LA SUPERSPORT 300 E’ PERICOLOSA, CI VUOLE PIU’ DISCIPLINA

Il brutto incidente nella Stock 1000 ha fatto riflettere. Quelle immagini del pilota a terra, immobile e privo di coscienza, hanno ucciso l’euforia di chi stava guardando la corsa per il piacere dello spettacolo. Marvin Fritz, 24 anni compiuti il 10 aprile, è in prognosi riservata. E’ un pilota esperto, campione in carica della Superbike tedesca e numero uno della 600 nel 2014 sempre in Germania. La scivolata poteva non avere alcuna conseguenza, ma le varianti hanno sempre la doppia faccia: da una parte rallentano la velocità della corsa, dall’altra, se cadi nel momento sbagliato, finisci fra i cordoli per poi rientrare in pista mentre sopraggiungono le altre moto; bisogna solo pregare di non essere investiti. Quando l’agonismo è alto e ci sono tanti piloti, il rischio di cadere e farsi male cresce. Ora: il povero Fritz non ha colpe, come non ce l’ha chi probabilmente l’ha investito, lo definiremmo quindi una sfortunato incidente di gara, ma la domanda è: si può fare qualcosa per ridurre i pericoli soprattutto fra le classi dedicate ai più giovani ? Secondo Tati Mercado, campione in carica della Stock 1000, “Sono troppi i piloti in pista e fra il primo e l’ultimo ci sono anche 5-6 secondi di differenza nel tempo sul giro. Vuol dire che ci sono punti della pista in cui trovi degli ostacoli. L’anno scorso a Imola sono scivolato per evitare il contatto con un pilota più lento, ma purtroppo ho coinvolto anche lui nella caduta”. Forse in griglia di partenza basterebbero 20-25 piloti, anziché 36-38, con una differenza di prestazioni minori fra il primo e l’ultimo. Un po’ come la Superbike.

A preoccuparmi davvero sono però i ragazzini della Supersport 300, tutti fra i 15 e i 20 anni. Corrono su piste eccessivamente più veloci rispetto alle prestazioni delle loro moto. Ad Assen percorrevano due terzi del giro a gas pieno, significa poca selezione e andare forte tutti. Chi non è abituato a stare davanti, perde spesso il controllo emotivo e può diventare pericoloso per gli altri con manovre istintive, senza la lucidità di chi sa cosa sta facendo. Le piste devono selezionare di più, oppure le moto devono andare più forte, perché aumenti il gap fra i gradi di esperienza e la velocità dei piloti. Per chi guarda le corse alla TV è uno spettacolo così com’è, ma questi ragazzini dotati della classica ”incoscienza” adolescenziale che li spinge ad andare oltre i limiti, vanno tutelati. Se n’è lamentato anche il vincitore Scott Deroue, 22 anni, più grande ed esperto degli altri: la gara dei piloti davanti era fuori controllo con dodici protagonisti che si passavano il comando in modo turbolento. La direzione di gara dovrebbe essere severissima e punire le manovre pericolose, è d’accordo anche Roby Rolfo che ha commentato la gara con me. Il sabato hanno tolto un giro veloce a Johnny Rea perché era passato oltre il cordolo, mettendo le ruote sull’area verde di cemento. Bene: alcuni piloti della 300, come Sanchez, erano costantemente oltre i confini. Vanno puniti con sanzioni gravi, ma non solo per il rispetto del regolamento sportivo, ma per tutelare la loro incolumità. Tagli le curve “nel verde” ? Penalità di 10 secondi. Non so, invento io, però magari serve a dare una regolata. Potrebbero essere tutti miei figli, ed è d’accordo anche l’amico ed ex pilota Giuliano Rovelli, che in questa categoria ce li ha per davvero due ragazzini alla prima esperienza mondiale. Disciplina e pugno duro, questo deve mettere in campo chi gestisce il campionato. Perché c’è modo e modo di fare le corse, che già sono pericolose di loro, ma l’ultima cosa che vorremmo è vedere piangere una coppia di genitori disperati come i signori Fritz. Perché il margine per intervenire c’è.

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