LORENZO VUOLE BIAGGI AL SUO FIANCO

foto IPP/marco guidetti misano adriatico 16-09-2012 motociclismo gran premio di san marino gara classe motogp nella foto max biaggi scherza con jorge lorenzoDopo Rossi-Cadalora potrebbe prendere forma la nuova coppia Lorenzo-Biaggi. Tra Max e Jorge c’è una bella relazione di amicizia che avrebbe i presupposti per trasformarsi in una collaborazione tecnica. Il campione del mondo MotoGP pare voglia il Corsaro al suo fianco in questa stagione. Una figura tecnica complementare a quella del pilota, rappresenterebbe una sorta di terzo occhio per il maiorchino. Max ha talento e passione e, soprattutto, non ha mai lasciato il mondo delle corse. Classe ’71 per Biaggi, ha disputato lo scorso anno le ultime gare della carriera nel campionato del mondo SBK; classe ’63 invece per Cadalora e un percorso sportivo terminato nel 2000 senza mai aver conosciuto la MotoGP in gara. Per anni è rimasto fuori dall’ambiente e, come molti di noi, le corse le ha solo viste in televisione. La freschezza di un pilota incide indubbiamente sulla puntualità delle informazioni che possono pervenire dall’esterno. Max e Jorge hanno anche uno stile di guida simile, c’è quindi sintonia. E che il romano sia un professionista del motociclismo, lo dice chiunque abbia lavorato insieme a lui, persino chi non lo ama riconosce la sua dedizione al lavoro all’ennesima potenza. L’impressione è diversa analizzando la coppia Rossi-Cadalora. Innanzitutto viene spontaneo domandarsi che cosa potrebbe avere ancora da imparare un pilota con 9 titoli mondiali all’attivo, alla soglia dei 40 anni, che tutto ha vinto in carriera. Cadalora è un ex campione che sta rispolverando l’occhio clinico per un fine di enorme responsabilità (cioè “consigliare” Valentino) e che sta provando ad ambientarsi alla nuova era MotoGP, che non conosce fino alla pancia.

Chi ricorda il Cadalora pilota si entusiasma per lo stile elegante e pulito che aveva, per le belle pennellate che dava ai curvoni dei circuiti più tecnici, ma non dimentica la personalità “libera” mostrata in più di un’occasione, del pilota che non si imbavaglia, che risponde solo al proprio istinto. Come quando scese in pista con due gomme di marche diverse (Michelin e Dunlop) infrangendo gli accordi di sponsorizzazione, o quando mai si presentò ai test del Mugello, dopo che Carlo Pernat pagò la pista in esclusiva. Era il campione che infilava la corsia box per ritirarsi dalla gara se la moto non era come piaceva a lui, nonostante la presenza ingombrante del presidente della Honda. La personalità apparentemente tranquilla di Luca contrastava con un animo tenace e forte. In Australia, dove quest’anno ha partecipato per la prima volta ai test, è andato al box Yamaha senza incalzare un ruolo specifico. C’è chi dice che in questo 2016 possa rappresentare la lanterna della freddezza per Rossi, visto anche il finale di campionato, dove l’emotività sembra aver condizionato l’atteggiamento di più di un pilota. Rossi ha da sempre la favolosa capacità di individuare le proprie debolezze per rafforzarle col lavoro e, per il suo equilibrio, oggi potrebbe avere bisogno di uno come Cadalora. Altri pensano sia solo un passaggio transitorio quello di Luca per poi andare a rivestire ruoli meglio definiti nella gestione di un team, magari in Superbike. Certo è che il binomio Lorenzo-Biaggi, dall’altro lato del box, suonerebbe per il 46 come una provocazione, ma anche come un campanello d’allarme, perché l’effetto “coppia” sarebbe forse il più efficace componibile coi nomi di oggi.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *