LE LINEE GIUSTE PER UN GIRO VELOCE AL MUGELLO

Bello vedere le piste affollate di amatori: uno guarda le gare in TV e poi gli sale la voglia di girare in pista, è così per tutti. Questo week end sono stato al Mugello ospite del Silkolene Riding Day e ho incontrato circa 450 “smanettoni”. In tutto saranno stati cinque o sei quelli capaci di abbassare il loro tempo sul giro sotto ai 2 minuti, un altro 30% girava entro il 2 e 10″, poi gli altri salivano coi tempi. Ecco perché nel box dove era presente Lorenzo Lanzi a spiegare il “giro perfetto”, c’era interesse e curiosità. Oggi è un pilota del campionato italiano SBK, ma ha alle spalle una carriera mondiale e qui, sulla pista toscana, è uno di quelli che gira vicino all’1 e 50″; consigli da dare quindi ne ha davvero tanti. Provo a riassumervi le cose importanti, utili magari a chi al Mugello andrà a girarci nelle vacanze di agosto. Sul rettilineo, prima della salita, si passa sopra alle strisce verniciate, quelle immediatamente dopo il muretto dei box, per tagliare lo scollino puntando a sinistra per il punto di frenata; con la moto leggermente piegata si va a smorzare la tendenza all’impennamento, perché con un mille si superano i 300 all’ora, ma si alza ugualmente !

Staccata ai 200 metri e la prima curva, la San Donato, si fa in seconda marcia. Lanzi usa rapporti lunghissimi, la sesta della sua BMW Superbike la appoggia appena, per avere poi le marce giuste nelle curve. Entra molto largo per guadagnare il punto di corda verso l’uscita, a moto già dritta e gas in mano. E’ una tecnica sicuramente più difficile per un amatore, perché meno istintiva. Ci sono poi le due “esse” in successione: si sacrifica l’ingresso, stando incollati al cordolo di sinistra, per cambiare poi direzione aiutandosi col gas, accelerando; è importante per essere più rapidi nel cambio sinistra-destra. Alla Casanova, in discesa, si frena a moto dritta, si entra di terza col regime del motore morbido e si pennella la linea senza oltrepassare l’asse centrale della pista per impostare correttamente il cambio di direzione; anche la Savelli si percorre stando incollati al cordolo, senza allargare, per preparare l’accelerazione verso l’Arrabbiata 1. E’ un piegone lungo, ma la più difficile è l’Arrabbiata 2, in salita e con l’uscita cieca. Se azzecchi questo tratto fai il tempone. Un’altra “esse” da seconda, e poi arriviamo al Correntaio, un tornantone a destra e in pendenza che Lanzi imbocca larghissimo per chiudere il cordolo in uscita, a moto dritta. Si appoggia subito la terza senza tirare la seconda e si anticipa l’ingresso della variante, quella Biondetti mostruosamente veloce. L’accelerazione richiede la moto piuttosto dritta, perché l’asfalto è rovinato. E infine la Bucine, l’ultima curva a sinistra in discesa. Lanzi sta a tre metri dalla corda e chiude a tre quarti di percorrenza, infilando la terza appena raggiunge il cordolo esterno. Le traiettorie sono però anche frutto della velocità con cui si affronta la curva e non dimenticatevi: al Mugello si guida puliti, senza “impiccarsi”; sarete più veloci, rischiando di meno.

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