SYKES BATTE MARQUEZ, DECIDONO LE GOMME

Nel motociclismo, la gomma “giusta” conta più di ogni cosa. E’ l’elemento di giunzione fra la moto e l’asfalto e, in base alla quantità di aderenza, si mette a punto l’assetto (forcella e ammortizzatore) e l’elettronica, al fine di garantire al pilota il miglior feeling, cioè quelle buone sensazioni che gli consentono di spingere la moto verso il limite. Negli ultimi test di Jerez, Superbike e MotoGP hanno girato insieme realizzando gli stessi tempi, con Sykes addirittura più veloce di Marquez. 2015 Superbike World Championship, Winter Test, Jerez, Spain, 23-27 November 2015, Tom Sykes, KawasakiDa una parte c’è una Kawasaki stradale ancora nuova e in piena fase di crescita, ma che sfrutta le “solite” Pirelli, dall’altra una MotoGP che ha cambiato centralina (Marelli per tutti) e pneumatici, passando dalle collaudatissime Bridgestone alle Michelin. Anche la filosofia di costruzione fra i gommisti è opposta: Pirelli punta su pneumatici “facili”, perché si adattino a ogni tipo di moto, Bridgestone ha rappresentato invece per anni il punto di partenza del progetto MotoGP, con le varie case che si sono adeguate alle loro caratteristiche investendo milioni di euro. Oggi, queste stesse moto, non si adattano alle Michelin. Per un pilota è molto più facile cambiare moto che gomme. Ora, con le coperture francesi, sono costretti a frenare a moto “dritta”, stile Superbike, per accompagnarla delicatamente in curva rilasciando i freni. Fino all’ultima gara accadeva invece ciò che resta lontano dalle abitudini di qualsiasi motociclista: avevano uno pneumatico anteriore talmente solido e con così tanto grip, che la massima potenza frenante veniva espressa a moto già inclinata di 30-35 gradi, cioè già in piega, per annullare il limite del ribaltamento che avrebbero incontrato a moto “dritta” causato dalla grande efficacia dei freni in carbonio. Quei piloti che si ostinano a mantenere lo stesso stile, cioè a “guidare sull’anteriore”, oggi finiscono per terra. Continua a leggere

PERSONE CHE NON SI DIMENTICANO

mortoCi sono persone che incontri nella tua vita per le quali avrai riconoscenza per sempre. Nelle corse, in particolar modo quando cominci, se non trovi chi ti da una mano puoi dire addio ai tuoi sogni. Bruno Stefanini è stato il San Francesco del motociclismo italiano, aiutando tantissimi piloti a spiccare il volo. Simone Sanna, Diego Giugovaz, Andrea Ballerini, Sebastiano Zerbo, giusto per citarne alcuni che sono arrivati al mondiale: tutti ragazzi che stravincevano nei trofei nazionali ed avevano bisogno di un trampolino, di agganci giusti, di sponsor. Ecco, per Bruno, che di figli non ne aveva, erano i suoi ragazzi. Un toscanaccio, vivace e pimpante, uno di quelli che teneva accese le tavolate nelle sere delle gare come un elegante casinista, perchè il signor Stefanini aveva il savoire faire, faceva il “grezzo” con noi piloti grezzi di natura, ma in realtà era un fine, intelligente, capace imprenditore. Quindici anni fa mi fece correre la 200 miglia di Monza con la sua Aprilia RSV 1000, che gliela accartocciai dopo 200 metri dal via. “Te tu lo sai che sei un bel fermone?!”, mi disse al rientro ai box nel suo stretto toscano, smorzando i danni con una battuta. Perchè sorrideva sempre, anche dietro a uno sguardo serio, sai che si nascondeva la presa per i fondelli. Si divertiva, nella vita come nel paddock. Per la grande passione iniziò a correre nel Challenge Aprllia 250; era il ’96, aveva più di 40 anni e continuò fino a 62, l’anno della sua ultima licenza sportiva prima della malattia. Ha continuato ad essere generoso ed altruista nel motociclismo. Non ha vissuto di riflettori, ed è per questo che sono qui a dirvi che è stata una grande persona. Merita il nostro grazie per ciò che ha fatto per noi, per l’ambiente, in un malinconico, ultimo saluto.

STONER-DUCATI, VIA AL COUNTDOWN

Australia's Casey Stoner of Ducati Marlboro Team races during the 2010 MotoGP free practice at the Losail International Circuit in Doha on April 10, 2010. The MotoGP season kicks off under floodlights at the Grand Prix of Qatar this weekend. AFP PHOTO/MARWAN NAAMANI / AFP / MARWAN NAAMANIArriverà a breve il comunicato ufficiale, forse già oggi, perché l’accordo Stoner-Ducati è fatto. Il primo “colloquio” risale a metà giugno, quando Casey venne in Italia per un evento Nolan. Qualcosa si era già rotto fra Stoner e la Honda, che non rispettò la promessa di farlo correre a spot sulla MotoGP. E con Casey, a cui basta una stretta di mano per trovare l’accordo proprio come gli uomini di una volta, non rispettare un impegno significa tradimento. Perché in realtà, quel ruolo di collaudatore, Stoner lo accettò per tornare a “giocare” col cronometro pensando alle corse, vivendo in uno stato d’animo delicato di chi a 30 anni vuole capire se dare spazio nella sua vita all’amore per la competizione e la velocità, o rinunciare alle emozioni per il fastidio di tutto il circo che vi è attorno. Una crisi di prassi, che soffrono tutti gli ex piloti. Parliamoci chiaro, ma “fare il collaudatore seriamente, non è una cosa che piace ai piloti”, mi confida Carlos Checa, “stai sulla moto un sacco di tempo, ma a provare cose, a prenderti rischi; insomma, non fai il pilota, ma il tassista”. Penso anche a Max Biaggi, un altro ex con la maschera del collaudatore tornato a correre. In HRC presente e futuro si chiama Marc Marquez, Stoner è una leggenda, ma appartiene al passato. A lui solo una moto vecchia, targata 2008, per correre la 8 ore di Suzuka, con un guasto tecnico a rovinare la scena e il fisico dell’australiano. Continua a leggere

SE L’IMMAGINE DEL PILOTA CROLLA…

foto IPP/guidetti Marco  Valencia 07-11-2015  Motociclismo Motomondiale  gran premio GP della comunita' valenciana classe motoGP - qualifiche  nella foto : Marc marquez (Honda)Con Eicma e le sue novità ad accendere il 2016, sorge il dubbio che la “brutta” MotoGP appena conclusa possa avere cattive influenze sul mercato, ma sarà davvero così ? Il web offre i primi segnali, Marquez e Honda fra le critiche di chi giura che non comprerà prodotti con i marchi riconducibili al pilota spagnolo, ma intanto è Lorenzo il primo a perdere lo sponsor Sector. Quanto la MotoGP influisca nelle vendite e cosa accade se l’immagine di un pilota o di una casa crolla, ce lo spiegano alcuni rappresentanti del mondo delle due ruote. Con pareri contrastanti.

Carlo Fiorani (Responsabile Racing), Honda Europa: “Le corse non fanno vendere di più o per lo meno non in modo significativo. Le corse danno sicuramente  un’immagine sportiva all’azienda  a cui deve poi corrispondere un prodotto commerciale che conquisti il cliente in termini di prezzo, look, affidabilità, prestazioni, assistenza e tenuta dell’usato nel mercato. Ad esempio, se andiamo a vedere gli anni migliori nelle vendite Ferrari non corrispondono agli anni vittoriosi in F1. Al contrario ad alcune Case motociclistiche, la vittoria non ha portato grandi benefici perchè il prodotto non era all’altezza delle aspettative del mercato. E’ vero invece che per alcune aziende le corse sono assolutamente  necessarie per mantenere il mercato poichè fanno parte  del loro DNA, Honda è una di queste e siamo l’unica azienda al mondo  che partecipa a tutti i campionati più importanti, dalla F1 alla MotoGP, dal Trial alla WSBK passando per tutti i livelli e le classi, sia nelle quattro che nelle due ruote. Continua a leggere

ROSSI, LORENZO E IL “CAVALIER SERVENTE”

Movistar Yamaha's Spanish rider Jorge Lorenzo (L) and Repsol Honda's Spanish rider Marc Marquez ride during the MotoGP motorcycling race at the Valencia Grand Prix at Ricardo Tormo racetrack in Cheste, near Valencia on November 8, 2015.    AFP PHOTO / JAVIER SORIANOTroppo alta la posta in palio perché Valencia possa offrire un’interpretazione sportiva a senso unico. Il duello Rossi-Lorenzo è diventato ben presto Italia-Spagna e di “cavalier servente” se n’è visto più d’uno. Certo, ogni servitore ha avuto una posizione strategica più o meno influente, ci avranno pur maledetto gli spagnoli per la collaborazione che Pirro, Petrucci, Dovizioso hanno offerto a Rossi aprendo portoni e cancelli alla sua rimonta, una generosità prevista pure dalle intenzioni di Iannone, dichiarando pubblicamente l’alleanza al 46 dopo Sepang. In questo confronto il nostro generale Valentino e la sua squadra di piloti alleati hanno perso contro la Spagna. Fa effetto parlare di gioco di squadra in uno sport individuale come il motociclismo, ma credo che Rossi e Marquez, pur distanti nell’età e nell’esperienza, siano gli unici a governare il palcoscenico della MotoGP per forte personalità, attributi, capacità comunicativa e simpatia, oltre ad essere maestri dello spettacolo in pista e grandi campioni. Al punto che Lorenzo, pur vincente, non entra in gioco in questo show esplosivo dedicato ai più forti. Continua a leggere

MELANDRI-MV: LA SCOMMESSA DI CUZARI

foto IPP/Sorano Antonio  06/08/2015 Milano Esposizione universale Expo 2015  Marco Melandri in visita  al padiglione del Kuwait“Se il presidente Giovanni Castiglioni lasciasse decidere a me, per il 2016 prenderei subito Melandri”. Non ha dubbi Giovanni Cuzari, nuovo Team Principal della squadra MV Agusta, che assumerebbe Marco in questo istante se ne avesse la possibilità. Invece per la sentenza definitiva bisognerà attendere il test del 24-25 novembre, quando a Jerez il pilota italiano proverà le due moto, quella ex Camier e l’evoluzione 2016, con forcellone e serbatoio nuovi, motore più potente, per un totale di 7 chili in meno alla bilancia. L’esperienza di Cuzari in Moto2 e MotoGP, presente col Team Forward Racing, non può che far bene allo sviluppo della nuova F4, che anziché crescere totalmente in casa, sarà progettata con l’aiuto di aziende tipo Suter o Kalex, specialmente in quelle aree dove manca esperienza e competenza alla casa varesina. La sfida è di quelle grosse davvero, tanto da porsi delle domande. Perché la scelta di un pilota come Melandri, quando l’intero ambiente sembra professionalmente rifiutarlo ? Continua a leggere