5 GARE PER IL MONDIALE: CONTERA’ PIU’ LA TESTA DELLA MOTO

A Misano é venuto fuori il Marquez dei 5 mondiali, capace di fare la differenza più con la testa che con la moto. Basta vedere le posizioni delle altre Honda per apprezzare il suo talento. Solo contro tutti, Ducati in primis. Perché, a sei gare dalla fine del campionato, una parte del tifo italiano si aspettava che Lorenzo, Petrucci e Pirro potessero dare una mano a Dovizioso già a Misano. Certo, il potenziale Ducati era superiore, lo si è visto con l’arrivo di massa delle “rosse”nelle prime posizioni. Ma il discorso è sempre quello: il motociclismo è uno sport individuale, è forse più giusto parlare di aiuti all’ultima gara, al massimo alla penultima. Dovizioso vogliamo ritenerlo all’altezza di un mondiale e se lo deve prendere con le unghie come sta facendo Marc. D’ora in avanti vedremo se Andrea sarà maturato anche per affrontare l’ultima parte del percorso. La classifica mondiale li vede a pari punti, e siamo a meno cinque dall’ultima tappa: il campionato inizia da qui. Sarà una fase difficilissima e non basta avere una Ducati per vincere; si correrà a Motegi, in casa Honda, e vi saranno due tappe in Spagna tra i tifosi del #93.

Misano me la sono goduta dalla tribuna B, zona Carro, e spero che la gara non sia il preludio di ciò che vedremo in futuro: un Dovi prudente e attento per combattere un campionato in bilico, contro un Marquez feroce che non si arrende contro ai rischi di una corsa difficile e fischiata dalle tribune. E’ un piccolo Rambo che solo la sfortuna può fermare: questa è la sensazione che ho. Con Misano bagnata giungere al traguardo è un terno al lotto. Marc ha una fame spaventosa di successi, il sorriso che si disegna sul suo volto sfilando il casco, maschera la rabbia che si porta a dietro quando guida. Ha una personalità fortissima che annienta, i suoi sorpassi costringono spesso all’arresa. Come è successo a Petrucci: bastonato e messo da parte, con 1 secondo abbondante rifilato all’ultimo giro. Nessuno è “cane” più di lui, e sia chiaro: lo dico esaltando la sua cattiveria agonistica; un lupo con la rabbia, i canini fuori e la schiuma alla bocca. A chi non farebbe paura uno così. Ad Aragon sogno un Dovizioso “attaccante” e fuori misura: se vuole battere Marquez, deve iniziare a prendersi dei rischi e giocare come lui, con prepotenza e cattiveria, anche a costo di sbagliare. Perché adesso entriamo nella fase delicata e preferita dal pluricampione, gli avversari dunque devono iniziare a temere la scritta Dovi sul fondoschiena della tuta, psicologicamente sarà importante. Dopodichè, vinca davvero il migliore.

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