MOTOGP: META’ GARA DA BUTTARE

Vedere i piloti vicini, ma sapere che guidano con margine per metà gara, non è realistico, non può entusiasmare se si guardano le corse con un po’ di conoscenza della materia. All’inizio quel movimento di moto a trenini di 5 o 6 ti incanta, ma dopo il primo responso cronometrico la maschera dello show cade giù e sai che si tratta di una condizione provvisoria. Sarò un purista, ma preferisco le gare tirate dall’inizio alla fine, in cui sai che il pilota dà tutto e dove aumentano i rischi per loro, per i motori e i consumi, piuttosto che il “cinema”. In MotoGP, con Michelin, però non c’è alternativa e anche in Thailandia le moto hanno percorso 26 giri di cui 15 “controllati”, prima di vedere i tempi andare giù improvvisamente di mezzo secondo; a quel punto è iniziata la gara, quella vera. Significa che la strategia conta più della velocità, che il lavoro della squadra e la “prudenza” del pilota sono gli ingredienti principali in questo campionato che sembra recitare la propria parte su due terzi della distanza. Di sicuro la mia non è una visione che alimenta la spettacolarità delle corse in moto, ma vedere i più rapidi scappare via per disputare una corsa “a manetta” come era una volta con Bridgestone, per me era il top. Non sono più gare di velocità a tutti gli effetti e la direzione presa è quella di una Formula Uno, del ciclismo e della Formula E, dove si tira fuori il 100% dal mezzo e dal pilota solo agli ultimi dieci giri. Continua a leggere

TEST INVERNALI: PREVISIONI IN SBK E MOTOGP

MotoGP e Superbike sono scese in pista e hanno mostrato i primi valori di moto e piloti. Nei test invernali non bisognerebbe mai dare valore assoluto ai tempi sul giro, sono troppi i fattori in gioco e il campionato è pronto a smentire ogni certezza costruita d’inverno: il caso più eclatante, Vinales 2017. Però possiamo iniziare a interpretare numeri e posizioni in classifica per disegnare una prima traccia di quel che probabilmente sarà. Tra una settimana le SBK correranno a Phillip Island e oggi è stato il primo giorno di test sulla pista australiana. Novità? Mica tante: Melandri è stato il più veloce, ma lui qui è forte, lo era stato anche all’esordio con la Ducati (podio) lo scorso anno, dopo quasi due anni di stop. Le Kawasaki sono lì e le due cadute di Rea e Sykes le considero “scivolate ordinarie”, tutt’altro che preoccupanti. Tutti gli altri si prendono una valanga di decimi, con l’unica buona conferma della nuova coppia Honda-Camier: il miglioramento c’è stato su tutte le piste battute finora. Vedremo una gara di attesa, per conservare le gomme; a un certo punto si staccheranno Ducati, Kawasaki e, io dico, anche Yamaha. Il campionato però è in mano a Rea, anche stavolta. Continua a leggere

REA ALZERA’ L’ASTICELLA

hi_R02_Buriram_Sykes__GB36403Per la prima volta l’abbiamo visto combattere al limite, dare il 110% e fare il duro. In tasca non ne aveva più, le carte le ha giocate tutte, ma non sono bastate. Quella di domenica è stata una delle gare più belle di sempre della Superbike e la vittoria di Sykes ha un valore speciale. Non è la prima volta che vince il confronto contro il compagno, lo scorso anno è capitato a Donington, Imola e Jerez, ma non c’era mai stato un corpo a corpo così duro e anche nelle sconfitte precedenti, Rea reagiva in modo più misurato, era pronto a perdere con sorriso e diplomazia. Stavolta si è trovato impreparato, è stato sorpreso da un Sykes che ha colpito tutti per il modo in cui l’ha ottenuto questo trionfo, per come ha combattuto e si è difeso. Domenica Tom ha vinto senza essere il più veloce in pista, ma prendendo in contropiede Rea, che aveva tarato l’asticella al solito limite, salvo poi scoprire che il compagno aveva un’altra strategia: quella di non farlo passare, di chiudergli le porte. E’ stato furbo, ha giocato d’astuzia, usando il suo miglior punto di forza: la frenata. “In questo paddock nessuno ha la staccata di Sykes – mi dice Pere Riba, capotecnico di Rea – e il diverso modo di affrontare le traiettorie in curva, gli ha permesso di rallentare Johnny anche in accelerazione”. Continua a leggere