MOTO SEMPRE PIU’ VELOCI, MA SIAMO IN GRADO DI GUIDARLE?

14625699_10209210246487246_1425717414_oC’è un dato spaventoso e che deve far riflettere: i motociclisti sono coinvolti in quasi 50 mila incidenti ogni anno e nel 90% dei casi hanno una quota di responsabilità. Oltre a pensare agli altri, alle loro distrazioni e manovre scellerate, dobbiamo guardarci addosso e domandarci: ma siamo davvero capaci di guidare la moto ? Moto che oggi toccano anche i 300 all’ora, motori “normali” che accelerano più di una Ferrari. Una buona consapevolezza riduce potenziali danni. La cosa più facile è affondare il polso destro sull’acceleratore, tutto il resto va imparato. Crescere da autodidatta lascia dei varchi enormi nella conoscenza delle tecniche, è per questo che è nato il primo Piega & Spiega Day, una giornata gratuita per 100 motociclisti che hanno ritenuto di dover imparare qualcosa, provando anche la prima esperienza della pista. Se avessimo potuto, di giornate ne avremmo riempite quante ce ne sono in una settimana, perché in poche ore dall’apertura delle iscrizioni abbiamo registrato il tutto esaurito. Il dubbio era: verranno per girare gratis o ci sarà l’effettivo interesse per una giornata di educazione motociclistica ? La puntualità all’arrivo di ogni iscritto, i chilometri macinati di chi si è svegliato alle 3 del mattino per un lungo viaggio, il silenzio rispettoso in aula, ma, soprattutto, la disciplina in pista, dove non si è registrata nemmeno una caduta, nemmeno un “dritto”, indicano il successo di una giornata-scuola che fa pensare a quanta coscienza ci sia fra i motociclisti che nutrono la necessità di imparare. Abbiamo accolto tutti, con moto targate e immatricolate: custom, maxi enduro, naked e sportive. Gli anni di esperienza e le conoscenze rispettive le abbiamo condivise con un’attenta platea, raccontando in poche ore le nozioni imparate in una vita dedicata al motociclismo. Giuseppe Andreani (Andreani Group), Roberto Finetti (Dunlop), Adriano Monti (Motodromo Castelletto di Branduzzo), Angelo Cignoli (officina La Moto Tecnica) e il dottor Marco Franchini, con un piccolo contributo degli agenti della Polizia di Stato hanno delineato il quadro di formazione perfetto per il motociclista. In quel momento i relatori non parlavano rappresentando il marchio stampato sulla camicia, ma a titolo personale, da appassionato agli appassionati. Dietro alla regia si nascondeva l’enorme sforzo di provare a regalare la sicurezza che ogni motociclista avrebbe meritato all’inizio della propria carriera e che avrebbe potuto magari cambiare il destino di qualcuno. Come a Omar, oggi sulla sedia a rotelle, ma presente con la sua moto adeguata alle nuove necessità.

14618659_10209210246447245_1255922420_oGli istruttori utilizzati come apripista meritano la più grande riconoscenza: si sono presentati con le loro moto, hanno speso del proprio per la benzina e impiegato del tempo da dedicare a tutti con l’obiettivo di aiutare la manifestazione. Fare le cose in economia non è stato inteso come segno di povertà, ma, al contrario, di grande ricchezza umana, perché a trionfare è stata la passione di ciascun presente. Piega & Spiega Day è nato solo dalla voglia di regalare istruzioni, di informare, di divulgare il motociclismo corretto. La filosofia è stata compresa e condivisa anche dai colleghi della stampa, che si sono prodigati a promuovere l’iniziativa; non è così naturale in un’epoca in cui tutto ha un prezzo. Penso allora che siamo tutti d’accordo: la sicurezza dei motociclisti è un diritto che va acquisito al costo più basso, dal conseguimento della patente, all’acquisto della prima moto. Ci sono circa 6.000 autoscuole in Italia che potrebbero fare la loro parte con un programma più dedicato e funzionale alla classe delle due ruote; le concessionarie di moto dovrebbero arricchire il loro ruolo e strutturarsi per insegnare i primi rudimenti secondo linee guida uguali per tutti. La Federazione Motociclistica Italiana avrebbe una forza enorme in questo senso e non è impossibile l’organizzazione di un calendario itinerante di giornate educative per i motociclisti. Ci sono poi le aziende direttamente interessate, come le case motociclistiche, quelle che producono caschi e abbigliamento tecnico, i “gommisti”, chi vende freni, sospensioni e tutto ciò che ha a che fare con la sicurezza. Investissero un decimo del budget usato per mettere in vetrina il loro prodotto, riuscirebbero anche a “educare” il potenziale acquirente, che il più delle volte è impreparato come molti venditori. Perché la grande maggioranza di chi va in moto e, ancora peggio, in scooter, non sa come scegliere correttamente un casco, non sa che differenza ci sia fra il paraschiena e l’airbag, non sa che dopo 15.000 km le sospensioni andrebbero revisionate e che il freno posteriore si usa per correggere le traiettorie. Chi guida la moto andrebbe educato al meglio e non sono esenti gli amatori della pista, dove c’è ancora troppa improvvisazione. Perché essere prudenti non significa solo andare adagio. Cento motociclisti in più, oggi, sanno cosa si intende per “sicurezza”.

(Immagini di Iridefoto)

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