DOVI E ROSSI FAVORITI, E’ IL MONDIALE DI CHI SBAGLIA MENO

Con quattro piloti in 11 punti nella classifica mondiale è presto e difficile identificare il più forte, ma, ad occhio, vincerà chi sbaglierà meno e mostrerà costanza. Negli 8 GP fin qui disputati solo Dovizioso e Rossi sono riusciti a guidare limitando gli errori; per gli altri è un andamento “up and down”, con Vinales e Marquez che, sulla carta, sono anche più temibili degli italiani, ma concretizzano meno. Gli spagnoli corrono col talento e la spregiudicatezza dell’età giovanile, i nostri usano la maturità per leggere le gare e sono in grado di accontentarsi. Perché c’è sempre quel fenomeno della “caduta senza spiegazione” che, un po’ a sorteggio, colpisce anche i migliori. Colpa di chi e di cosa, non si sa, ma è un dato di fatto. La sensibilità di percepire in anticipo che la moto non offre il 100%, è caratteristica comune ai piloti, ma avere il coraggio di fidarsi di sé stessi per non andare oltre il limite suggerito dall’istinto, richiede una bella dose di lucidità e di sicurezza nella propria testa, e può salvare dagli errori. Ecco dunque che l’esperienza conta eccome, tanto che i 38 anni di Valentino sono senza dubbio una risorsa quando l’età non penalizza gli altri valori richiesti per correre a questo livello. Lui è la dimostrazione che nello sport, come nella vita, tutto è possibile.

Per Andrea Dovizioso questa è la stagione che meglio valorizza le sue caratteristiche di pilota razionale e veloce. Se nessuno, come dimostrato al momento, sarà in grado di imporre la propria supremazia da qui in avanti, sarà lui uno dei reali favoriti di questo mondiale. E’ la formichina che porta a casa sempre il risultato, dalla vittoria a un più misero bottino di punti, ma di certo non spreca mai una corsa per eccessi di potere. Anzi: dovrà crederci sempre di più, gara dopo gara, e lo schiacciante confronto con Jorge Lorenzo dovrà alimentare la fiducia e la carica che gli occorrono perché la prudenza non diventi eccessiva nel momento più delicato della stagione. E’ il suo decimo campionato in MotoGP, nel 2011 con la Honda ha concluso in terza posizione, ma oggi può fare di meglio. E’ il suo momento e, osservando le statistiche, viene difficile pensare che in futuro possa ripresentarsi un inizio di campionato perfetto come questo 2017. Anche se, nel motociclismo, niente è scientifico e si diceva così anche di Rossi dopo quel finale del 2015 che dava l’addio al decimo mondiale… Oggi eccolo qui a 7 punti dalla Ducati #04. E’ la loro stagione, di Dovi e di Rossi, è l’anno della ribalta di chi va forte e non ha più tempo di aspettare.

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