PILOTI 2016: IL CASCO C’E’, MA LA MOTO ?

CatturaedSono sempre meno i piloti che trascorrono serenamente il periodo natalizio, quelli che si godono la stagione appena conclusa e pregustano quella che verrà. Per la maggior parte questo è un periodo di angoscia, stress, incertezze. L’ho percepito anche nel corso della classica festa di Natale organizzata dalla Nolan, dove ho incontrato una concentrazione di piloti con il futuro in forse. Fra pochi giorni saremo nel 2016 e ancora tanti di loro non sanno se correranno e, soprattutto, dove, in quale campionato. Perché avere talento e vincere, oggi non basta più.
Marco Melandri su tutti: l’MV l’ha provata, sì, ma al momento è a piedi. No money, no gare. E’ uno che va forte e, nel bene o nel male, si guadagna sempre lo spazio in copertina. Anche Dorna dovrebbe considerarlo una risorsa per l’Italia.
Ayrton Badovini, idem. Non ha nemmeno voglia di raccontare, va di fretta, forse rassegnato a quel declino sportivo che non dipende da lui. Il paradosso si chiama Lorenzo Savadori, fresco vincitore del mondiale Stock 1000. Lui è pilota Aprilia, il contratto prevede un altro anno, passando però in quella Superbike che a Noale hanno deciso di abbandonare. Di fatto non sa ancora dove correrà. C’è poi il volenteroso Matteo Baiocco che ha concluso una stagione, secondo molti, sopra alle aspettative. A piedi anche lui, ma spera di poter rimanere in SBK con un nuovo team. Niccolò Canepa è ben “allenato” alle sistemazioni dell’ultimo minuto, ma sa che il professionismo è nemico dell’improvvisazione. Chi avrebbe motivo di essere felice e pimpante è Danilo Petrucci, che però, con un umore flesso in giù, ad un intervista dice “meglio di no”. E’ fresca la rottura con la fidanzata, ma è solida la sua carriera nelle mani di un manager, cioè di quell’Alberto Vergani che ha cresciuto anche Melandri e Checa, e che per la prima volta lo porterà ad essere un pilota stipendiato, alla faccia di tutto il correre gratis che ha fatto nella vita.

Ci sono quelli del TT che, d’altra parte, stanno pure peggio: Stefano Bonetti dovrà trovare i soldi per acquistare in concessionaria la nuova Kawa 1000, a patto di riuscire a vendere la sua vecchia Ninja. Altro talento perso, Alessandro Polita: 30 anni, un bel manico e una florida carriera iniziata da giovanissimo. Le porte del mondiale sono chiuse da un pezzo, budget da portare non ne ha, meglio stare in officina con papà e divertirsi con le road races, tipo North West 200 e Tourist Trophy, che alla fine fanno curriculum. Nel mondiale Supersport debutterà invece Federico Caricasulo, ma anche lui è sereno a metà: “Abbiamo solo i soldi per iniziare il campionato…”. Una situazione come tante, poi gli sponsor che mancano proveranno a recuperarli strada facendo. Fra molte espressioni insoddisfatte, quelli che sorridono alla festa di Natale li noti subito, come Marco Faccani e Michael Ruben Rinaldi, che una sella sicura per il prossimo anno ce l’hanno per correre nella Stock 1000.Cattura
Serafino Foti mi spiega come in questa categoria il nuovo Junior Team Aruba Ducati farà la differenza da un punto di vista tecnico: “Con i chiari di luna che ci sono oggi possiamo permetterci di avere meccanici da prima linea anche in una categoria come questa, meno ricca di una SBK”. Comprende la difficoltà del momento, ma sorride sornione: Carlos Checa, che di correre non ne vuole più sapere, i soldi li ha fatti nei momenti giusti e oggi si diverte. Tre, quattro uscite stagionali per collaudare la Panigale gli bastano per non perdere smalto e alimentare il gusto di guidare. Chi invece ha ancora una voglia matta di girare il gas è il fuoristradista Alessandro Botturi: “A 40 anni ho la stessa voglia di correre di una volta. Mi diverto a preparare la stagione, non mi pesano allenamento e sacrifici. Sono pronto per la Dakar !”. Assente giustificato Casey Stoner, uno dei moltissimi che alla Nolan deve tanto e lui lo sa. Se non avesse avuto quell’ingaggio di 60 milioni di lire all’inizio della sua avventura, avrebbe smesso di correre molto presto. Quei soldi servivano per girare l’Europa in camper col papà. Ma quella era un’altra epoca, seppur non così lontana. Oggi, per la maggior parte dei piloti, è già tanto ricevere un casco, bello e gratis. E’ pur sempre un primo tassello per costruire il puzzle 2016. E che sia un buon anno per tutti.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Email this to someonePrint this page

21 risposte a “PILOTI 2016: IL CASCO C’E’, MA LA MOTO ?

  1. DEVASTONER
    ti ho detto piu volte, MA 6 TONTO???? senna è venuto a mancare prematuramente, nn fosse successo qualche mondiale in piu l’avrebbe conquistato. smetti di parlare dei morti, ti manca sia la sensibiltà che l’intelligenza, per dire queste tue perle puoi tornare dove 6 stato gli ultimi 6 mesi.

  2. Buon anno a tutti!!!…che dire mi sembra che come in formula1, pure nel motociclismo…il “talento” conta se hai una valigia piena di soldi…ormai sono finiti gli anni in cui si prendeva lo stipendio per far il pilota…oggi secondo mè ci sono molti più persone che volgliono e hanno la possibilità di far il pilota rispetto una volta…quindi di piloti ce ne sono…al contrario sono i team che sono sempre meno, dal scarso impegno delle case ufficiali in prima linea, e in quei pochi team impegnati nel mondiale scielgono piloti forti,fortissimi, e sicuramente poco pagati o meglio ancora se portano loro dei quattrini…un pò come accade oggi nel mondo del lavoro…il lavoro scarseggia e ti accontenti di quello che trovi e ti pagano altrimenti via te ce ne sono altri a prendere il tuo posto!!!

  3. @MAX Temporali: a volte i numeri sono buggiardi….allora Vettel ha molto più talento del solo 3 volte campione del Mondo Senna…conta molto contro chi corri, e con che materiale corri…..sinceramente credo che Iannone vincerà un paio di titoli (moto permettendo) nella massima categoria….Pedrosa 10 anni in Honda respol senza vincere nulla…Iannone uno dei fantastici 4(5..)

  4. dal 2009 le gomme so0no uguali per tutti e non le decide di certo stoner quindi quello che è successo alla curva di sepang non è di certo colpa di casey forse se guardassi in casa tua il tuo idoletto forse c’ha piu colpe dell’australiano e si deve pure sentire in colpa visto che non si presenta quasi mai al sicday….

  5. maxeem 30 dicembre 2015
    io parlo di stoner perchè invece te, sono 20 anni che parli di Rossi, ti sei fatto vecchio e anche un po rinco mi pare. I titoli di Rossi stanno scritti nell’albo d’oro così come gli altri, solo stoner ne ha uno scritto alla curva 11 di Sepang. Tu la trave so io dove ce l’hai.

  6. ancora parli di stoner… fatti una bella googolata e guarda come ha iniziato rossi a correre e a discapito di chi, senza parlare delle truffa dei gommini, delle mille contro le 500, dei compagni senza materiale, degli avversari modesti etcetc una carriera all’insegna del ti piace vincere facile…..

  7. Maxeem
    Perche guardi la pagliuzza nell’occhio di stoner…….e quella del 2011 me la chiami pagliuzza?

  8. maxeem
    Se non avesse avuto quell’ingaggio di 60 milioni di lire all’inizio della sua avventura, avrebbe smesso di correre molto presto. Nolan che da 60 milioni ad un australiano per correre, perchè all’epoca non li dette ad un giovane talento italiano? Forse qualcuno è intevenuto per perorare la causa del caso umano residente in un camper? Questo sempre a proposito di travi negli occhi. A Max Temporali tutto gli si puo dire tranne che non sia intelligente quindi se ha tenuto a precisare questa cosa al termine del suo articolo, qualcosa vorrà pur dire.

  9. Un tifoso di rossi che parla di gommini di stoner ha la stessa credibilita di sgarbi che parla di buone buone maniere..
    Perche guardi la pagliuzza nell’occhio di stoner e non ti accorgi del trave nell’occhio di rossi! Mah?

  10. Devastoner
    Conta molto vincere nella formazione di un campione. Rossi ne ha vinti 9, si sarà formato? Stoner 2 titoli con centralina elettronica evoluta, traction control per intenderci e quei gommini per i quali, nel 2012, si lamentava tanto di non avere più. Per capirci in matematica il (2012) viene dopo il 2011 e chi vuol Capire Capisce, anzi, (Capirossi).

  11. @devastoner – Pedrosa ha vinto tre titoli mondiali in carriera, Iannone nessuno. Conta molto vincere nella formazione di un campione. Non credo nemmeno che Andrea abbia lo stesso talento di Dani.

  12. Dopo il ritiro di Rossi ci sara’ spazio anche per altri talenti italiani, sempre che non si investa poi solo su un pilota affossando tutti gli altri…io vedo gia’ uno Iannone ai livelli di Pedrosa ( per adesso)

  13. Tanti auguri a tutti i piloti senza sella e anche a te Max.
    p.s. la foto della bambina dentro il casco è semplicemente fantastica

  14. stet collegati hai trovato uno piu scaltro di te…. facci anche la storia del mafioso di tavullia va!!!

  15. @hondista – Ciao ! L’Italia è sicuramente uno di quei paesi europei con una profonda tradizione motociclistica, pertanto, storicamente, abbiamo sempre avuto moltissimi piloti di alto livello. Oggi, con il periodo storico economicamente sfavorevole, i tanti bravi piloti che abbiamo vengono ulteriormente sfoltiti. Una selezione della selezione, che non è per forza sinonimo di qualità più elevata, perchè per correre non basta il talento, anzi…Una situazione analoga la vive sicuramente anche la Spagna e l’Inghilterra. Rimanendo nel nostro continente, non vedo altri vivai particolarmente prolifici, se non una moderata Germania insieme alla Francia. Di fatto, oggi ci sono più piloti che moto.

  16. tutti i talenti italiani bruciati in nome di gallina bluff d’oro gommino perdente da 6anni a fila rospi

  17. Bell articolo che riflette ilmomento di crisi generale, ma ti chiedo se anche piloti di altre nazionalità vivono le stesse preoccupazioni o é una situazione più italiana?

  18. paolo.sanpolo certamente dal 2007 in poi qualcosa ha vinto, ma vediamo adesso che le centraline torneranno ad essere poco invadenti, le gomme michelin ed una Ducati molto più evoluta cosa combinerà sto benedetto talento, vediamo se la chiede una wild card per correre qualche gara.

  19. STATECOLLEGATI secondo me Stoner di talento non ne ha proprio, ha vinto poco, con moto facili e poi, se controlli, dal compagno di squadra le ha sempre prese sonoramente…

  20. Assente giustificato Casey Stoner, uno dei moltissimi che alla Nolan deve tanto e lui lo sa. Se non avesse avuto quell’ingaggio di 60 milioni di lire all’inizio della sua avventura, avrebbe smesso di correre molto presto. Quei soldi servivano per girare l’Europa in camper col papà. Ehehehehehe quando ha corso in inghilterra lo chiamavano l’imbroglione, chissà come mai, ancora prima di Rolling Stoner. “Se non avessi vinto con le moto la mia famiglia sarebbe finita sul lastrico” questo Stoner, a proprosito di piangina, quindi arriva Ezpeleta con le BridgeStoner e nel 2007 è spuntato il talento. Proprio una bella storia Natalizia, mi sto commuovendo, Sic, SIc, Sic, e si mi commuovo!!!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *