SUPERBIKE 2017: CHE CAMPIONATO SARA’?

Domani i primi test a Jerez, ma, intanto, sulla carta si preannuncia come il miglior campionato dell’epoca recente, lo dico pensando soprattutto alla qualità dei piloti e dei team. La griglia sarà da 21 (più le wild card), ma sono 21 “buoni”, senza forzature come accadeva fino allo scorso anno, dove molti andavano più piano della Stock: mi riferisco a Toth, Szkopek, Sebestyén, Al Sulaiti, che non erano certo da mondiale, ma ci metto pure Abraham, che dopo tanti anni di incidenti ha perso smalto e serenità . La regola “anti Rea”, cioè quella della griglia invertita, non credo sortirà il pieno effetto. Praticamente i piloti a podio in gara 1 partiranno dalla terza fila in gara 2, ma quanto tempo ci metterà uno come Johnny a risalire la testa della corsa ? Credo tre curve, ma a volte basterà il solo rettilineo di avvio. Peggio sarà nei casi di pioggia o su piste come Misano, dove la prudenza deve essere massima, ma si tratta di eccezioni. E poi, ce la farà il campione del mondo a riconfermarsi per la terza volta consecutiva ? Nutro parecchi dubbi, semplicemente perché non può e non deve, sarebbe l’assassino della Superbike e questo glielo impediranno in ogni modo. Ducati non vince dal 2011, quando a trionfare furono Carlos Checa e il team Althea; mai nella storia c’è stato digiuno più lungo per la casa italiana. Kawasaki vanta nel suo palmarés 4 titoli mondiali, di cui tre vinti dal 2013 a oggi.

Se guardiamo il finale 2016, Chaz Davies dovrebbe essere il favorito, ha vinto 7 delle otto manches disputate. Non ha più sbagliato, non è più caduto, è cresciuto più lui della moto, è cresciuto più lui di Rea, che da sempre è fenomenale, ma non ci ha dato modo di vedere “cose belle” di lui che già non si conoscessero, ma, anzi, abbiamo potuto constatare a volte la tensione, l’irrequietezza, l’irritabilità che in altri momenti non trapelavano. Potrà migliorarsi ancora Chaz ? Non è da escludere, soprattutto quando è l’ambiente del team a dare l’aiuto più grosso, con la fiducia e la serenità. Melandri vincerà delle gare, ne sono convinto, ma troverà il suo 100% probabilmente da Imola, perché il rodaggio ci vuole per uno che non corre da quasi due anni, anche se già in Australia potrebbe sorprendere: è una pista scorrevole e chi ha la moto già a posto gioca in vantaggio. Punto di domanda per Aprilia: quest’anno pare abbia omologato la configurazione della RSV che vinceva con Biaggi, con l’attacco del motore più in alto rispetto allo scorso anno, e ci sarebbe poi la novità del serbatoio della benzina (quello vero, cioè il contenitore) spostato indietro. Laverty dovrà riprendere le misure con l’Aprilia SBK e Savadori coi nuovi membri del team, per abituarsi a un nuovo metodo di lavoro. Interrogativi su BMW, Honda e Yamaha, cioè su quelle moto che hanno più margine di crescita rispetto a tutte le altre e dove c’è grande aspettativa su Bradl, anche se negli anni ho imparato che i fenomeni vincono con le moto fenomenali. Rimango convinto che ci saranno occasioni dove Camier con la MV Agusta, ma anche Badovini, Russo e De Angelis, pur con moto private, regaleranno titoli da prima pagina. Finalmente è tornata la Superbike, quella vera, quella che non sai mai cosa succede.

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