GARE COSI’ FACEVANO ESPLODERE LE TRIBUNE

La Superbike degli ultimi tempi è maltrattata e presa di mira, a volte la si giudica per inerzia, ricalcando una strada di opinioni negative ben solcata che porta a facili critiche e alla nostalgia di una volta. Oggi è iniziata un’altra storia e un team “privato” come quello di Barni si gioca il podio e sfiora la vittoria. Tutto ciò è un segnale importante. E’ vero, è presto per tirare le somme, ma la prima scossa c’è stata: distacchi dimezzati dall’anno scorso, la Honda con Camier subito protagonista e lo è stata pure MV nel corso delle prove, dove si è vista anche un pochino di Aprilia. I segnali di una vivacità ritrovata e del livellamento delle prestazioni sono evidenti e la percezione ce l’hanno anche i team manager che sostengono in coro che la Superbike di quest’anno sia decisamente più difficile. Parti male e non recuperi più, perché il ritmo è veloce per tanti piloti. Dopo che l’opinione generale ha criticato Dorna per il format 2018, mi sento di fare un primo passo indietro, perché il piacere di essermi guardato le gare è probabilmente prodotto da quel groviglio di nuove regole che continuo sì a ritenere di “difficile interpretazione”, ma di fronte a uno spettacolo così si fa anche in fretta a dimenticarsi del macchinoso sistema tecnico e ci si gode la Superbike per quello che offre in TV, senza troppo lavoro cerebrale.

Chi sostiene il contrario è probabilmente uno spettatore meno focalizzato sullo show in pista. In effetti la SBK di oggi offre belle gare, ma chi cerca il “casino”, la bomba da chiacchiericcio, qui non la trova. I motociclisti strizzano dunque l’occhio ai round della Tailandia: 10 piloti in 10 secondi, i colpi di scena, le rimonte e le entrate cattive. In gara 2 i sorpassi sono stati anche di più, ma quel che conta è la classifica corta più che nella MotoGP del Qatar. Brava Pirelli, le cui gomme calzano bene a tutte le moto in griglia e con l’asfalto a 50 gradi hanno battuto il decimo di secondo fino alla fine. Aspettiamo che ritrovino la forma fisica Savadori e Baz, vedremo nelle gare europee cosa farà la giovane promessa Razgatlioglu, in attesa del “rodaggio” di Hernandez e di Mercado. Sperando di ritrovare un Melandri vincente, dopo essere stato shakerato dalla sua Panigale che ha domato con coraggio. Bella davvero è stata la Supersport 600, che da tempo non offriva questo livello di velocità e agonismo. I distacchi ? Roba da Moto2, ma con l’arrivo sul traguardo arrembante e uno splendido Krummenacher a sportellare un Mahias che incassa e tace, sportivamente. Una volta gare così facevano tremare le tribune dei veri appassionati, ma quanti ne sono rimasti ?

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