BRIVIO: “VINALES TRA I MAGNIFICI TRE”

12Se lo dice lui bisogna credergli. Il team manager della Suzuki è una delle persone più esperte ed intelligenti della MotoGP. Quello che mi ha sempre colpito di Davide Brivio è la capacità di muoversi con modestia, delicatezza e prudenza nell’ingombrante paddock della massima serie. Oggi, con Vinales, tutto il team sale sul gradino più alto del podio. Quale sia oggi il livello della Suzuki è presto detto: “Quest’anno abbiamo fatto un grande passo avanti col motore – risponde Brivio – grazie al cambio seamless ed aumentando le prestazioni. Ora possiamo paragonarci a Honda e Yamaha, la velocità massima e l’accelerazione è buona su tutte le piste; ovviamente le prestazioni di Ducati restano ancora lontane”. Ci sono due tracciati dove però la Suzuki è andata forte anche nel 2015: Le Mans, confermato anche quest’anno dal terzo posto di Vinales, e Australia, dove Maverick ha incassato il minor distacco della stagione, con meno di 7 secondi e un sesto posto: “Phillip Island è una pista favorevole, ma sono sicuro che da qui alla fine dell’anno ci toglieremo altre soddisfazioni. Silverstone è una pista complessa, abbiamo superato una prova importante”. Qual è il punto di forza della vostra moto ? “Sicuramente il telaio. Era già ottimo lo scorso anno e credo sia da sempre la nostra carta vincente. La Suzuki è formidabile in inserimento di curva, maneggevolezza, frenata”. Cosa manca ancora per essere al 100%? “Ci manca un po’ di esperienza con l’elettronica, che rimane l’area su cui lavorare principalmente, nonostante continuiamo a progredire a grandi passi”. Quanto è grande la Suzuki delle corse ? “Suzuki è una importante azienda, ma che dedica davvero pochissime risorse umane al reparto corse, forse in questo senso siamo i più piccoli tra le case impegnate in MotoGP e la vittoria di domenica valorizza ancor di più il nostro lavoro”. Cosa vi è mancato per trattenere Vinales il prossimo anno, forse il budget ? “In realtà non abbiamo mai avuto problemi in questo senso, non è mai mancato nulla nella nostra organizzazione, il problema è un altro. In Qatar, cioè alla prima gara, è iniziata la trattativa tra Vinales e la Yamaha, non abbiamo quindi avuto il tempo materiale di dimostrare quale era il livello della nostra moto quest’anno… Ci lusinga che Maverick abbia comunque impiegato alcuni mesi per decidere fra noi e loro, anche se alla fine ha scelto di salire su una moto già vincente”. La differenza la sta facendo il pilota spagnolo, che ha più del doppio dei punti in classifica rispetto al compagno di squadra. Che tipo è Vinales? “E’ un ragazzo tranquillo, timido e riservato. La sua intelligenza la usa anche in pista. E’ sportivamente ambizioso, lui vuole solo vincere”.

2Ha 21 anni ed è stato sorprendente già in 125, capace di vincere 4 gare all’esordio, la prima nella solita Le Mans. In Moto3 ha ottenuto un titolo mondiale nel 2013, ma ricordo soprattutto quella scena in Malesia, l’anno precedente, quando non si presentò nel paddock come segno di protesta nei confronti del team che gli affidava, secondo lui, una moto poco competitiva. In effetti guidava da Superman ad ogni curva, era indubbiamente il migliore di quella classe e il motore invece soffriva. Non era nemmeno maggiorenne, ma aveva il carattere per prendere decisioni forti, perché Vinales non è mai stata una star, uno stratega della comunicazione, una prima donna o un personaggio “buono e simpatico” a tutti i costi. Lo si vedeva sorridere meno ancora di oggi, rimaneva sempre e solo concentrato su un obiettivo: vincere. E allora chiedo a Brivio: quello del 2017 è un cambio alla pari con Iannone, ragazzo dalla personalità estremamente opposta ? “Sarà il tempo a dircelo. Sicuramente Vinales è destinato a diventare uno dei più grandi piloti insieme agli altri 3-4 fenomeni. Iannone ha talento, è sicuramente in grado di ottenere delle vittorie con la Suzuki, poi il nostro compito sarà quello di cercare di portare lui e Rins sempre più in alto in classifica”. Di certo, il prossimo anno, Valentino Rossi avrà un compagno più scomodo del Lorenzo di oggi, anche solo per il semplice fatto che è tutto da scoprire: giovane, affamato di vittoria e “selvatico” come pochi altri, nel senso che, fra tutti, sembra essere quello meno addomesticabile dalle politiche aziendali. “Vinales e Rossi sono già amici, poi dipenderà da cosa succede in pista – sorride Brivio – è naturale che se uno inizia a vincere anche i rapporti tendano a raffreddarsi”. Psicologicamente sembra una roccia, Valentino conosce il potenziale dello spagnolo meglio di noi e domenica gli è riuscito qualcosa alla Kevin Schwantz, giusto per rimanere in casa Suzuki. A proposito, che novità ci sono per la Superbike ? “Ne parliamo spesso in azienda, c’è voglia e interesse a rientrare, ma ci vuole il dovuto tempo e il giusto impegno per lavorare sul progetto. L’intenzione è quella di schierarci nel 2018 con la nuova GSX-R 1000”.

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