e dai gas senza troppe regolazioni. La mia Ducati MotoGP è invece complessa, tanto che trascorro più ore ai box col mio telemetrista (Daniele Romagnoli, ndr) che in sella a guidare. Non è una moto intuitiva, è difficile da mettere a punto, anche se poi ci sono piste dove sembra adattarsi subito. Sul bagnato, ad esempio, mi permette di frenare fortissimo, sotto alla curva. E l’elettronica, uguale a quella delle moto ufficiali, mi consente di fare il resto. Ma questo è un lavoro che programmi prima, coi tecnici.”

In passato hai fatto anche il collaudatore per Ducati. “Sì, ed è per questo che ti dico che con una Superbike le variazioni di regolazioni le senti in una certa misura, ma con la MotoGP è tutto all’ennesima potenza. Senti due click di forcella, tre chili in più di benzina, 4 mm di forcellone…E poi anche le gomme fanno la differenza, con le Bridgestone fai tutta la gara, dal primo all’ultimo giro, con le stesse prestazioni, con le Pirelli invece no.”
Come valuti quindi il livello dei piloti in SBK ? “Dico che Rea e Davies stanno andando fortissimo, e lo farebbero anche in MotoGP. Con una buona moto e il tempo per prendere le dovute misure, sarebbero fra i top. Mi hanno impressionato.”

E tu, sei pronto per una moto ufficiale ? “Sinceramente no, penso che i due Andrea (Dovizioso e Iannone, ndr) siano più bravi in questo momento. Io devo ancora imparare a sfruttare bene la guida di una MotoGP.” Lo dici però dopo che li hai suonati entrambi…E il pilota che invece ti ha impressionato di più in tutta la tua carriera ? “Sicuramente Casey Stoner. La sua velocità in pista è unica. Ricordo la mia prima volta sulla MotoGP, a Phillip Island: lo vidi passare in un tratto dove sinceramente non credevo che lì, un essere umano, potesse andare così forte…”
Domenica, con te sul podio, sono saliti anche tutti gli appassionati di moto. Rappresenti il motociclista nel modo migliore e comunque ti rimane la “faccia da Superbike”. “Domenica ho rotto il ghiaccio e spero di poter fare un passo avanti anche nelle gare asciutte. E poi mi piacerebbe in futuro, magari a spot, fare una o due wild card in Superbike, quando le gare non sono concomitanti con le mie.”

Petrucci andrebbe forte anche lì. Anzi, forse anche di più. Chi gli da una Panigale ?

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11 risposte a “PETRUCCI: FACCIA DA SUPERBIKE

  1. caro petrucci la penso come te.anke a me ha fatto impressione quel tratto da sesta .

  2. @nikkor – Ciao! La legge di questo sport vuole che le moto satellite siano sempre un gradino sotto a quelle ufficiali. A Petrucci non resta che augurare di entrare prima o poi di nel team factory.

  3. Ciao Max,
    hai risposto giá con l’articolo, le mie domande erano semi-retoriche.
    Speriamo il 2016 veda ancora un Petrucci protagonista.
    Grazie per i tuoi post.

  4. ciao a tutti. la mia domanda è: a fronte delle capacità dimostrate durante la stagione da Petrucci, perché non affidargli una moto attuale? se l’anno prossimo gli danno una gp15 , non potrà fare miracoli…

  5. @carlomuntoni – Ciao ! C’è chi continua a pensare che le Stock siano meno formative di Moto3 e Moto2, ma ricordiamo che oggi la top class non è più la classe 500, ma la MotoGP, dove corrono moto più mansuete nel carattere, più facili da controllare, meno violente in ogni minimo spostamento. Imparare quindi a guidare un motore a 4 tempi, una moto “pesante” (tra le ultime 500 e le Motogp ci sono oltre 20 kg di differenza), con l’elettronica al centro dei parametri, è ciò che serve per preparare i giovani piloti al grande salto. Come già detto poi nell’articolo, la differenza la fa il pilota talentuoso, che, in qualsiasi categoria lo metti, è in grado di fare la differenza. Crediamo che un Marquez qualunque (giusto per citare l’ultimo talento in ordine temporale), se fosse arrivato dalla scuola Stock, non avrebbe avuto la carriera che si sta delineando ? Io dico che non sarebbe cambiato nulla, e con questo penso di aver risposto anche alla tua seconda domanda.

  6. Ciao Max,
    torniamo a Brno, Petrucci non é andato a podio sull’acqua e il pubblico piú superficiale della Gp non si é ancora accorto di lui.. abbiamo comunque un 10mo posto nel mondiale ottenuto trovando punti in tutti i gran premi, una costanza abbastanza confortante per chi investe e comunque segno di un talento che sulle Pramac (un poco per la difficoltà della moto un poco per lo status di team Satellite) non sempre si vede.. per ritrovare una Ducati non ufficiale sul podio dobbiamo tornare a Elias (2008) tanto tempo fa e con una diversa distanza tecnica dalle giapponesi..
    Per quanto sia stato un secondo posto arrivato in condizioni particolari, non credi che Petrucci abbia rivalutato al categoria Stock, spesso tacciata di essere un campionato destinato a piloti meno talentuosi?
    Soprattutto vista l’intera annata del pilota rietino, l’Italia motociclistica non potrebbe magari sperare che buoni talenti come Savadori (di cui qua abbiamo parlato bene in tanti) possa essere un domani altrettanto competitivo?
    Forse passare per il Cev aiuta a trovare una sella in moto3 e una possibilità poi in moto2, ma Petrucci potrebbe essere il segno che altri campionati non gestiti da Dorna possano rivalutarsi.. Rea in fondo quando venne catapultato su una HRC fece meglio di Aoyama, nonostante non ne conoscesse l’elettronica e nonostante non godesse di un titolo 250 nel palmareas..
    Petrucci ha mostrato (come Spies nel 2011 ad Assen e Valencia) che il talento esista anche altrove, speriamo che dorna ne tenga conto e gli stessi team manager che forse (mia opinione) pescano troppo dalla penisola iberica e spesso continuano ad insistere su chi (Barbera – A. Espargaro – Elias) di buone occasioni negli anni ne ha avute parecchie…

  7. Complimenti Max, un bell’articolo ma soprattutto Danilo Petrucci si merita queste tue parole e questa attenzione.
    Ha quel sorriso sereno e spensierato che a guardarlo nella foto sembra uno che ha appena finito un giro turistico nel paddock in mezzo al mondo dei balocchi, di uno che passava di li per caso con tuta e casco …
    Eppure quando scende in pista dimostra di dare il massimo e cresce ad ogni gara di più.
    Impossibile dire oggi fin dove arriverà, ma sono certo che non solo ci regalerà altre belle soddisfazioni in pista come quella di Silverstone, ma soprattutto personaggi come lui sono importanti non solo per i tifosi ma anche per la motogp! Che ben venga un po’ di semplicità in un mondo in cui si parla sempre più da “ufficio stampa”.

    P.S. Grazie per la esauriente risposta al mio post nell’altro articolo, era partito per lavoro e non avevo potuto replicare.

  8. Bel pezzo Max,e grossi complimenti a Petrux,sicuramente un grosso talento,che meriterebbe secondo me una moto ufficiale.
    Sulle dichiarazioni su Stoner,non ho ancora sentito un Pilota che non lo esalti,forse perchè i Piloti mettono il sedere su una moto da corsa,non sul divano di casa

  9. E il pilota che invece ti ha impressionato di più in tutta la tua carriera ? “Sicuramente Casey Stoner. La sua velocità in pista è unica. Ricordo la mia prima volta sulla MotoGP, a Phillip Island: lo vidi passare in un tratto dove sinceramente non credevo che lì, un essere umano, potesse andare così forte…”

  10. “…non credevo che lì, un essere umano, potesse andare così forte…”quando leggo cose del genere e penso che un talento del genere viene buttato sulla riva di qualche fiume mi sale la bile….detto questo complimenti a Petrucci per la splendida gara di domenica

  11. Bell’articolo. “Domenica, con te sul podio, sono saliti anche tutti gli appassionati di moto.” Questa frase meriterebbe da sola il premio Pulitzer per come delinea un immenso Petrucci, pilota “fango e sudore”. Bravo Max

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