DUCATI, UN ALTRO DISASTRO. PER FORTUNA C’E’ PETRUCCI

Foto IPP/Marco Guidetti Le Mans 07/05/2016 Motociclismo Motomondiale Gran Premio di Francia - Qualifiche - Classe MotoGP nella foto Danilo Petrucci Italy Photo Press - World Copyright“Siamo tutti partiti con le stesse mescole, eccetto Marquez che aveva un’anteriore più dura. Non ci sono scuse, chi è caduto è perché ha sbagliato e non ha ancora capito come usare la gomma”. E’ partita da qui la nostra analisi sul gran premio con Danilo Petrucci. Dopo cinque gare disputate, non può essere soltanto colpa della Michelin se un pilota finisce a terra. Gli intertempi parlano chiaro: nei primi due settori della pista, nel giro che è scivolato Iannone (il 7°, ndr), aveva segnato i suoi migliori intertempi di gara, guadagnando quasi 4 decimi a Lorenzo, che non andava certo a spasso. Idem per Dovizioso e Marquez, il crono dice che stavano tirando. “Lorenzo ha fatto il record della pista con le Michelin, battendo Bridgestone”, puntualizza Petrucci. Come dire: le gomme non sono così malaccio. Iannone sostiene di essere andato più piano del giro precedente e di non sapersi spiegare il motivo della caduta. Se un pilota non riesce a percepire le sensazioni di quello che sta facendo sulla moto, c’è qualcosa che non va. Poi è anche vero che: “Con le Michelin devi stare attento e guidare di fino: basta un bar in più di pressione sulla leva del freno e sei per terra.” Quindi bravo Lorenzo. “Attualmente è il più forte in pista. Quando ti passa, sembra appoggiato su quattro ruote talmente è elevata la sua stabilità. Ha lo stile giusto per le Michelin: frena a moto dritta e poi la lascia correre in curva”. L’anno prossimo è in Ducati. “La moto è pronta per vincere il mondiale, non ha niente in meno rispetto a Honda e Yamaha, forse col Dovi già quest’anno poteva puntare più in alto, ma è stato sfortunato”. Sfortunato e basta, o si tratta anche di pressione? L’anno prossimo ne rimarrà soltanto uno…”In questo momento corrono entrambi sotto pressione, anche se loro dicono di no”.

E intanto tu hai fatto una gara miracolosa e ti aggiungi alla lista dei candidati. “Da due mesi non salivo nemmeno su una bicicletta, sono andato solo un paio di volte in palestra con la moto di papà. Avevo perso i riferimenti, non conoscevo le Michelin, che comunque sono cambiate tanto da quest’inverno. Gli altri avevano alle spalle già quattro gare, poi è arrivata anche l’influenza… Il 7° posto vale oro”. Saresti pronto per la Ducati ufficiale ? “Di corsa ! Ma credo di avere l’1% di possibilità, sarà un affare fra i due Andrea”. Ok, uno di voi sarà il compagno di Jorge nel 2017: dimmi un punto di forza e uno debole, tuo, di Iannone e di Dovizioso. “Al mio debutto con Pramac ho fatto un podio e più punti di Iannone all’esordio nello stesso team, che oltretutto aveva una moto ufficiale. Anche quest’inverno nei test sono stato veloce come loro, e a volte anche di più. Purtroppo non ho la stessa esperienza con una moto factory. Iannone è molto veloce, questo è il suo pezzo forte. Però ha commesso alcuni errori e quello dell’Argentina credo che peserà nel bilancio finale. Il Dovi è un perfetto uomo di squadra. E’ uno dei pochi veri amici che ho qui dentro. Anche in pista mi offre sempre un traino, ha davvero un cuore così. E’ leale, meticoloso. Ecco, forse questo è il suo limite: troppa programmazione e poco istinto”. Conterà poi anche avere un buon rapporto con Lorenzo, tu come sei messo ? “Sono visto come l’amico di Valentino, anche l’anno scorso sono stato incolpato di averlo favorito a Silvertsone e a Valencia. Ma non ho mai avuto modo di chiarirmi personalmente, né con lui né con Marquez. L’ho fatto con Stoner che, da persona matura, mi ha capito. Rossi è un amico, fuori e dentro la pista. Penso non ci siano veti da parte di Jorge, la decisione sul secondo pilota la prenderà il team”. Anche perché se l’amicizia con Rossi dovesse rappresentare il termometro per la scelta del secondo pilota, Dovizioso avrebbe più chanches di tutti.

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