LA MOTO PIU’ BELLA DEL MONDO

Cattura2La MV F3 800 Reparto Corse è di una bellezza travolgente. Non credo ci sia niente di più affascinante sul mercato, anche se la Ducati Panigale e l’Aprilia RSV4 se la giocano ai dadi. Tutta arte italiana, ma la versione 800 la trovo intelligente. E’ proprio guidandola, nella sua enorme facilità, che viene da suggerire un ritorno al passato, quando le Superbike erano 750 cc.: moto umane, guidabili da tutti e sfruttabili anche su strada. L’unica superstite è la Suzuki GSX-R 750 e oggi chi ce l’ha se la tiene: va semplicemente bene. Non me ne vogliano i puristi, ma le mille oramai sono perfette per le corse, mentre il “mercato della strada” dovrebbe puntare su cilindrate a metà, tra la Supersport e la Superbike, moto più sfruttabili anche senza essere campioni. I 150 cv di una MV F3, ad esempio, sono un misto fra crema e burro: a livello di erogazione e linearità sembra un generatore elettrico. Non c’è nulla di più dolce, tanto che la sensazione è che la moto non spinga in uscita di curva, salvo poi riuscire a stare con le mille nello spunto prima-seconda-terza marcia, col cronometro che sorride anche nel misto stretto. La versione Reparto Corse, cioè la replica della moto di Cluzel e Zanetti, è la migliore della gamma e con le loro Supersport c’è affinità in ogni bullone.

MV quest’anno ha cambiato passo anche nelle competizioni e ha uno spiegamento di forze e di moto che mai si era visto in passato. La squadra ufficiale è in parte cambiata rispetto al 2015, a partire da chi aveva la responsabilità tecnica sul progetto: bocciati e a casa, oggi c’è spazio solo per chi è capace e ha competenza. Ci sono tecnici che arrivano da Moto2 e MotoGP, secondo un bel lavoro di ordine e pulizia eseguito dal team manager Andrea Quadranti (oggi anche consigliere amministrativo in azienda, ndr), il personaggio giusto al posto giusto: di poche parole, con tanta passione e una bella coscienza che alimenta il far bene. I risultati sono qui da vedere, e non solo con le moto ufficiali, ma penso a Baldolini, Rolfo, Terol. In tutto sono otto le MV schierate in griglia in Supersport. Se dalla pista arriva gioia e soddisfazione, in azienda resta la sofferenza di un momento no. Andrà eseguita la stessa “bonifica” che nel team sta dando i migliori frutti.

Cattura1L’anima della 800, come quella di ogni sportiva MV, è ereditata dalla F4 Superbike: moto rigida, con un avantreno solido, anche se meno agile delle 600 giapponesi; una vocazione alla precisione e alla pulizia che porta a riflettere sulla guida sporca e violenta di uno come Jules Cluzel che non mostra però debolezze, né sulle piste veloci, né su circuiti più lenti e tortuosi. Ho provato la F3 675 sulle piste di Misano e Cremona, ma non pensavo che l’800 potesse esprimersi anche nel toboga di Castelletto di Branduzzo, dove usi le prime quattro marce. Non è mai stato così facile usare anche la prima, che ha una fluidità da moto da corsa, sia in apertura di gas che in chiusura. Là dentro è come lavorare in palestra, fai braccia e fiato, è un bell’allenamento. La moto è piccola e compatta, ma accoglierebbe anche uno come Leon Camier, il più alto fra i piloti SBK. Polsi e braccia sono caricati, è forse la moto più corsaiola che esista di serie. Il cambio elettronico lavora meravigliosamente come anche il freno posteriore, mentre davanti la pinza ha un morso molto graduale, le manca l’attacco cattivo sul finale, forse per una scelta tecnica. Anche perché non sembra che Cluzel si sia mai posto dei limiti in frenata… La musica degli scarichi è una piacevole poesia sussurrata, ma non basta: bisognerebbe infilare l’impianto racing delle moto da corsa, perchè il 3 cilindri deve cantare e se non dai voce a una bellezza così, godi solo a metà. Che meraviglia però. E’ l’orgoglio di noi motociclisti, sono convinto sia stata disegnata intingendo la penna nella nostra passione. E’ la “nostra” moto.
(Iride foto)

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