LORENZO ALLO SPECCHIO: NUOVA POSIZIONE IN SELLA

A colpo d’occhio è un altro Lorenzo. L’averlo visto in sella sempre in un certo modo, permette di notare alcune differenze. Ducati è cambiata e a Sepang con Jorge ha stampato un tempone straordinario. Ho analizzato un po’ di foto e pubblico qui le più rappresentative. Immagini simili, ma non uguali, che evidenziano una serie di dettagli che possiamo commentare con la dovuta cautela, essendo tante le variabili in gioco. Da una parte le due Ducati: quella del 2017 (sotto) e quella dei test 2018 (sopra); dall’altra ancora la Ducati 2018, ma a confronto con la Yamaha, con cui Lorenzo ha corso 9 stagioni. Parto dalla posizione della gamba interna alla curva: sulla GP18 sembra quasi completamente appoggiata all’asfalto, dal ginocchio alla punta dello stivale. Una piega pazzesca che sembra affrontare con fluidità e senza sforzo, se confrontata con la guida più contratta dell’altra foto. Sulla GP17 e sulla Yamaha, il ginocchio è più piegato e forse si può parlare di un diverso posizionamento delle nuove pedane: oggi sembrano più in avanti e più basse.

Jorge Lorenzo: in alto sulla Ducati GP18, in basso sull’ultima Yamaha guidata nel 2016.

La mano sinistra, quella della frizione, ha sempre la stessa caratteristica: non c’è presa totale sulla manopola e le dita sono aperte e tese; sulla GP18 hanno una posizione più naturale. Il perché lo ricondurrei soprattutto alla posizione del busto: sulla GP17, Jorge sembra accentuare lo spostamento delle spalle verso l’interno della curva, allontanandosi dalla moto e aumentando la tensione del braccio sinistro; sulla GP18 l’asse centrale del pilota sembra parallelo a quello della moto, cioè sedere e spalle sono in linea, e potrebbe essere seduto più vicino al manubrio. Tradotto significa fare meno sforzo per curvare e non dover “tirare dentro” la moto al punto di corda. E’ lo stesso campione maiorchino a confermare pubblicamente che questa Ducati è fatta per lui, definendola “un capolavoro”. Un pilota con 5 mondiali e protagonista uscente di una stagione a tratti discussa, se si sbilancia c’è un perché: o è un pazzo che si rimangerà tutto alla prossima occasione, oppure sa meglio degli altri cosa aspettarsi da questa Ducati. Se torna a piegare “orecchie a terra” e a far correre la moto in curva, come piace a lui, sarà probabilmente come guidare una Yamaha con un bombardone sotto alle chiappe: meno fatica e tanta resa.

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