SBK 2019: E LA TV ?

Col Qatar si abbassa la saracinesca: il campionato è chiuso e i diritti TV scaduti. Mediaset ha raccontato le gare delle derivate di serie per sei anni, e l’ha fatto con tutte le classi: dalle Stock, ora definitivamente scomparse, alla neonata Supersport 300, che si è aggiunta alle storiche 600 e Superbike. Di quattrini ne ha investiti parecchi: circa 1 milione e mezzo all’anno per i diritti, più altrettanti (su per giù) per muovere un carrozzone di circa 40 persone, che ha consentito di avere una squadra operativa per più di 12 ore di diretta a week end, in chiaro e senza costi per gli appassionati. Aggiungo: l’unica televisione al mondo (al mondo !) presente nel paddock con un servizio di integrazione (inviati, telecamere, ecc.) per quasi tutti questi sei anni. Investimenti del genere non ne ha mai fatti nessuno nella storia del campionato. L’orario delle 13.00, quello del via della SBK, ha sempre garantito le gare su Italia Uno; in tutte le gare extra europee, oltre a Donington e Portimao, le manches sono state trasmesse da Italia Due: l’orario del via, inadeguato alle necessità televisive, è sempre stato critico per gli ascolti, e il palinsesto dei canali, che deve rispettare determinati numeri di audience, ha dovuto ripiegare su reti meno forti.

Certo, il campionato avrebbe meritato una più vigorosa promozione, ma penso che in TV sia arrivato quello che in precedenza non si era mai visto. Italia Uno è un canale generalista che non può offrire il servizio di un canale tematico o di una pay tv, ma ha avuto la capacità di abbracciare milioni di telespettatori nell’arco della stagione. E adesso in tantissimi chiedete quale sarà il futuro della SBK in televisione e me lo domando anch’io. In questo momento è incerto e rende l’idea di quanto le derivate di serie siano in difficoltà. Ricordo che nel 2013, quando Mediaset prese la SBK, le trattative si attivarono al round di Monza dell’anno prima, a maggio, coi manager in occhiali scuri e barbe finte, infiltrati nel paddock. La verità è che oggi i diritti TV della Superbike non se la fila nessuno: il costo del prodotto supera l’incasso. Se non ci sarà un ridimensionamento dell’importo, adiòs. L’alternativa è la pay tv, che fino ad oggi non l’ha mai rincorsa per averla. Un conto è volerla, la SBK, un altro è “doverla prendere”… Cambia il modo con cui verrebbe eventualmente gestita; purtroppo siamo di fronte a un prodotto debole, lontano da quella macchina da soldi come è la MotoGP. In difficoltà sono anche le squadre, costrette oggi a presentarsi dagli sponsor senza poter vendere la visibilità del campionato. Che partirà a febbraio, cioè domani… Il motociclismo di oggi è un mondo fatto di piccoli numeri: la SBK su Eurosport raggiunge 20 mila appassionati, la MotoGP su Sky ne coinvolge un decimo rispetto ai tempi di Mediaset (con un record di 8 milioni !) e il Motocross è addirittura sparito. Non resta che augurare un affettuoso in bocca alla Superbike e a tutti coloro che lavorano in quel paddock, in attesa di sapere dove guardarla.

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