PERFETTO REA, DAVIES L’EROE

_dr_7413_fullSono i due piloti migliori del momento, i supereroi della SBK. Stili di guida contrari e moto tecnicamente opposte, ma se la sono giocata fino all’ultimo con testa, coraggio e talento. Fra i due litiganti ha però vinto l’allungo migliore del 4 cilindri Kawa a 2 giri dalla fine. E’ stato lì che Rea si è guadagnato la corsa: un sorpasso di potenza in fondo a un rettilineo lungo 900 metri, una manovra che a Ducati riusciva impossibile, anche se nel tuffo dentro al curvone dopo i box era una Formula Uno. Chaz era “bello” da vedere anche sul dritto, schiacciato e compresso in carena per guadagnare anche solo un briciolo di velocità, si violentava come guidando una 125. Riusciva a tenere la scia della verdona, ma appena metteva fuori il muso, lo slancio moriva sul nascere. In quelle condizioni puoi solo provare in curva. In gara 1 ha superato Rea giù dallo scollino, finendo un pelo largo. In gara 2 sapeva che avrebbe dovuto cambiare strategia, ma se l’aspettava pure Rea, che ha quindi affondato la staccata aspettandosi l’attacco di Chaz che puntualmente è arrivato, finendo male, con una scivolata. A un giro e mezzo dalla fine ha fatto bene a provarci, consapevole che in quelle manovre al limite “o la và o la spacca”. Ha spaccato, pazienza, ma per vincere non c’era alternativa e avrebbe dovuto guadagnare quanti più metri possibili in quel giro su Rea per evitare di essere battuto sull’ultimo rettilineo.

Rimane l’eroe di questa corsa, colui che ha fatto più numeri che al circo. Partiva dalla terza fila ed è stato costretto ad attaccare in ogni momento. Se solo la Ducati avesse avuto qualche cavallo in più…Perché la sensazione è che Rea sia riuscito a gestire meglio la corsa, con quel pizzico di margine tecnico da sfruttare al momento opportuno. Davies è parso dare sempre il 110%, e forse per questo ha emozionato, esaltato, adrenalinizzato chi lo ha seguito. Nella storia di Ducati, i piloti generosi non sono mai mancati e l’ultimo dei vincenti è lui. Phillip Island è però un circuito speciale, perché scorrevole, ritmato, senza grandi ripartenze da fermo. Vedremo sulle piste “stop and go” come andrà la nuova Kawasaki, perché ha impressionato. L’albero motore più leggero permette di girare dentro la curva con scarsissima inerzia, come se fosse una 600 da guidare e non un mille. Forse per questo motivo a Davies non è riuscito l’ultimo sorpasso, Rea era già riuscito a raggiungere il limite di frenata e percorrenza, perché la moto glielo consentiva e se forse avesse avuto fra le mani ancora la vecchia Ninja 2015 saremmo qui a festeggiare la vittoria di Ducati. Dico forse, perché sarebbe comunque rimasto l’ultimo rettilineo da affrontare.

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