OCCHIO A QUESTO NOME: TOPRAK RAZGATLIOGLU

piegaE’ l’ultimo campione europeo della Stock 600. Di origine turca, 19 anni compiuti a ottobre, mostra le misure di un longilineo Valentino Rossi, oltre il metro e ottanta di altezza; una guida matta alla Marc Marquez e una popolarità che sta crescendo fortissimo: la sua pagina facebook conta quasi centomila like, circa il doppio rispetto a quella di Danny Kent, giusto per citare il campione del mondo classe Moto3. La sua forza? L’equilibrio, sia mentale che fisico. E’ un ragazzo pacifico ed educato. L’essere musulmano, in uno sport come il motociclismo, non alza barriere, ma caratterizza. A vederlo parrebbe un ragazzo di strada, semplice nello stile e dallo sguardo furbo e veloce. Proviene da una famiglia di stuntman, ma sembra uscito dal Circo Orfei. E’ capace di fare tutto: a uno all’ora, impenna lo scooterone e gira su sé stesso, ma poi pedala anche in monoruota con la bicicletta… senza la ruota anteriore. E’ un giocoliere, guardatelo su Instagram: lo fa perché si diverte, con spontaneità, e il paddock lo osserva con ammirazione e un tantino di invidia. I piloti italiani dicono che sappia farsi apprezzare per onestà e umiltà. Non se la tira, applaude i colleghi sotto al podio e a chi si è infortunato chiede come sta in modo sincero e interessato: me lo diceva Caricasulo che nessun altro, oltre a lui, era andato alla sua tenda a sincerarsi delle condizioni dopo una brutta caduta, e non erano neppure amici.

piega1Nel 2016 guiderà una Ninja mille per debuttare nella Stock, ma la Kawasaki l’avrebbe voluto già in Superbike; è destinato a prendere il posto di Sykes o di Rea se non ci sarà una terza moto ufficiale da offrire al Team Puccetti, cioè quello che oggi è per Toprak una casa-famiglia, più che una squadra. E’ da lì, dal suo box, che nel frattempo nasce l’accostamento simpatico della sua immagine, col nasone importante e la pelle olivastra, a quella del topo più lento del Messico, Piedelento Rodriguez, cugino di Speedy Gonzales.
In realtà Toprak è solo apparentemente un tipo tranquillo e taciturno, forse perchè non parla inglese; di fatto mi pare bello vivace. Il suo corpo ha l’agilità di un gatto, fa la capovolta a mezz’aria come un’atleta, e nella sua testa c’è il piacere del pericolo, è uno che si tuffa di testa da venti metri di altezza sfiorando gli scogli del mare. In pista, il suo pezzo forte, più che la rapidità sono il controllo che ha della moto e la forza mentale. Guida come un dannato, ma non perde mai il controllo. Nel 2015 ha vinto 5 gare su 8, su piste spesso mai viste, tra derapate e sorpassi da cinema. La concentrazione e la mente fredda sono già ai livelli di un campione, ed è così che ha annientato gli avversari, nonostante a volte fossero anche più veloci di lui.

Toprak è un “derivato” di Kenan Sofuoglu, 4 volte campione del mondo Supersport e turco come lui. L’ha allevato nella sua scuola, ci lavora quotidianamente facendogli guidare tutti i tipi di moto, significa che tutti i giorni gira il gas mentre i nostri piloti provano a conquistare un diploma alle superiori. Ha visto che aveva le doti e l’ha portato fin qui per farlo crescere secondo patti chiari: serietà e impegno, oppure si torna a casa. Ricordo una qualifica iniziata male, era dalle parti del settimo posto: rientrato ai box per il cambio gomma, ho visto Kenan accigliato, con la vena al collo, urlargli parole incomprensibili che sembravano precedere la punizione corporale. Il tutto è bastato per vederlo in pole. Sofuoglu è un maestro severo, ma amico generoso: gli ha regalato l’auto per i 18 anni e lo fa correre a sua immagine e somiglianza, dagli sponsor al numero di gara. E’ la sua copia. Per questa ragione lo ribalta ogni volta che non vede l’impegno che lui crede possa metterci in pista. La famosa “pedata nel sedere” che si dava una volta ai nostri ragazzi e che oggi va contro ad ogni principio, in Turchia si usa ancora. E non è detto che possa fare bene anche ai nostri pilotini. Ogni tanto e a fin di bene, s’intende, ma da noi è passata di moda, i ragazzi spesso si montano la testa se capiscono di avere talento e la solidità mentale si trasforma nel punto più fragile del pilota. Penso a Romano Fenati su tutti. Non so se è questione di religione, ma in generale credo che serva più umiltà, sacrificio e convinzione per crescere come questo Toprak. Che oggi non è nessuno, ma la partenza è di quelle giuste.

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5 risposte a “OCCHIO A QUESTO NOME: TOPRAK RAZGATLIOGLU

  1. Fuori topic,
    ma perchè non si può più commentare sugli altri blog? Il sito è in “ristrutturazione”? Ci saranno delle novità? Perchè non esce nessuna nota in merito da parte di Sportmediaset?

  2. Ragazzi questo è spaventoso. Intanto guida esattamente vome Kenan che già penso possa bastare. Lo scorso hanno ha fatto vedere dell cose con stock 600 da paura.

    La 1000 è già un’altra cosa per non parlare d3lla SBK.

    Cambia il metodo di lavoro e il tipo d’impegno però la base è bella solida eil maestro di quelli buoni.

    C’è veramente da tenerlo d’occhio senza però perdere di vista Rinaldi e Caricasulo…

  3. Perfettamente d’accordo, questo ragazzo è un fenomeno se dovesse vincesse subito non escluso che venga girato alla Motogp.

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