IL DRITTO DI MELANDRI ? IL FRENO NON C’ENTRA

Quel dritto ha posto fine a una vittoria certa, lo dicevano i tempi. Peccato. E il problema non ha riguardato l’impianto frenante, Brembo non c’entra. Marco era in testa alla gara, si trovava alla staccata della curva 3, quando, affondando il piede deciso sulla leva del freno dietro, si è rotto un punto del leveraggio del comando. E’ una struttura di alluminio composta da due elementi collegati insieme e, all’altezza dell’ancoraggio, si è crepata di netto, lasciando “cadere” la leva a fine corsa e rendendola inutilizzabile per il resto della gara. Il problema, per chi si affida molto al freno posteriore, è grande, non tanto per il contributo che dà al rallentamento generale (diciamo il 15%, contro l’85% del freno anteriore), ma per l’effetto che genera nella guida: aiuta a tenere il retrotreno seduto nelle staccate più aggressive e a chiudere le curve. Il guasto improvviso ha allungato la frenata di uno zic e quando sei già al limite, scatta l’emergenza. E’ il motivo per cui Marco ha affondato due volte sulla leva che comanda l’anteriore: prima solo col dito indice, come da abitudine, poi con due dita, allentando e riprendendo per premere più forte, tanto da sollevare la ruota dietro;  quando il gommone ha ritoccato l’asfalto, privo di effetto frenante, ha “spinto” in avanti la Panigale e causato il dritto.

Dalla TV era impossibile notare la crepa nel leveraggio della pedana del freno. “Si poteva pensare a un errore di guida, a un folle entrato per sbaglio – precisa Serafino Foti, team manager Ducati Aruba – invece siamo stati solo sfortunati. Un’anomalia mai riscontrata prima d’ora, anche perché tutti i pezzi vanno sostituiti in base a un preciso chilometraggio”. Certo che poi è stato bravo a rimettersi in sella e a guidare, più forte di tutti, con un freno in meno… In realtà il freno posteriore lo usava, ma a pollice. I piloti tendono a usare entrambi, comandando col piede la frenata più violenta e correggendo manualmente le linee, le piccole sbavature o l’impennamento in accelerazione. Melandri usa una piccola pinza a doppio pistoncino e una pompa combinata che esclude la pressione più bassa quando si usa piede/pollice insieme. “La differenza nel modo di intervenire è enorme – spiega Franco Zonnedda di Brembo –  col piede si attivano 20-25 bar di pressione, col pollice circa la metà”. Quindi bravo Melandri: anche senza l’automatismo nel modo di frenare e perdendo l’efficacia del comando a pedale, è stato il più veloce fino alla bandiera a scacchi. Prendendo un punticino finale e onorando il lavoro del box.

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