REA ALZERA’ L’ASTICELLA

hi_R02_Buriram_Sykes__GB36403Per la prima volta l’abbiamo visto combattere al limite, dare il 110% e fare il duro. In tasca non ne aveva più, le carte le ha giocate tutte, ma non sono bastate. Quella di domenica è stata una delle gare più belle di sempre della Superbike e la vittoria di Sykes ha un valore speciale. Non è la prima volta che vince il confronto contro il compagno, lo scorso anno è capitato a Donington, Imola e Jerez, ma non c’era mai stato un corpo a corpo così duro e anche nelle sconfitte precedenti, Rea reagiva in modo più misurato, era pronto a perdere con sorriso e diplomazia. Stavolta si è trovato impreparato, è stato sorpreso da un Sykes che ha colpito tutti per il modo in cui l’ha ottenuto questo trionfo, per come ha combattuto e si è difeso. Domenica Tom ha vinto senza essere il più veloce in pista, ma prendendo in contropiede Rea, che aveva tarato l’asticella al solito limite, salvo poi scoprire che il compagno aveva un’altra strategia: quella di non farlo passare, di chiudergli le porte. E’ stato furbo, ha giocato d’astuzia, usando il suo miglior punto di forza: la frenata. “In questo paddock nessuno ha la staccata di Sykes – mi dice Pere Riba, capotecnico di Rea – e il diverso modo di affrontare le traiettorie in curva, gli ha permesso di rallentare Johnny anche in accelerazione”.

Questa è la spiegazione che mi ha dato dopo avergli domandato se anche secondo lui avessero prestazioni diverse in accelerazione le due Kawasaki; quella di Rea sembrava faticare anche in scia, non aveva abbastanza “tiro” da permettergli un più facile slancio verso il sorpasso. Un’osservazione che Riba ha attaccato duramente, sostenendo piuttosto che “le moto erano perfettamente uguali”. Chaz Davies, che le ha viste da vicino, pensa anche lui che la Ninja del campione fosse meno veloce. Abbiamo visto colpi di sciabola duri e taglienti, ma mai scorretti al punto da sollevare il caso. Qualunque pilota ha subìto in carriera le “bastardate” degli avversari, e alle ultime curve si salvi chi può. La verità è che Rea ha perso il confronto, stavolta il suo modo di correre in economia l’ha fregato e lui non ci sta, ma, soprattutto, non se lo aspettava. Johnny è uno che “risparmia” e usa la minima quantità di energia che occorre per vincere. Da oggi dovrà cambiare tattica e sfruttare la sua velocità fin da inizio gara, partendo a fuoco per fare la lepre. Perché sono convinto che, se fosse passato davanti ai primi giri con l’intento di dare il ritmo, Sykes non l’avrebbe più preso. E’ stata la gara della svolta, la prima sconfitta in un duello (sostiene il box) ad armi pari dove i due hanno dato fuoco anche alla diplomazia inglese. Rea, incavolato nero, alzerà il suo limite e da qui in avanti non vorrà soltanto vincere, ma cercherà di farlo con distacco. Per rimettere Sykes al suo posto: dietro, in silenzio e a testa bassa.

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