SUZUKI-IANNONE, COPPIA FLOP DELLA MOTOGP

In un campionato condizionato dall’instabilità delle gomme, pensavo che prima o poi anche loro avrebbero “bucato” la classifica. Invece stiamo assistendo al peggior fallimento della coppia Suzuki-Iannone, uno dei matrimoni più difficili della MotoGP. Andrea mi ha sempre dato l’idea di essere un pilota che, anche se lo metti su una moto che non funziona, la gara buona in una stagione te la tira fuori. E’ sempre stato veloce, generoso, “ignorante”, come si dice in gergo: sputa l’anima, ma il garone te lo fa, a costo di esagerare e di sbagliare. Se c’è un aspetto criticabile di lui è infatti proprio questo: la propensione ad andare oltre le sue possibilità, che significa però cercare il limite ad ogni occasione, senza accontentarsi. Col GP di Germania siamo esattamente a metà campionato e ad oggi ha solo 4 gare concluse a punti, che sono 28 in tutto, con un 7° posto come miglior risultato. Il suo stile con la “blu” non rende. Nelle qualifiche del Sachsenring gli sarebbero bastati 8 decimi per passare dalla fila numero 6 al pole position. Un distacco importante nelle corse, ma che è nulla se tutto parte dalla testa di un essere umano. Basta una distrazione nella vita privata, l’aria impura nel team, o la demotivazione per una moto che non ti piace, ed ecco che quei 3-4-5 decimi finiscono per appesantire il cronometro senza che te ne rendi conto.

Mi piacerebbe rivedere Vinales su quella moto per verificare dove sta il problema: al debutto con la Suzuki nel 2015, che poi era anche il suo esordio in MotoGP, ottenne 58 punti nelle prime nove gare, cioè 30 più di Andrea, con soli due zeri in tutto un anno, contro i cinque dell’italiano raggiunti già oggi; una violenta disparità. L’anno scorso Maverick finì il mondiale in quarta posizione, con tre podi e una vittoria, valorizzando la progressione del lavoro di due anni della Suzuki. Iannone era abituato alla Ducati e alla sua guida di forza da ben quattro stagioni, oggi è tutt’altro pilota e contro di lui si è scagliato pubblicamente anche Kevin Shwantz, che l’ha invitato a guidare il go kart se non vuole rischiare in MotoGP. Pur essendo il #34 mio grande idolo, sento di non condividere le sue parole. Meno ancora però apprezzo il sarcasmo di Iannone, intervenuto sui social “a tono” per rispondere a Kevin più con voce da ragazzo che da uomo, con una superbia che non piace a nessuno. Soprattutto perché, a bacchettarlo, è un campione e fuoriclasse come Kevin, che ha deciso di sposare la Suzuki a vita per amore, come Francesco Totti con la Roma; uno che il rispetto lo meriterebbe a prescindere. Se Andrea sarà disposto a un ridimensionamento personale, riavremo anche il suo talento.

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