LA VITTORIA DI MELANDRI VALE DI PIÙ

La vittoria di Melandri è arrivata al momento giusto, in una delle gare più difficili da gestire. È stata una corsa ad eliminazione, con soli 12 piloti giunti al traguardo e un sacco di cadute dovute a condizioni estreme di asfalto e temperature. Pensavo avesse bisogno ancora di qualche gara per trovare il suo 110%, cioè quell’extra feeling che consente di provare a combattere con le Kawasaki anche quando la superiorità è evidente. Non ci ho creduto fino alla bandiera a scacchi, perché l’impresa era grande e impossibile, con quel Rea alle spalle, a 1 secondo e mezzo che sembrava niente. Invece eccolo qui il #33, a guidare con freddezza e precisione, con la testa di chi è maturo per interpretare al meglio il campionato. Una testa complementare a quella dello sfortunato Davies, costretto sempre a strafare per provare a vincere, con tutti i rischi del caso; Marco sa leggere il limite suo e della situazione che vive, preferisce la concretezza ai jolly, puntando a terminare le gare per accumulare esperienza con una moto mai guidata prima.

 

In sette round è sul gradino più alto del podio a ribadire che lui c’è,  che la Ducati è buona anche per piloti dagli stili opposti e per valorizzare il lavoro di una squadra che, fino all’anno scorso, godeva solo a metà,  perché, quella vittoria con un pilota che non fosse Chaz, sembrava impossibile e irragiungibile. Modestia, umiltà, autocritica e gioco di squadra: questo è il nuovo Melandri, che piace agli appassionati, che festeggia il trionfo con moderazione e nel rispetto del suo compagno di squadra, a cui augura di rientrare presto, perché vincere senza di lui non dá la stessa soddisfazione e chissà come sarebbe andata nel corpo a corpo. Ecco, forse questo è l’ultimo passo che Melandri dovrà compiere per il completamento del matrimonio Ducati, ma credo che ci vorrà tempo; Davies guida la Panigale da quattro stagioni, lui e la moto sono cresciuti praticamente insieme, conosce ogni minima reazione. Dati alla mano, Marco è molto più vicino a Chaz di quanto facciano percepire le gare: 3 vittorie contro 1, 8 podi contro 7 e soli 22 punti di distacco. Ducati ha la coppia di piloti più forte del mondiale, ora serve solo una Panigale più versatile, capace di andare forte in modo costante senza che i piloti debbano correre con quell’extra motivazione che solo una gara di casa ti dá. Bentornato al “tuo posto”, Marco; giù il cappello al box di Aligi Deganello & C.

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