LA SBK BATTE LA MOTOGP, MA NON E’ NORMALE

Nei test di Jerez hanno girato insieme Superbike e MotoGP. Mancavano Honda e Yamaha, mentre Ducati ha girato i primi due giorni e non il terzo, quello in cui Jonathan Rea ha dominato. La notizia è che lui guida una Kawasaki derivata dalla serie che puoi “truccare” quanto ti pare, ma non sarà mai come un prototipo. Anzi, col nuovo regolamento il motore ha perso 1.400 giri di allungo, quindi si parla di una dozzina di cavalli meno rispetto alla Ninja campione del mondo. Ma sapete dov’è il bello ? Che Rea ha girato il primo giorno, ha poi preso il volo per Londra, destinazione Buckingham Palace, dove lo aspettava il Principe William per la consegna di un riconoscimento speciale; è tornato a Jerez per il terzo giorno e ha stampato l’incredibile tempo di 1’37”986 mettendo dietro Iannone, Espargaro, Rins, Petrucci, Redding, Miller. Il giorno prima Dovizioso aveva ottenuto il record segnando 3 decimi meglio, mentre Lorenzo aveva fatto esattamente come Rea. Mettiamoci in testa che la Kawasaki SBK è meno esclusiva di una MotoGP, come lo sono anche le Pirelli, acquistabili dai gommisti da chiunque di noi, mentre le Michelin si vedono solo in televisione. Il rapporto costo fra SBK e MotoGP è almeno di 1:10, se è vero perciò che da una parte c’è tutto il meglio del motociclismo, Rea avrebbe dovuto prendersi 1 secondo…dall’ultima delle MotoGP !

Insomma, lui là davanti non dovrebbe starci nemmeno per sbaglio. Invece no, emerge che le SBK sono meno sfigate di quel che uno possa immaginare, mentre le MotoGP sono pompate più del loro reale potenziale; é il cronometro a dirlo e lui non bara. Le mille sportive di serie hanno raggiunto un livello di prestazioni che non si è mai visto nella storia, oggi sono moto perfette, gli investimenti milionari e la tecnologia hanno ridotto il gap che vi era una volta coi progetti nati dal reparto corse e i prototipi hanno rallentato parecchio la loro crescita, compiendo spesso due passi indietro e uno in avanti. Mediaticamente la MotoGP resta la classe numero uno, è indiscutibile, ma forse il merito è di una meravigliosa confezione colorata e luccicante che punta tutto su quei 4-5 piloti fenomeni come lo è Rea da solo in SBK; gli altri quindici della griglia di partenza potrebbero interscambiarsi e lo scenario non verrebbe stravolto ai fini del titolo di copertina. Nel 2018 finirà che Rea vincerà ancora e cara grazia che il regolamento delle derivate spinge sempre di più verso limiti restrittivi, perché se oggi Rea guidasse una Kawa con la libertà che aveva la Superbike poco tempo fa, sarebbe mezzo secondo più veloce di tutti. E, almeno qui a Jerez, avrebbe fatto ciao all’intera MotoGP !

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