LA HONDA “TRUCCATA” COME IL DADO DI MARQUEZ

Cade e poi la riprende: é impressionante vedere come si salva dalla scivolata Marc Marquez. Il dado gigante utilizzato per festeggiare il mondiale è realizzato perché, lanciandolo in aria e poggiando a terra, mostri sempre la faccia del numero 6, cioè il numero dei titoli vinti. E’ un dado “truccato” nel posizionamento dei pesi che offre la stessa magia che ha lo spagnolo nel cadere… senza cadere. Lo fa così spesso che non è più possibile parlare solo di fortuna, occorrono per forza altre componenti che probabilmente sono in dote a moto e pilota. La guida della RC213V è diversa da tutte: quando Marquez e Pedrosa puntano il gas in uscita di curva, controbilanciano col corpo verso l’interno e contemporaneamente la Honda si mette dritta. E’ la MotoGP più veloce a rialzarsi, torna su come una molla; questo è il suo punto di forza. Penso sia dovuto a un insieme di cose: la geometria del telaio, il posizionamento del motore, insieme all’angolo del tiro catena e alla distribuzione delle masse. Marquez è poi così creativo da non lasciare nulla al caso e da quella propensione a cadere avrà trovato l’opportunità di riconoscere l’equilibrio quando la moto sembra persa.

Le immagini di queste cadute da cui si salva sono sempre uguali: perde l’anteriore, punta il ginocchio sull’asfalto e apre la gamba facendo da perno; sposta il busto e la testa ancora più verso il basso e tiene aperto il gomito come un “cavalletto”. A un certo punto, tac: la moto viene su, come quando dai gas al modellino telecomandato per farlo rialzare per riprendere la marcia. Se ci pensiamo, e se vi è mai capitato di cadere sul davanti, la dinamica per noi è opposta alla sua: tentiamo di raddrizzarci sulla moto per un recupero che non c’è, togliamo quindi la mano dal manubrio interno per cercare protezione nell’impatto con l’asfalto, chiudendo il ginocchio verso la moto per evitare traumi più gravi. Noi abbiamo paura e istinto, lui ha controllo e lucidità. In tanti anni di motociclismo non ho mai visto riguadagnare l’equilibrio così, anche se in questa foto di 30 anni fa Kevin Schwantz gli è andato vicino: la Suzuki 500 lascia la riga nera di gomma per terra, il texano è praticamente sdraiato sull’asfalto e poi ? Solo un miracolo può averlo salvato, perché chi va in moto sa quanto sia impossibile recuperare l’anteriore che parte. E a Marquez è successo anche questo per 27 volte in una stagione. Tanto sbaglia, quanto vince.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on Google+Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *