LORENZO SMONTA IL DOVI A COLPI DI “MARTILLO”

Lorenzo che vince è la cosa più normale che dovrebbe accadere. Vederlo guidare, quando è a posto, è l’ottava meraviglia della natura e la Ducati, nelle sue mani, è la più bella che abbia mai visto nel dopo-Stoner. Mi piace lo stile, la sua leggerezza in sella, le traiettorie che si appuntiscono in uscita di curva e la progressione millimetrica e costante con cui derapa in staccata, oltre a quella precisione inimitabile nel martellare i tempi sul giro. Non me ne voglia Dovizioso, il mio giudizio è puramente estetico e personale, in disaccordo con l’italianità. I numeri, invece, quelli no, non si discutono: Jorge ha ottenuto il primo successo con la Ducati dopo 24 gare, contro le 71 di Andrea. Eppure non è bastato a salvare la coppia che fra 12 gare si separerà. Ducati aveva visto bene, JL99 poteva essere l’”uomo giusto”… Il problema principale è la tempistica legata al mercato piloti: è assurdo che a inizio stagione si definiscano le nuove formazioni. Una volta la trattativa si concludeva in estate, qualche volta a settembre, quando la classifica del campionato parlava chiaro. Il rapporto fra Ducati e Lorenzo è stato interrotto, si può dire, alla conclusione del primo anno rispetto ai due di unione; una follia, ma questo è il nuovo andazzo dei contratti. Continua a leggere

IL DRITTO DI MELANDRI ? IL FRENO NON C’ENTRA

Quel dritto ha posto fine a una vittoria certa, lo dicevano i tempi. Peccato. E il problema non ha riguardato l’impianto frenante, Brembo non c’entra. Marco era in testa alla gara, si trovava alla staccata della curva 3, quando, affondando il piede deciso sulla leva del freno dietro, si è rotto un punto del leveraggio del comando. E’ una struttura di alluminio composta da due elementi collegati insieme e, all’altezza dell’ancoraggio, si è crepata di netto, lasciando “cadere” la leva a fine corsa e rendendola inutilizzabile per il resto della gara. Il problema, per chi si affida molto al freno posteriore, è grande, non tanto per il contributo che dà al rallentamento generale (diciamo il 15%, contro l’85% del freno anteriore), ma per l’effetto che genera nella guida: aiuta a tenere il retrotreno seduto nelle staccate più aggressive e a chiudere le curve. Il guasto improvviso ha allungato la frenata di uno zic e quando sei già al limite, scatta l’emergenza. E’ il motivo per cui Marco ha affondato due volte sulla leva che comanda l’anteriore: prima solo col dito indice, come da abitudine, poi con due dita, allentando e riprendendo per premere più forte, tanto da sollevare la ruota dietro;  quando il gommone ha ritoccato l’asfalto, privo di effetto frenante, ha “spinto” in avanti la Panigale e causato il dritto. Continua a leggere

HA VINTO LA DUCATI SBAGLIATA

Foto IPP/Lauro Atti
Mugello 03/06/2018
Motociclismo Motomondiale
Gran Premio GP di Italia
Classe MotoGP Gara
Nella foto JORGE LORENZO DUCATI TEAM DUCATI
Italy Photo Press – World Copyright

Oggi, per la Ducati, vincere con Lorenzo è tardi, tardi per festeggiare, per pensare a un futuro insieme e per ricreare un clima ideale fino alla fine dell’anno. Forse è proprio da qui che Jorge ha trovato la benzina interiore, più che nel nuovo serbatoio, per raggiungere il suo obiettivo. Se c’era una pista ideale dove “vendicarsi” con un primo posto, era quella del Mugello: in dieci gran premi, dal 2009, gli ha regalato sei vittorie, tre secondi posti e un 8° lo scorso anno, al debutto sulla rossa. E’ casa sua per davvero (e di Ducati, ndr), come lo sarà anche Barcellona, sede del prossimo round. Il nuovo serbatoio ha monopolizzato la scena, creando un po’ di confusione. Oggi, come ogni dettaglio, conta eccome, specie in un contesto tecnico in evoluzione. Quando si modifica la posizione di guida, intervenendo sulla sella e sugli angoli di lavoro di gambe e braccia, cambia anche la distribuzione dei pesi. L’armonia delle forme di una moto è fondamentale per il corretto inserimento del pilota e per il suo bilanciamento. La forma del serbatoio distribuisce diversamente i litri di benzina che spesso appesantiscono la guida in fase di partenza. Si sposta e si modifica un elemento per caricare o scaricare un’area precisa della moto. Un serbatoio nuovo non regala mezzo secondo al giro, ma sensazioni, finezze, feeling, che può facilitare la guida, magari aiutando la costanza nei tempi sul giro o semplificando alcuni tratti della guida. Continua a leggere

RAZGATLIOGLU E’ DESTINATO A VINCERE

Di piloti bravi ce ne sono in giro tanti e forse la velocità pura non è nemmeno la sua qualità migliore, perché la vera forza di Razgatlioglu è prima di tutto interiore, nel suo modo di essere e di vivere. E’ un ragazzo di 21 anni, umile, modesto, emotivamente forte, che ha superato dure prove. Quando era ancora minorenne, girava le piste di tutto il mondo da solo, per provare a diventare pilota, per immaginare un futuro diverso da quello dei suoi coetanei di Sakarya, città della Turchia dove è nato. Merito anche di chi ha creduto in lui, Kenan Sofuoglu, pluricampione nella 600, che gli ha fatto da fratello maggiore, miscelando affetto e severità fino a due settimane fa, quando si è ritirato dalle corse. Toprak allora non conosceva una parola di inglese, non aveva nessuno con cui condividere le gioie e soprattutto le paure di un ragazzo costretto a maturare in fretta, per aprire gli occhi sul mondo, per tenere stretti i denti nei momenti di nostalgia, di delusione e di dolore: l’alternativa era tornare a casa e dire addio a un sogno. Il papà è mancato all’inizio di quest’anno, faceva lo stunt man. E anche Toprak di cose matte ne fa un sacco, con la moto e senza. Continua a leggere

LA CADUTA DI DOVIZIOSO E’ FIGLIA DEL SORPASSO SU LORENZO

Quella sbavatura nel sorpasso, Dovizioso se l’è tirata dietro per tre curve prima di cadere. Infilando Lorenzo alla chicane, è finito un filo largo, ritardando il cambio di direzione e percorrendo una linea imprecisa fino alla curva successiva, quella a sinistra, sullo scollino, che andava tagliata sul cordolo come facevano gli altri (vedi fotogramma) e impostare correttamente il tornantone successivo, a destra. Dalla immagini (specie quella dall’alto) si vedono invece le ruote della Ducati #04 “mangiarsi” quei 30 – 40 cm di cordolo per solcare il binario più esterno, sull’asfalto. Da lì il tentativo successivo di correggere coi freni, nel cambio a destra, per non andare largo. Con quella immagine e l’anteriore che si chiude, affiora la sensazione che Ducati offra meno margine per le correzioni e sia più impacciata in inserimento. Pensiamo a Marquez e alla Honda: in quell’ingresso “allegro” su Lorenzo, sempre lì, nel stesso curvone, è stato stretto al cordolo, senza penalizzare la velocità e la precisione. Ha reso la sua moto reattiva e capace di girare in spazi ridotti. Continua a leggere

SUPERSPORT 300: TUTTI PRESI PER IL NASO

A distanza di un anno torno sulla 300, intanto per applaudire il successo di Ana Carrasco: che brava ! Però mi domando se come è impostata oggi la categoria abbia davvero un senso. Mondiale 300 Supersport: questa è la titolazione. La Yamaha è 321 cc, Kawasaki 399 cc, KTM 373 cc, Honda 471 cc. Di fatto la correzione del rapporto tra numero di giri e cilindrata per livellare le potenze dei quattro modelli non è ancora stata definita da inizio anno e c’è chi vorrebbe chiedere l’annullamento delle tre tappe per la mancata stabilità del regolamento. Che poi riguarda anche i pesi: alla Kawa prima aggiungono 12 kg di zavorra, poi gliene tolgono 10; alla “kappa” ridanno 500 giri dopo le qualifiche di Imola… Mi pare una classe sperimentale, più che un mondiale, dove manca soprattutto il rispetto per chi lavora e investe, ma, ancora di più, per i ragazzini che danno la vita per l’opportunità, spesso unica, di partecipare a un mondiale. Personalmente inserirei un limite anche al costo della moto: le jap, in versione corsa, oscillano fra i 10 e gli 11 mila euro, la “kappa” raggiunge i 20, con soli 500 pezzi disponibili per il mercato anziché le 2.000 moto previste come per tutte le classi derivate dalla serie. C’è una deroga, ovviamente, che le consente di correre ed è l’unica moto da corsa “vera”. L’errore sarebbe farla diventare la copia povera della Moto3. Continua a leggere

“BOTTO” A TRE: E’ COLPA DI MARQUEZ…

Foto IPP / Marino Bindi
Jerez de La Frontera 06/05/2018
Motociclismo Motomondiale
Gran Premio GP di Spagna
Gara MotoGP
Nella foto mar Marquez e jorge Lorenzo e daniel Pedrosa e andrea Dovizioso
Italy Photo Press – World Copyright

Il vero problema è che va troppo forte, ha una personalità pazzesca e una mentalità ossessionata dalla vittoria. Nessuno è come lui. Domenica, al 16° giro, Marquez ha realizzato il suo fast lap, rifilando mezzo secondo a tutti e portando il suo vantaggio da 1 secondo e 6, a oltre 2 secondi. Un giro e mezzo dopo sono caduti Dovizioso, Lorenzo e Pedrosa. Da quell’incidente ho avuto l’impressione che ciascuno agisse con la “presunzione” di saper impostare un ritmo di gara più rapido per non far scappare MM93. Dopo 17 giri a bisticciare senza venirne fuori, c’era poco da fare tra i tre litiganti e la realtà è che erano “impiccati” tutti allo stesso modo. Dovizioso partiva dalla terza fila, Marquez dalla seconda. In 3 giri lo spagnolo guadagnava la scia di Lorenzo (primo), Andrea dopo 9. Chi parte dietro e non passa in fretta, contro Marquez perde. E’ il suo pezzo forte: lui che guida tutto sull’anteriore, al manubrio di una moto capace di girare stretto, gli avversari li brucia così. Lo fa lui e basta. Non credo sia uno di quei piloti che potrebbe vincere con tutto, ma sicuramente è in grado di farlo anche quando la Honda non è al 100%. E domenica, vedendo il disastro, avrà ghignato… Continua a leggere

PIEGA & SPIEGA DAY: C’E’ SEMPRE DA IMPARARE, SE POI E’ GRATIS…

E pensare che alla prima edizione temevo di non riempire l’ambizioso traguardo dei 100… L’idea era di creare una giornata di istruzione, di migliorare la formazione dei motociclisti della strada con un evento didattico. Il primo a darmi una mano fu Roberto Finetti che, come Dunlop, sposò da subito la filosofia del progetto; non ci fosse stato lui non sarei potuto partire, non avremmo potuto “formare” i 400 motociclisti transitati da qui. Oggi Piega & Spiega Day, al suo quarto appuntamento, ha preso il volo: in meno di due ore dall’apertura delle iscrizioni sono arrivate centinaia di mail dalle quali abbiamo dovuto sorteggiare i famosi 100, dando priorità agli inesperti della pista e ai neofiti delle due ruote. Certo, è gratis, si può pensare, ma chi fa il sacrificio di puntare la sveglia alle 4.30 per partire dalla Toscana e raggiungerci al Motodromo di Castelletto, fa intuire che qualcosa di azzeccato in questo appuntamento ci sia. Mi riferisco a Fabio e Federico, che al Piega & Spiega Day avevano già partecipato da “iscritti” e oggi si sono accontentati di fare gli spettatori, anche se poi hanno indossato la nostra maglia ufficiale e si sono dati da fare. Il programma era estremamente fitto: dall’aula grande per il briefing iniziale, alla pista, per ascoltare poi il debriefing tecnico oltre a quello degli agenti della Polizia di Stato; dalla pista, alle attenzioni che richiede la strada, anzi, la città, dove si verificano il 75% degli incidenti stradali. Continua a leggere

KRUMMENACHER LEGGENDARIO GRAZIE ALL’ERRORE DEL MECCANICO

Il meccanico non mette la benzina nel serbatoio e la gara di Randy Krummenacher diventa leggendaria: parte ultimo e arriva a podio, come in un film, da guardare e riguardare (www.video.mediaset.it). Una situazione emotiva che ad Assen ha travolto tutti: le tribune erano in piedi, gli spettatori eccitati e anche noi “addetti alla voce” in telecronaca ci siamo emozionati per questa 600. “Non so come ho fatto a trattenere le lacrime, ma è stata dura, prima per l’arrabbiatura, poi per la gioia…”, mi racconta Fabio Evangelista, capitano del Team Bardahl Evan Bros. E’ ancora scosso da un contrasto di emozioni, ma è pacato: “Sulla griglia di partenza chiedo ai miei ragazzi sempre le stesse cose: pressione gomme ? Benzina ?… Ecco, lì è sorto il dubbio. Mancavano circa 3 litri, abbiamo abbandonato lo schieramento per raggiungere la corsia box e fare il rabbocco, altrimenti saremmo stati squalificati”. Errore gravissimo, che non dovrebbe capitare in un mondiale – “Vero, la colpa è mia, la responsabilità è sempre del capo squadra. Nel box quando si comincia un’operazione va terminata, altrimenti tra mille cose da fare si rischia di lasciare i compiti a metà…”. Poi, come avete vissuto la gara ? “Nessuno ha più detto una parola. Abbiamo solo seguito dal muretto la rimonta del nostro pilota, tra sconforto e speranza. C’è chi non ha mai smesso di piangere, la tensione era forte, come anche lo stress”. Continua a leggere

GLI APPUNTAMENTI (GRATUITI) CON LA SICUREZZA: DAGLI SPIDI TOUR AL PIEGA & SPIEGA DAY

Il bel tempo è arrivato, la stagione è pronta a partire: moto fuori dal box e un po’ di impaccio ai primi chilometri. La lunga pausa invernale ci ha tolto un po’ di sicurezza, dobbiamo riprendere le misure. Le strade non sono ancora in ordine e salendo di quota la situazione peggiora: la neve ha lasciato spazio al brecciolino, c’è qualche buca in più e la temperatura è ancora frizzante. Di motociclisti acerbi ce ne sono tanti e vogliamo aiutarli. Senza costi, che mi pare già una bella cosa. Abbiamo iniziato domenica 8 aprile con la prima tappa degli Spidi Tour, partendo dal Veneto. Piega & Spiega è stato ospite di Valeri Sport, capace di riunire 130 partecipanti diligenti come i più bravi alunni selezionati in accademia. Speriamo sia sempre così, perché stavolta ho incontrato motociclisti davvero attenti: abbigliamento moderno e correttamente indossato, colori visibili e moto “in ordine”, anche quelle più datate. Perché quel che conta, quando si riprende in mano la moto, è che sia pronta anche da un punto di vista tecnico, la manutenzione influisce sulla sicurezza. Nel motore ci vuole il lubrificante buono, la trasmissione va “ingrassata” e le sospensioni curate; puntate sulla qualità, più che sul prezzo, perché alla lunga ci guadagnate. E poi le gomme: verificate la pressione a freddo con un manometro decente, che non sia del distributore di benzina vicino a casa; il più delle volte è fuori scala e malmesso. Continua a leggere