GARA PERICOLOSA, BANDIERA ROSSA. GIUSTO FERMARSI ?

Dopo la prima partenza e 13 giri pieni sotto l’acqua, la gara è stata fermata: le condizioni della pista sono state ritenute pericolose. Ma qual è il limite entro cui muoversi per giudicare una gara a rischio ? Sicuramente vedere che i piloti cadono come i fichi dall’albero sono un segnale preoccupante. Correre sotto la pioggia è un’incognita, i rischi più grandi si incontrano in partenza, quando si è immischiati nel gruppo, avvolti da nubi d’acqua che limitano la visibilità; si è costretti a guidare puntando più sulla fortuna e a non combinare guai, che sulle capacità di guida. La precisione delle manovre non appartiene a questa fase di gara. Mano a mano che il gruppo si sgrana, il pilota è sempre più responsabile di ciò che fa sulla moto. Senza volermi opporre alla sacrosanta sicurezza, dico però che a volte chi corre non ha la capacità di “andare più piano”. In gara 1 (la chiamo così per semplicità) Valentino Rossi, che aveva un netto vantaggio su tutti, ha percorso il suo giro veloce in 1’42”467, mentre il suo passaggio più lento, cioè l’ultimo prima della bandiera rossa, in 44”. In questo rallentamento di un secondo e mezzo era evidentemente contenuta la pericolosità della gara. Una curiosità: nelle prime edizioni del round di Valencia, e parliamo del ’99-2000, c’erano piloti come Micheal Rutter, Marc Garcia e Paolo Tessari (con le mitiche 500) che giravano sull’asciutto coi tempi che la MotoGP ha fatto col diluvio. Gli amatori che oggi con le mille stradali girano sotto l’1’50” sono da considerarsi già bravi.

Questo per dire che le gomme rain hanno fatto passi avanti incredibili, oggi la differenza tra asciutto e bagnato è di in una decina di secondi, mentre negli anni ’90 erano più del doppio. Il problema di saper restare in piedi, invece, è esattamente identico e i piloti della MotoGP cadono come prima. Condizioni pericolose, dunque ? Mah… probabilmente girare 1 secondo più piano, per chi è volato nel ghiaione, poteva rappresentare la salvezza. Dovizioso non ha mai sbagliato, nemmeno una sbavatura. Se i tempi hanno un valore per ritenere una pista sicura o meno, gara 1 e gara 2 non hanno evidenziato differenze di rilievo. E’ stata comunque l’occasione per Dovizioso ed Espargarò di sostituire la gomma media anteriore con la mescola soft, e i risultati si sono visti per entrambi. L’unico di quelli davanti che già in gara 1 aveva optato per quella che si è rivelata la scelta giusta era proprio Valentino Rossi. La cosa difficile di guidare con la pioggia è che sei più o meno al 60-70 % del potenziale della moto; non hai parametri fissi, non sai mai se sei arrivato al limite delle condizioni o se potresti fare di più; sta all’abilità del pilota deciderlo. E intanto Michelin, sulle gomme rain usate nelle prove libere (percorrendo al massimo una ventina di giri con due, tre interruzioni ai box, ndr), aveva dichiarato ai colleghi di GPone che “Un paio di squadre non hanno rispettato il numero massimo di giri che indichiamo per le gomme, ne hanno fatti uno o due in più (…) certi comportamenti non sono accettabili”. E qui mi sorge un altro dubbio: le rain avrebbero retto i 27 giri di gara originari ?

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