SBK, ULTIMO ANNO A MEDIASET E FINE DI UN CICLO. ECCO CHI HA PORTATO LE GARE IN TV

Quest’anno sarà per Mediaset la diciassettesima stagione di gare e anche l’ultima sulla carta. E’ passato tanto tempo dal debutto su Italia 1 del Motomondiale quando, nel 2002, commentavano Guido Meda e Loris Reggiani. Quasi vent’anni di avvicendamenti, di divertimento e di passione, con la Superbike arrivata nel 2013. Fra entranti e uscenti dal team di lavoro, c’è chi non si è mai mosso e riveste il ruolo aziendale più strategico del gruppo. Si chiama Fabio Pravettoni, è responsabile della struttura produttiva, tratta i budget e si interfaccia con Dorna. Un uomo televisivamente “invisibile”, ma nella posizione chiave: ha la personalità vulcanica, macina idee, costruisce progetti e si definisce prima di tutto appassionato motociclista; è il perfetto traduttore di sogni per la tivù. Guida una KTM 1190 con grande euforia, salvo poi rimettere la testa sul lavoro consapevole e dispiaciuto che il lungo ciclo delle moto su Italia 1 potrebbe terminare per sempre. “Potrebbe, ma speriamo di no”, è la risposta di Pravettoni. Le difficoltà con Dorna però ci sono… “Ho avuto la fortuna di collaborare con persone straordinarie, oggi amiche, come Carmelo Ezpeleta, Manel Arrojo, Giovanni Pipia, Sergi Sendra. Sono complici dei grandi risultati ottenuti dalla nostra azienda, autori di un lavoro concreto e dotati della sensibilità adeguata per capire come muoversi tra due grandi macchine come Dorna e Mediaset. I miei interlocutori, passando in Superbike, sono cambiati e ho incontrato maggiori difficoltà a valorizzare un prodotto che abbiamo tentato di rianimare. Sul piano della collaborazione abbiamo sicuramente sofferto”.

Qual è la vittoria professionale più importante, tua e della televisione ? “Sicuramente l’aver portato nel cuore del paddock lo studio per le dirette, ma anche aver progressivamente aumentato il numero degli operatori sul campo. Irripetibile sarà il reality con Max Biaggi, quando ha corso da wild card a Misano e a Sepang; c’erano telecamere ovunque. Siamo stati primi nella storia ad averlo fatto e chiunque altro potrà solo imitarci per arrivare dopo di noi”. E continua: “La più grande delusione ? Aver perso la MotoGP”. A proposito: è vero che avete provato ad acquistare i diritti del 2019 ? “Noi ci proviamo sempre”. Anche perché i record di ascolti una volta erano spaventosi… “Abbiamo provato a superare gli 8 milioni, con gare in passaggio unico e senza repliche”. Pensi che Mediaset abbia trattato la Superbike da serie B ? “No, nel modo più assoluto. Abbiamo messo in campo tutte le nostre forze proprio per valorizzare un prodotto che aveva bisogno di sostegno. Abbiamo investito e creduto fino alla fine”. Ancora un anno di messa in onda, fatta come ? “Nel solito format, squadra che vince non si cambia, con la SBK in onda su Italia 1”. Tu ce l’hai un dream team, cioè un gruppo di lavoro perfetto ? “I tecnici e l’intera produzione, presenti nel paddock in questi anni, li riprenderei tutti, ma tutti davvero. E intoccabile rimane Andrea Cavalli, produttore senza il quale anche il mio lavoro perderebbe di consistenza. I migliori giornalisti sono passati da noi in 17 stagioni e molti li abbiamo ancora, ma ci sono un paio di nomi, oggi alla concorrenza, con cui rafforzerei la struttura”. Oggi però Fabio Pravettoni è coinvolto in un’altra scommessa che si chiama Formula E. “Credo molto in questo prodotto, anche se è giovanissimo, ha bisogno di fiducia e va lasciato crescere”. Dai Fabio, dicci la verità: è più divertente girare su un’auto elettrica o su una moto che suona a 120 decibel ? “Ah, ah ! Il motorsport è meraviglioso in tutte le sue intonazioni”. E’ la bugia bianca di chi ha voluto le moto in tivù per questo meraviglioso e lungo lasso di tempo.

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