UNA VITTORIA CHE RICOMPENSA VENT’ANNI DI SACRIFICI

British rider Cal Crutchlow of LCR Honda competes during the MotoGP competition of Grand Prix of Czech Republic at Masaryk Circuit on August 21, 2016 in Brno, Czech Republic. / AFP PHOTO / Michal CizekIl successo di Crutchlow mi ha fatto gioire più per Lucio Cecchinello che per il pilota stesso, che ha ovviamente i sacro santi meriti di chi firma l’opera. La considero una “vittoria tecnica”, dove le scelte di squadra hanno fatto la differenza più del pilota, che non si è mai distinto per efficacia e costanza, ma, piuttosto, per la difficoltà a riconoscere i limiti suoi e della moto. Ecco perché dico che il piccolo team LCR è un signor team capace di fare la differenza per competenza, genialità e passione, perché in quanto a budget è una formichina a confronto degli squadroni ufficiali. Lucio è sempre stato grande per me, che lo seguo dai tempi in cui si giocava il titolo della Sport Production con Max Biaggi. Il suo team se l’è costruito esattamente vent’anni fa, quando ancora era pilota. Ha smesso di correre nel 2003, proprio l’anno in cui firmò il record più longevo del motociclismo sulla pista di Brno, che rimarrà nella storia delle 125: 2’07’836, praticamente il tempo della pole di Binder realizzata sabato in Moto3. Brno è destinata a rimanere magica per Cecchinello e gliel’ho chiesto anche stavolta: come diavolo hai fatto a fare quel tempone 13 anni fa ? “Era tutto perfetto, ciclistica, carburazione, pilota… avevo un paio di punti in cui riuscivo a fare la differenza – mi dice Lucio – come all’ultima curva che, con un cambio perfetto, potevo infilare il rettilineo fortissimo. Già all’epoca la mia Aprilia aveva 53,5 cv”. Da pilota hai quindi aiutato anche Cal ? ”Ma no, ho corso tanti anni fa, per di più la 125 è molto diversa dalla MotoGP. Diciamo che lo aiuto coi trucchi del mestiere. Prima del via gli ho detto di percorrere la prima curva all’esterno, perché tutti i piloti vogliono guadagnare la corda e si crea traffico. Se passi invece largo hai più percorrenza e il cambio di direzione ce l’hai a favore. Poi c’è il discorso gomme, dove ho appoggiato in pieno la scelta delle mescole dure; ho passato 40 minuti della domenica mattina a monitorare sui siti internet la situazione meteo e sapevo che non avrebbe piovuto. E’ stata la scelta vincente”. Avete festeggiato la vittoria coi fuochi d’artificio ? “E’ stata una festa moderata e veloce. I meccanici sono stati ai box fino alle 22 per preparare le moto per i test di lunedì e poi a mezzanotte avevamo in programma un video da realizzare per uno sponsor”. Nulla di strano per un team privato che deve ottimizzare sforzi e risorse, l’LCR è come il Duomo di Milano, un cantiere sempre aperto, dove la tregua non esiste ed è proprio Lucio a scandire i tempi del ritmo: riesce contemporaneamente a scrivere le mail, parlare al telefono in conference call e organizzare il lavoro del team. Sveglio e veloce, come quando correva. Le case ufficiali dovrebbero usarlo come consulente amministrativo.

Winner Moto GP rider Cal Crutchlow of Great Britain celebrates on the podium with champagne after the MotoGP competition of Grand Prix of Czech Republic at Masaryk Circuit on August 21, 2016 in Brno, Czech Republic. / AFP PHOTO / Michal CizekMa la domanda è: quanto è concreta e ripetibile questa vittoria ? “Devo tenere i piedi per terra, so che ci vogliono una serie di fattori favorevoli perché questo possa accadere. Di certo in condizioni speciali abbiamo il pilota che può fare la differenza, ma gli anni in cui un team come quello di Gresini poteva aggiudicarsi 14 gran premi sono passati. Le case investono molto sui piloti, noi non possiamo permetterci nomi come Rossi, Marquez, Lorenzo, Pedrosa o Vinales”. Che differenza c’è fra la vostra Honda e quella ufficiale ? “A gennaio nessuna. Poi dai primi test in Malesia, nel box HRC compaiono componenti che segnano l’evoluzione della moto e che noi riceviamo mediamente dopo 6-8 settimane. Ti confesso però che in questa fase le moto sono praticamente identiche”. Domenica il trionfo, ma sabato la fucilata al morale per una moto distrutta con la caduta di Crutchlow. Hai quantificato i danni ? ”Non sono autorizzato a parlare di cifre…per fortuna avevamo tutti i ricambi necessari. La moto ha impattato con l’asfalto a una forza superiore a 7 g, e sai cosa vuol dire ?! Danni al motore, al telaio, all’impianto frenante, alla forcella…Ora stiamo cercando di capire se ripristinare i pezzi danneggiati o se HRC ci dà la possibilità di acquistare in futuro i singoli componenti in caso di necessità, senza doverci organizzare con un magazzino in casa come si fa all’inizio dell’anno, perché lo sforzo economico sarebbe enorme”. Quali sono i punti forti e quelli deboli del pilota ? “Quando Cal mette le ruote in pista riesce a fare il tempo subito, questo è un vantaggio. Lo svantaggio è che non si ripete, tende a mollare, per limitare i rischi. In questo modo noi facciamo più fatica a lavorare, a scaricare tutti quei parametri che occorrono a completare la messa a punto. Nel 2015 abbiamo raccolto dei dati interessanti: sommando tutti i giri di pista realizzati dai piloti nelle prove libere di tutti i gran premi per calcolarne la media, è emerso che Lorenzo è il più veloce in assoluto. Significa che è quasi sempre al 100%. Cal invece è ultimo, ha la media più bassa di tutti. Quest’anno si è migliorato, ma non basta”. Quindi, i programmi per il 2017 ? “Tutto confermato: pilota, moto, staff e sponsor. Nel 2018 invece vorremmo riprovare con due piloti, grazie anche al contributo di Dorna che garantirà un supporto ai team che passerà dagli attuali 400.000 euro a 2 milioni. Rappresenterà la metà del budget utile per far correre il secondo pilota, l’altro 50% toccherà a noi trovarlo”. Hai giurato fedeltà a vita alla Honda ? “Dei miei 30 anni di corse, 23 li ho trascorsi con loro. Quest’anno c’è stato un interessamento di Suzuki nei nostri confronti, ma la trattativa non ha avuto seguito. Honda ha piacere di continuare la collaborazione e noi anche. Abbiamo rivisto le condizioni del nostro rapporto per i prossimi due anni e siamo soddisfatti entrambi”. Nel team LCR lavorano 37 persone e l’ultima dedica è giusto che sia per loro: “Voglio ringraziarli di cuore, perchè tutti hanno dato il proprio contributo a questa vittoria, Cal in primis. La storia del nostro team è fatta di sacrifici e impegno costante; siamo felici di averlo fatto per 20 bellissimi anni in cambio di qualche ora di felicità e dell’orgoglio che solo un primo posto regala”.

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