5 CAMPIONI, IL RESTO E’ FUFFA

LCR Honda's British rider Cal Crutchlow (C) celebrates his victory with second position Movistar Yamaha MotoGP's Italian rider Valentino Rossi (L) and third position Team Suzuki Ecstar Spanish rider Maverick Vinales on the podium after the MotoGP class at the Australian Grand Prix at Phillip Island on October 23, 2016. / AFP PHOTO / SAEED KHAN / IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USECi pensavo a Jerez dopo la pole di Sykes: girare a 4 decimi dalla MotoGP è qualcosa su cui riflettere, il record è firmato da Jorge Lorenzo. Ovviamente è un confronto imparziale, tra una pole e un giro veloce in gara, tra una gomma soft e una dura, e poi stiamo parlando di due moto tecnicamente agli antipodi: una è un prototipo da svariati milioni di euro, l’altra è una derivata di serie che, modificata poco o tanto, resta lontana anni luce da una MotoGP. Lo spunto è un altro e cioè che i piloti della Superbike vanno forte, molto più di quanto mediamente si creda. Certo, a vincere sono i soliti tre, con qualche sparata a salve degli outsider, ma non è che la MotoGP possa contare su chissà quanti “magnifici”. Marquez, Rossi e Lorenzo, sempre gli stessi negli anni, sempre loro i più chiacchierati, con qualche bel nome in più della Superbike capace di inserirsi nella festa. Come Cal Crutchlow, ad esempio, ex campione Supersport e una formazione in SBK. E’ nel team giusto, ha la moto in ordine e quest’anno, con la Honda satellite, ha già vinto due volte. In pochi ci avrebbero scommesso, e lo sapete perché ? Solo per un cattivo modo di pensare: se ha fatto scuola nel Motomondiale è già “buono” sulla carta, se arriva dalla Superbike è un prodotto da discount… E’ innegabile che ci siano cinque piloti al mondo che sono a un livello inarrivabile e vincerebbero ovunque: mi riferisco ai tre citati prima, Marc, Valentino e Jorge, ai quali aggiungo Pedrosa e Vinales. Veloci e intelligenti. Anche in Superbike sarebbero i favoriti, perché il loro livello nel motociclismo è sempre stato un pezzo sopra a tutti. Ma gli altri 18 o 20 piloti della MotoGP ? Io li definisco “normali”, per convenzione e distinzione da quelli speciali, non certo per sminuire le loro capacità.

reaGuardate Hayden: domenica in Australia, sulla Honda ufficiale, si giocava il sesto posto, che ritengo sia un capolavoro per uno che manca dalla MotoGP da un’intera stagione. In SBK rema costantemente fra i primi 5-6, con una moto più competitiva crescerebbero le ambizioni, ma la sensazione è che fino a quel punto della classifica, MotoGP e Superbike possano scambiarsi i piloti senza grandi scossoni, perché il talento mi pare allineato. Anche Lowes: è un altro indicatore del livello medio della MotoGP e mentre in Superbike demolisce le carene tutti i week end, nel debutto a Silverstone sulla Yamaha M1 ha concluso tredicesimo, che mi pare tanta roba. Correre in MotoGP non significa diventare automaticamente più fenomeni di quanto lo si è già, ma di certo i primi cinque campioni riflettono luce bianca su tutti gli altri: ci sono i top rider, c’è una fascia media più ampia e poi gli ultimi, che corrono in condizioni difficili. Lo scenario, soltanto meno ricco, è il medesimo in SBK, suddiviso anch’esso in tre fasce di potenzialità, e vi chiedo cosa farebbe Davies su una Ducati DesmoGP: meno di Redding o di Petrucci ? Chaz, nella squadra giusta, avrebbe il potenziale di Crutchlow, che mostra talento e genio da numero uno in modo incostante; lo stesso penso di Rea, che una chance in passato l’ha avuta, anche se di difficile valutazione. Nel 2012 sostituì Stoner per un paio di gare sulla RCV ufficiale. Fece un ottavo e diminuì il distacco dalla pole fino a 1 secondo. L’ingegnere Carlo Luzzi, che oggi lavora con Marquez, rimase sorpreso per la velocità di apprendimento dell’inglese, ma non scoprì mai totalmente il suo potenziale. Credete che se Lorenzo e Marquez, invece di crescere fra 125, 250 o Moto2, fossero passati fra le derivate di serie, non sarebbero gli stessi campioni di oggi ? Penso che quando uno è bravo, resta una spanna sopra agli altri in qualunque momento. Col trionfo di Crutchlow ha vinto anche la Superbike, perché oggi stare davanti a Rossi e Vinales offre quella credibilità che purtroppo Rea non troverà nemmeno in Qatar da campione del mondo. Un problema di interpretazione e di valorizzazione di due scuole diverse, dove contano solo i “magnifici 5” da una parte e si svalutano i vincitori dall’altra.

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