LA NUOVA M1 MODELLATA SU ROSSI

2Nell’attesa di vedere le moto in azione, diventa interessante anche solo osservare due belle immagini statiche di Rossi e Lorenzo in posizione aerodinamica. Sono gli scatti del bravo Gigi Soldano, non offrono l’identica prospettiva, ma si somigliano. Incuriosiscono e suggeriscono spunti interessanti, seppur le moto potrebbero non essere definitive. Una chiacchiera d’inverno, insomma, tanto per tenere i “motori caldi” e solleticare ipotesi e curiosità. La prima, macro differenza fra le due foto, riguarda indubbiamente la misura dei piloti. Fra Valentino e Jorge ci sono oltre 10 centimetri di differenza, e tant’è: Rossi sembra “riempire” meglio la sua Yamaha rispetto a un Lorenzo che pare addirittura più piccolo del solito, quasi sproporzionato, come un bambino sulla moto di papà. Non lo ricordavo così poco armonico sulle forme della M1, e il sospetto di una moto 2016 più grande e ospitale mi ha spinto a frugare nel web, dove ho trovato le immagini degli ultimi due anni, sia di Vale che di Jorge, nella medesima posizione aerodinamica. In effetti l’inserimento del pilota spagnolo nel 2014 e 2015 era calibrato al millimetro e non avanzava un solo centimetro dietro a sé. Che fosse solo più arretrato sulla sella ? Penso di no, rispetto all’immagine attuale, la distanza fra gomiti e ginocchia, e quella fra ginocchia e telaio, è praticamente identica. A sostenere la tesi che mi porta a pensare a una moto più spaziosa, c’è un Rossi più sacrificato nelle immagini di queste ultime due stagioni, con i gomiti che addirittura sormontavano di poco le ginocchia e il sedere appiccicato al codone. Oggi, sulla sua M1, è bello come un faraone egizio, spalmato per il lungo senza interferenze, impedimenti o costrizioni di alcun genere e, anzi, dietro a sé c’è addirittura margine per arretrate. Continua a leggere

MOTO USATA: OCCHIO ALLE FREGATURE !

moto cadutaOgni 100 moto nuove, ne sono state vendute 322 usate. Sono dati 2015. Un mercato enorme e in espansione quello che ha disegnato la crisi economica, dove il rischio dell’acquirente però è sempre quello della fregatura. Come si riducono i rischi dell’incauto acquisto ? La difficoltà maggiore per scegliere bene nel parco dell’usato riguarda in particolare le sportive che, proprio per il rapporto fra performance e affidabilità, richiedono attenzioni in più. I modelli fino al 2007-2008 sono da ritenersi interessanti: si fanno buoni affari, erano gli anni del boom dei manubri bassi e di belle moto, e da un punto di vista tecnico erano già all’avanguardia tanto che, anche oggi, gli amatori della pista si divertirebbero come a guidare una moto moderna. Di solito, per le sportive stradali e per le naked, si sta attenti che non abbiano eccessiva personalizzazione, anche estetica. Più sono originali, specie la meccanica, meglio è: denota generalmente l’anima “tranquilla” del possessore. Meglio evitare le moto che provengono dalla pista, sono meccanicamente più stanche e nascondono magari la sofferenza di una caduta; occhio a eventuali segni sospetti sul telaio, provocati dalla ghiaia o dall’asfalto. Chi acquista dalla pista deve stare doppiamente attento. Sull’usato sicuro, la sentenza spetta per lo più alla gomma: meglio se di serie, anziché estremamente sportiva, specie se consumata solo al centro. Quanto sia smanettone il proprietario lo scopriamo poi dall’angolo di piega: la linea di demarcazione più scura indica la massima inclinazione raggiunta. Quando sulle spalle degli pneumatici vediamo i pirolini estremi ancora presenti e magari avanzano due dita abbondanti di margine non consumati, abbiamo la certezza di avere di fronte un bel motociclista da trotto, la cui moto è sfruttata solo parzialmente. Continua a leggere

OCCHIO A QUESTO NOME: TOPRAK RAZGATLIOGLU

piegaE’ l’ultimo campione europeo della Stock 600. Di origine turca, 19 anni compiuti a ottobre, mostra le misure di un longilineo Valentino Rossi, oltre il metro e ottanta di altezza; una guida matta alla Marc Marquez e una popolarità che sta crescendo fortissimo: la sua pagina facebook conta quasi centomila like, circa il doppio rispetto a quella di Danny Kent, giusto per citare il campione del mondo classe Moto3. La sua forza? L’equilibrio, sia mentale che fisico. E’ un ragazzo pacifico ed educato. L’essere musulmano, in uno sport come il motociclismo, non alza barriere, ma caratterizza. A vederlo parrebbe un ragazzo di strada, semplice nello stile e dallo sguardo furbo e veloce. Proviene da una famiglia di stuntman, ma sembra uscito dal Circo Orfei. E’ capace di fare tutto: a uno all’ora, impenna lo scooterone e gira su sé stesso, ma poi pedala anche in monoruota con la bicicletta… senza la ruota anteriore. E’ un giocoliere, guardatelo su Instagram: lo fa perché si diverte, con spontaneità, e il paddock lo osserva con ammirazione e un tantino di invidia. I piloti italiani dicono che sappia farsi apprezzare per onestà e umiltà. Non se la tira, applaude i colleghi sotto al podio e a chi si è infortunato chiede come sta in modo sincero e interessato: me lo diceva Caricasulo che nessun altro, oltre a lui, era andato alla sua tenda a sincerarsi delle condizioni dopo una brutta caduta, e non erano neppure amici. Continua a leggere

I CAMPIONI VANNO FORTE ANCHE A 50 ANNI

Kevin Schwantz  of the Legend of Yoshimura Suzuki Shell Advance Team rurns during  the Suzuka 8 hours Endurance Road Race at the Suzuka Circuit in Mie Prefecture on July 27, 2014. Aoki dropped and fell after crashing with Takuya Tsuda of Yoshimura Suzuki Shell Advance Team. The Legend team failed to advace to the finals. America legendary 48-year-old Schwantz , a former FIM 500cc World Grand Prix Champion had returned to the Suzuka 8hours Road Race from last year.    ( The Yomiuri Shimbun )L’importante è non fermarsi e continuare a guidare. Non mi stupirei perciò se Valentino Rossi, a 50 anni, andasse ancora forte. Oggi si può, le moto aiutano, mentre fino agli anni ’90 i motori a due tempi costringevano alla lettiga per la violenza con cui buttavano a terra. Sono pochi i piloti di quell’epoca che camminano dritti. Fra gli esempi di ultraquarantenni ancora veloci non posso non citare per primo Max Biaggi: a 44 anni ha conquistato il podio nello scorso Sepang del mondiale SBK dopo due stagioni e mezzo di assenza. 43 primavere anche per Carlos Checa, oggi collaudatore Ducati: quando scende in pista ricalca i suoi migliori tempi sul giro, anche se ha definitivamente appeso il casco al chiodo dopo il brutto infortunio del 2013. Manca il ritmo, dice lui, oltre all’abitudine alle gare. Penso a Luca Cadalora, 52 anni, che gira in “39 a Misano con la sua Yamaha R1. Per intenderci, i più svelti della gran fetta di amatori sono sopra al 50”. Questa è gente speciale, che quando scende in pista è ancora in grado di fare la differenza. Ve ne racconto una. Era il 2003, mi trovavo in Giappone per il test della nuova Suzuki GSX-R 750. La pista di Ryuyo era pericolosa, senza spazi di fuga e, oltre l’asfalto, c’era una fila di alberi ricoperti da materassi per proteggere in caso di caduta…Si dice che là abbiano perso la vita diversi collaudatori Suzuki, ma la notizia non veniva diffusa. C’era anche Kevin Schwantz, ex pilota dal ’95, presente come testimonial. Abbiamo girato insieme, vedeva che gli davo gas e alé, anche lui a spingere. Era sempre stato il mio idolo, sul cinquantino avevo il 34 come lui. In quell’anno, il 2003, correvo e vincevo il campionato italiano naked, firmavo i record a Varano e a Magione. Insomma, non ero proprio un paracarro e nella mia testa pensavo fosse abbastanza per avere il ritmo di ex piloti come lui. Mi sono trovato per la prima volta a confronto con uno “vero”, over 40, in sella a moto identiche, tutte originali e gommate di serie. Nel misto lo tenevo a tiro, anche se mi impressionava quanto frenasse forte fino a centro curva. Ma la differenza un campione la fa nella parte più tecnica di una pista… -8->