ULTIMA CURVA

blohUn conto è vedere le gare in televisione, un altro dal vivo e un altro ancora da bordo pista. Seguo le corse da oltre trent’anni, inizialmente solo da appassionato “pagante”, ma avere avuto oggi la fortuna di essere lì all’ultima curva, ad altezza pilota, quasi a guardare Davies e Rea negli occhi mentre si giocavano il trionfo in gara 1, credo sia stata l’esperienza più gustosa di sempre. Alle mie spalle, il maxi schermo offriva la possibilità di controllare la situazione sul resto della pista. Last lap, ultimo passaggio, leggo. Quando i piloti escono dall’ultima esse, anche se lontani, già li vedo. Davies è nascosto dalla Kawasaki, perfettamente in scia; la Ducati ha una buona accelerazione, ma non la velocità di punta del 4 cilindri. Loro due soli, col rumore degli scarichi perfettamente riconoscibile mano a mano che mi si avvicinano e la voce grossa del bicilindrico che sovrasta la Ninja. Continua a leggere

THAILANDIA, KAWASAKI FAVORITA

00974_P01_XXXXX_actionPista nuova per tutti, 4.554 metri di lunghezza con 5 curve a sinistra e 7 a destra. Tre rettilinei importanti, preceduti da altrettante curve molto lente, con ripartenza a velocità bassa. Un circuito piatto, poco tecnico e quindi scarsamente selettivo. Ci sono sei punti di staccata, 3 particolarmente violenti. E’ un’altra pista rispetto a Phillip Island. E partiranno tutti da zero, sia i piloti, che i team, che non avranno un archivio dati da cui attingere. Il miglior tempo del venerdì sarà del pilota con più “cuore”, ma anche della squadra che meglio è riuscita a interpretare il circuito, seppur in modo teorico, realizzando così un buon assetto di base. Continua a leggere