IL TIFO PER TUTTI FA GODERE DOPPIO

c_29_fotogallery_1015793__imagegallery__imagegalleryitem_1_imageIl tifoso integralista ha cuore e occhi per un solo pilota, che va bene se vince, altrimenti va in down: s’intraversa il fegato e sfoga cattiverie da social. E’ un vero peccato per chi non riesce ad apprezzare ciò che il motociclismo offre in ogni occasione. Impariamo ad amare di più questo sport, esaltiamoci di fronte alle imprese storiche di qualunque pilota, le manovre uniche, le vittorie più spettacolari: oggi tocca a uno, domani all’altro. Il tifo non si tocca, certo, ma la passione deve poter regalare piacere in ogni istante, offrire sorrisi e felicità. Chi brontola continuamente si abbruttisce e basta, e continua a perdersi occasioni irripetibili garantite da questo sport. A Magny Cours si sono corse le gare più belle della stagione di Superbike, Supersport e Superstock. Ognuna, per motivi differenti, ha meritato l’urlo liberatorio di chi ha saputo appassionarsi a ciò che accadeva in pista, di chi è stato in grado di individuare una manovra ordinaria da una speciale. Avete visto Chaz Davies ? Sabato, con gara bagnata, si è preso la briga di scegliere due gomme diverse da tutti, col rischio altissimo di sbagliare e di prendersi del somaro. E’ stato pazzesco come abbia retto la pressione dei primi 3 giri, degli avversari che lo sfilavano uno a uno, dell’asfalto scivoloso. E con quella testa, forte e blindata, è andato a costruire una rimonta sulle Kawasaki anche in gara 2, proprio quando tutto sembrava scontato. Come si fa a non esaltarsi di fronte a una roba del genere ?! Era una mossa inattesa e, per questo, ancora più galvanizzante. Continua a leggere

NON TOGLIETECI I SORPASSI !

Immagine1Assen, ultima variante: quando ti giochi la volata finale, sai che il pilota dietro proverà a passarti. E’ successo anche ad Haslam, beffato da un’incontenibile Van Der Mark che la direzione gara ha deciso però di penalizzarlo con 1 punto sulla licenza; nella gara successiva al 4° ammonimento, l’olandese partirà dall’ultima fila. Mi dicono non si sia visto il sorpasso in televisione, io però ero lì, a bordo pista. La manovra, a parer mio, non è stata né pericolosa, né azzardata, ma studiata e calibrata al millimetro: Haslam stava impostando l’ingresso a destra, ma Michael ha fatto scorrere la sua Honda, allentando per un attimo la presa sul freno, andando a inserire la sua ruota anteriore a metà Aprilia, prima che Leon potesse guadagnare il punto di corda interno. In quella “esse” la traiettoria è una soltanto: l’ha infilata Michael per primo e non ha mai perso la precisione del binario né in percorrenza e nemmeno in uscita, da grande maestro. Ad Haslam non è rimasto che rialzare la sua RSV e cercare lo spazio di fuga, perché in due, lì dentro, non si passa. Nessun diverbio fra i piloti, anzi: Haslam, che non è di primo pelo, ha accettato la manovra subìta da gran cavaliere, perché queste sono le corse in moto. La direzione gara però non è stata d’accordo e sorpassi come questi sono ritenuti pericolosi. Continua a leggere