STONER-DUCATI, VIA AL COUNTDOWN

Australia's Casey Stoner of Ducati Marlboro Team races during the 2010 MotoGP free practice at the Losail International Circuit in Doha on April 10, 2010. The MotoGP season kicks off under floodlights at the Grand Prix of Qatar this weekend. AFP PHOTO/MARWAN NAAMANI / AFP / MARWAN NAAMANIArriverà a breve il comunicato ufficiale, forse già oggi, perché l’accordo Stoner-Ducati è fatto. Il primo “colloquio” risale a metà giugno, quando Casey venne in Italia per un evento Nolan. Qualcosa si era già rotto fra Stoner e la Honda, che non rispettò la promessa di farlo correre a spot sulla MotoGP. E con Casey, a cui basta una stretta di mano per trovare l’accordo proprio come gli uomini di una volta, non rispettare un impegno significa tradimento. Perché in realtà, quel ruolo di collaudatore, Stoner lo accettò per tornare a “giocare” col cronometro pensando alle corse, vivendo in uno stato d’animo delicato di chi a 30 anni vuole capire se dare spazio nella sua vita all’amore per la competizione e la velocità, o rinunciare alle emozioni per il fastidio di tutto il circo che vi è attorno. Una crisi di prassi, che soffrono tutti gli ex piloti. Parliamoci chiaro, ma “fare il collaudatore seriamente, non è una cosa che piace ai piloti”, mi confida Carlos Checa, “stai sulla moto un sacco di tempo, ma a provare cose, a prenderti rischi; insomma, non fai il pilota, ma il tassista”. Penso anche a Max Biaggi, un altro ex con la maschera del collaudatore tornato a correre. In HRC presente e futuro si chiama Marc Marquez, Stoner è una leggenda, ma appartiene al passato. A lui solo una moto vecchia, targata 2008, per correre la 8 ore di Suzuka, con un guasto tecnico a rovinare la scena e il fisico dell’australiano. Continua a leggere

DAVIES GUIDA COME STONER

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Da bordo pista ci sono due cose che noti subito: la perfezione del pacchetto Kawasaki-Rea e l’aggressività di Chaz Davies sulla Ducati. Guida da mastino, a ogni curva, che sia solo o in bagarre. Chaz mi ricorda Casey Stoner, per la spettacolarità dello stile e per la differenza che sempre di più mette fra sé e i compagni di marca. Certo, l’australiano ha un talento naturale, Chaz si sta “costruendo” per gradi, ma è arrivato e ora è un top rider. Pure la Panigale ne sta facendo di strada, ma sembra che solo un pilota sappia sfruttare ogni piccola evoluzione tecnica del mezzo. E quindi ci sfiora il dubbio, come l’avevamo ai tempi di Stoner sulla Ducati: perché soltanto Davies guida così forte questa bicilindrica ? Le 5 vittorie di questa stagione sono firmate tutte da lui. Prima ad Argon e poi negli ultimi tre round: doppietta in America, trionfo a Sepang e ancora a Jerez, sempre in gara 2, quando le temperature sono più calde. E gli altri ? I calcoli dicono che ogni volta che Chaz vince, rifila da 0,6 secondi al giro (Laguna Seca) a 1,8 (Sepang), al miglior ducatista in classifica, che per altro non è mai sempre lo stesso pilota. Distacchi incredibili. Continua a leggere

HONDA “BASTONA” ANCORA

Foto IPP/Thurman James/Cal Sport Media Laguna Seca 18/07/2015 campionato mondiale superbike SBK 2015   Gran Premio degli Stati Uniti - Superpole - nella foto Sylvain Guintoli  - WARNING AVAILABLE ONLY FOR ITALIAN MARKET - Italy Photo Press -In Superbike sembrava che Honda avesse mollato il colpo: moto vecchia, poco competitiva, con meno elettronica degli altri, tanto che van der Mark, definito talento naturale, pareva quasi sprecato. Ma è davvero così ? La nuova CBR 1000 RR sarà schierata in griglia di partenza soltanto nel 2017, con un motore che dovrebbe comunque mantenere l’attuale architettura con 4 cilindri in linea. Per Honda, il 2016, sarà quindi un altro anno di transizione ? Di sicuro la CBR non è paragonabile ad Aprilia, Ducati o Kawasaki, ma forse non è ancora emerso tutto il potenziale della mille più equilibrata fra le sportive stradali: è la prestazione dell’ultimo Casey Stoner ad offrire lo spunto, ma non solo. Continua a leggere

STONER IS BACK !

PIEGAIn casa Nolan, all’appuntamento con la stampa, si è presentato con oltre 2 ore di ritardo. Qualche giornalista ha pensato al “solito” Stoner, quello che gli incontri pubblici li digerisce storti. Casey si è scusato per averci fatto aspettare, arrivava dal Veneto, trovando traffico. Non ha detto però che aveva forato una gomma della sua Lamborghini, è stato un signore. La sala era gremita, circa una cinquantina di giornalisti. Ho avuto la fortuna, e la possibilità, di stare con lui il resto della giornata. Mica per rompergli le scatole, assolutamente, anche perché il mio inglese è quello delle scuole medie. Però volevo osservarlo, vederlo da vicino nella sua routine ordinaria, per capire chi è il nuovo Stoner che vuole tornare a correre la 8 ore di Suzuka. E mi sono sorpreso. Continua a leggere