TRA TUTTE SCELGO L’APRILIA TUONO FACTORY

“Qual è la moto più bella che hai provato ?” E’ la domanda più frequente che ricevo da voi, soprattutto dopo il giro di pista con le Superbike. Ogni volta è un’opportunità meravigliosa per un motociclista come me che ama la pista e le moto sportive. Aprilia, Ducati, Honda, Kawasaki, MV Agusta, Suzuki e Yamaha: le conosco quasi tutte, diciamo il 95%, sia delle moto stradali che quelle da corsa. Le ho usate da amatore, certo, ma un’idea me la sono fatta e nella mia testa è chiaro: per quanto facili ed entusiasmanti, vanno troppo forte per avere il pieno controllo della guida, con tutte le complicazioni di un’elettronica che costringe a ragionare durante i giri di pista per modificare il setting nel momento opportuno. La vita dei piloti non è dura come quella dell’epoca del 2 tempi, ma hanno anche oggi un bel da fare… Ecco perché la miglior moto, quella che mi ha impegnato meno nel mio giro di pista offrendo comunque l’emozione della potenza, è stata l’Aprilia Tuono 1100 Factory provata a Misano. Con lei è stato anche più facile commentare le emozioni in diretta col microfono nel casco, a 250 all’ora. Che non è proprio una cosuccia da niente… In realtà poi ho continuato a guidarla anche in altre condizioni, strada compresa. Motore e cambio sono gli elementi che mi hanno entusiasmato e che mi sogno di notte. Il V4 ha una progressione che non potete immaginare, ai bassi tira come un bicilindrico, ma senza quella caratteristica di “strappare” come il twin; in alto frulla come un 4 cilindri di normale concezione e urla come un lupo. La naked emanazione della SBK oggi è il miglior compromesso tra prestazione e facilità di guida.

Cosa volete che dica: le mille sportive sono fantastiche, ma pensare al loro limite viene la pelle d’oca; non riesco a guidarle rilassato, sono sul chi va là in attesa di capire le intenzioni della moto. Con la Tuono viene tutto facile, anche andare forte. Che però, su strada, vuole anche dire vivere un mondo che si muove molto più piano di te in sella all’”apriliona”. Ritocco due tarature e ho la moto perfetta: mappatura Sport, ABS livello 1, che agisce solo sulla ruota anteriore in casi estremi; controllo di trazione e anti impennamento a zero. La libidine è sentirla sollevarsi anche in terza marcia e tenerla su. La musica del grosso scarico ha una voce piena, ma che mi piacerebbe sentire amplificata da un bel “esseci”, con un terminale più libero dell’originale. Il cambio elettronico, capace di scalare da solo in scalata con il colpetto di gas, mi fa impazzire, ma funziona bene se il motore gira allegro, altrimenti è meno canterino.

foto by Iridefoto -

foto by Iridefoto 

L’ho provata anche in un circuito stretto come Castelletto di Branduzzo, una pista da mondiale Supermotard per intenderci: la Tuono è un gatto veloce nelle curve da prima, come quelle da sesta marcia a Misano. Per l’uso misto strada/pista le ho montato due Dunlop Sport Smart 2 Max che hanno durata e grip. Ovviamente non sono pneumatici da “tempo sul giro”, quindi telaio e ciclistica possono offrire di più con gomme racing, ma portarle al limite mi pare già un giochino sfizioso. Sono passati quindici anni da quando corsi e vinsi in sella alla prima Tuono, ma le sensazioni sono rimaste le stesse: offre sempre il giusto feeling per potersi definire una moto umana e godibile in tutte le condizioni. Persino mio padre, a 76 anni, si è divertito a portarla a spasso senza la paura di mettersela in testa, facendolo sentire bravo come trent’anni fa. La Tuono è così: con lei ti senti sempre un fuoriclasse, chiunque tu sia.

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