SARA’ UN ALTRO GIUGLIANO

0032_P06_Giugliano_actionComunque andranno le cose in futuro, Davide è cresciuto. Domenica è stato il migliore Giugliano di sempre. A volte non è il gradino più alto del podio a sancire la maturità di un pilota, ma la “bella gara”, dove testa e strategia prendono spazio, specie se, come lui, sei attanagliato dai fantasmi che combatti senza mai cantare vittoria. Prima gli infortuni, il dolore, l’assenza dalle corse e la mancanza di competitività che allontana dalle certezze. Ecco quindi apparire il fantasma della paura, la paura di farsi male, di sbagliare ancora una volta, ma, soprattutto, paura di non essere all’altezza di dove sei. Oggi il trionfo è tutto di Davide, quello morale e umano, anche se lo sport ha assegnato la corsa a un signor pilota e bravo ragazzo di nome Hayden. La Ducati numero 34 partiva dalla terza fila, col nono tempo e un macigno da digerire: quella gara del sabato avara di gloria, un sesto posto a 20 secondi dal primo. Quando la pioggia sembrava aver rovinato la festa, ecco il regalo più bello concesso al pilota romano e alla Panigale. Ci ha messo poco a venire su, sorpassando a destra e a sinistra con la sua solita guida composta, pulita, disegnando linee tonde e senza mai dare il senso di essere oltre confine. Gli ha stangati tutti, con la velocità che gli manca sull’asciutto. Poi quell’attimo di timidezza trovandosi Chaz Davies davanti. Lo rallentava sulle curve più ampie, ma non ci provava, anche perché guidava con freddezza e decisione il biondo inglese. E per qualche giro si è avuta l’impressione che Davide si fosse arenato lì dietro, per paura di sbagliare, di strafare, di toccare il suo compagno di squadra che, oggi più che mai, può puntare al titolo mondiale. Continua a leggere

NEL 2017 DUCATI POTRA’ VINCERE MOTOGP E SBK !

1138_R05_Davies_actionLa sensazione è questa: sarà più forte che mai, l’anno che potenzialmente potrebbe regalarle due mondiali. Perché il vento è cambiato e sta guadagnando forza, credibilità, autorevolezza, dopo che, per moltissimo tempo, Ducati è stata costretta a incassare solo sconfitte e critiche soprattutto sul piano progettuale della moto. Vale sia per la Superbike che per la MotoGP. Bravi gli ingegneri Dall’Igna e Marinelli che in questo lasso di tempo hanno lavorato senza fare rumore, accettando con consapevolezza i risultati, ma senza arrendersi mai. E anche oggi che ogni successo in pista è una realtà e non una botta di fortuna, il team rimane composto, freddo, guardando avanti senza scomporsi. A Imola, che è una delle piste più tecniche del mondiale, la Panigale ha stravinto. Lo ha fatto solo con un pilota, Chaz Davies, questo è vero. In prova ha rifilato 7 decimi alla prima “non Ducati”. Un abisso, un’umiliazione per le Kawasaki. E così è andata anche in gara, su una pista dove Rea ha vinto le ultime due edizione, ma pure con la Honda era riuscito a dominare, perché qui conta più la guida e la ciclistica. Stavolta il campione del mondo si è preso dei rischi per giungere poi a una manciata di secondi dalla bicilindrica. Il campionato sta prendendo tutta un’altra piega, e il colpo alla “rossa” potrebbe già riuscire quest’anno, anche se oggi la responsabilità è solo sul groppone di Chaz. Davide Giugliano non riesce a rompere lo schema. Non sbaglia più come una volta, ma non fa la differenza. Continua a leggere

FERMATI GIUGLIANO !

giuglianoAncora una caduta per Davide. L’ennesima. Stavolta ho tremato per lui. Un brutto high-side che l’ha scaraventato in aria al terzo piano per poi rimbalzare nella ghiaia come un pupazzo di pezza. Un tempo interminabile in volo e il rischio di spezzarsi l’osso del collo. Ma stavolta mi rifiuto di pensare soltanto che “sono i rischi del mestiere”. Davide piace per il suo talento e la sua generosità di guida, ma ora, chi gli è vicino, deve davvero fare qualcosa per lui, per la sua vita. La mia non è una stoccata al pilota che cade troppo, non è una fredda critica di chi deve dare un 3 in pagella, ma una preoccupazione da fratello più grande, da padre, da motociclista ancora oggi sofferente per la perdita di due vite, quelle di Bernat Martinez e di Daniel Rivas, piloti della superbike americana morti ieri a Laguna Seca. Una sirena d’allarme che oggi va suonata per il bene di un ragazzo di 24 anni e va fermato prima che davvero si faccia del male. Fermato per riflettere, per fare un passo indietro dal confine dei limiti, per imparare ad accontentarsi, per accettarsi così come la natura l’ha fatto, vincente o meno, sfruttando al meglio il talento che ha, guardandosi serenamente allo specchio. Continua a leggere

GIUGLIANO, CHE GRANDE!

campionato mondiale superbike SBK 2015 gran premio gp d' italiaA volte non serve vincere per compiere un’impresa e non vorrei che il miracolo compiuto da Davide Giugliano a Imola passasse via veloce coi festeggiamenti del terzo posto, all’ombra di un supersonico Rea, dominatore di entrambe le manches. Era dal mese di febbraio che il pilota romano non metteva il sedere sulla Panigale, l’infortunio alle due vertebre lombari rimediato in Australia è sicuramente stato un importante campanello d’allarme per un ragazzo come lui, che ha sempre guidato più col cuore che con la testa. Mi ha sempre ricordato gente come Baldassarre Monti e Giancarlo Falappa, per dirlo all’italiana, anche se il numero 34 portato dalla sua Ducati onora il texano Kevin Shwantz, un altro “matto” tutto cuore e talento. Continua a leggere