PERCHE’ LA DUCATI DI MELANDRI SI MUOVE IN RETTILINEO ?

Le lunghe oscillazioni in accelerazione della Ducati penalizzano Melandri. Da cosa sono provocate ? Quegli scuotimenti sul rettilineo sono un problema dalla scorsa stagione. Su alcune piste è più accentuato e non sembra esserci soluzione. Chiunque di noi sia andato in pista, una “frustata” al manubrio l’ha presa, vi è mai capitato ? Significa restare aggrappati al manubrio con l’istinto di sopravvivenza e paura di perdere il controllo. Ogni sbacchettata può avere origini diverse, nel mio album degli spaventi c’è un vecchio ricordo con la Suzuki 1000 e un problema “alla Melandri”: interminabili oscillazioni, assetto e gomme che litigavano; il pneumatico posteriore centrifugava, aumentando di diametro, e bastava un niente per innescare il movimento ballerino con la moto che teneva tutta la pista. A Misano, con l’aiuto di Andreani, trovammo 2 secondi e mezzo al giro di differenza tra una moto “ferma” e una capricciosa. Ed è qui il punto: cosa potrebbe fare Marco se avesse una Ducati più stabile ? Guadagnerebbe qualche decimo ?

Guardate la sua moto: fa effetto quella ruota posteriore così lontana dal posizionamento in sella del pilota. Osservate la Kawasaki: Rea è seduto quasi ad altezza perno ruota. Inciderà ? Con pochi millimetri di regolazioni si stravolge l’assetto di una moto da corsa, figurarsi quando ci sono in ballo i centimetri. Il forcellone lungo della rossa allontana la ruota come sui dragster. E’ normale pensare che un pilota così leggero (circa 15-17 kg meno di Davies) faccia più fatica a caricare il posteriore. Ai tempi di Aprilia la sua moto si muoveva parecchio, è vero, ma i problemi derivavano dall’assetto: passando da una molla dura dell’ammortizzatore a una molto tenera, alla gara di Sepang svoltò. In Ducati avranno sondato ogni strada, dal mono più morbido, a un’avancorsa più aperta, a un’impostazione in sella più caricata dietro. Il problema lo definirei di “incompatibilità di misure” pilota-moto. Le tremende oscillazioni giungono dal retrotreno ripercuotendosi sul davanti e dal momento che si percepiscono persino dalla televisione, significa che il fenomeno ha una dimensione preoccupante per il pilota. Guidare così sfinisce fisico e mente, ma a quanto pare non vi è soluzione: o il peso di Melandri inizierà a caricare correttamente la ruota posteriore, oppure galleggerà leggero, destinato a convivere con le oscillazioni della Panigale, senza essere mai al 100%.

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