QUANDO RITIRARSI È UNA FORMALITA’

Pedrosa ha scelto il Sachsenring per dire stop alle corse, una di quelle piste che gli ha regalato più soddisfazioni in assoluto. Ma ci ricorderemo di lui in futuro, quando sarà definitivamente un ex ? Forse il grande pubblico se lo è già dimenticato oggi che fa il pilota, ma gli avversari no. La scorsa settimana ho avuto il piacere di trascorrere una giornata con Casey Stoner in Nolan e quando gli ho chiesto quale fosse il pilota che rispettava di più, fece proprio il nome di Dani: “Un pilota così veloce non l’ho mai visto, con uno stile pulito ed efficace, nonostante il gap fisico”. Tra lui e gli altri c’erano anche più di 20 kg di differenza con una MotoGp che, nel corso del tempo, è andata ad appesantirsi sempre di più rispetto al debutto. Di fatto Stoner oggi lo vorremmo vedere ancora in sella e a un certo punto ci andammo anche vicini. Vi ricordate quando in Austria si parlò di wild card ? Aveva sviluppato un telaio che però avrebbero usato solo i piloti ufficiali, Dovizioso e Iannone, mentre per lui non sarebbe stato disponibile. E rinunciò alla gara.

Molti di noi hanno la convinzione che per Ducati sia soltanto un ambasciatore del marchio, in realtà lui continua a fare il pilota ogni volta che ha occasione di mwettere il sedere sopra alla moto. La nuova V4 ? Oscilla in accelerazione e andrà sistemata, chissà se sarà coinvolto nello sviluppo SBK. Quest’anno a Sepang ha avuto la delusione di girare il giorno prima dei piloti, con la pista sporca e senza confronto con gli altri. Però capisco la posizione di Ducati, perché, come dice simpaticamente Michele Pirro: “Se questo torna, ci manda a casa tutti”. Però Casey abbiamo anche imparato un po’ a conoscerlo, il giorno che gli girano i 5 minuti, saluta la banda senza ripensamenti. Non mi pare di aver trovato un ex pilota con la necessità di restare legato a tutti i costi al mondo moto. Per Ducati invece ritengo che la presenza di Stoner sia fondamentale, ha un carisma superiore a tutti i piloti transitati dal box italiano, sia prima che dopo di lui, Lorenzo (vincente) compreso.  E poi anche la sua passione per la moto è qualcosa di speciale, sapete cosa mi ha detto? “La parte che preferivo del week end di gara era il giro per la pole, che esprimeva la velocità e la messa a punto di ogni dettaglio”. Era la sua dote migliore. Si è fermato a parlare del nuovo casco Nolan coi tecnici del reparto corse e ci è rimasto 3 ore. Ha relazionato le sue sensazioni, ma ha voluto comprendere dagli ingegneri i comportamenti dell’aerodinamica oltre i 300 all’ora. Quando parla di moto, non guarda l’orologio. Si è studiato il casco incidentato di Pirro al Mugello e ha spiegato quanto sia dura la vita di un pilota che ha subìto tanti infortuni; in questo momento il suo problema più grande è la spalla sinistra che gli blocca il movimento del braccio verso l’alto. Anche lui classe 1985 come Pedrosa, ma già da 6 anni fuori dalle gare. Che personaggio.

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