CONVINTI E “INCACCHIATI”

foto IPP/Atti lauro
Donington 28-05-2017
campionato mondiale SBK Superbike 2017
gran premio GP di Donington – gara 2
nella foto jonathan rea

Ci vogliono le condizioni giuste e la moto buona per conquistare le corse, ma, ancora di più, occorre la convinzione e il pilota che ce l’ha, è più forte e indebolisce gli altri. Anche in Superbike si distingue chi ha la testa accesa solo su un canale, quello sull’”uno”, e Rea ne ha dato la prova a Donington, il posto più difficile per provarci, perché è la pista di Sykes, imbattuto dal 2013 fino a gara 1 di ieri… Rea è incappato in una serie di errori: la prima caduta subito venerdì, poi sabato quel volo tremendo a 200 all’ora per un problema tecnico alla gomma. A pensarci bene ha avuto un bel coraggio a non fermarsi ai box dopo le prime avvisaglie e appena si è rialzato dallo scivolone in quarta piena, eccolo puntare il dito contro la gomma, senza la paura e lo stordimento che avrebbe colpito chiunque altro dopo un botto così. Fa impressione ‘sto ragazzo e che abbia una testa d’acciaio (e due attributi così…) lo ha dimostrato ancora nel warm up, martellando giri record, fino a cadere un’altra volta, ma per errore suo. Preoccupato e affranto ? Ma va là, in testa un solo e unico pensiero: vincere. Continua a leggere

I PILOTI DI OGGI SONO VIZIATI DALLA TECNOLOGIA

foto IPP/Atti lauro   Imola  30/04/2016  Motul World Superbike SBK  2016 nella foto :  Jonathan ReaOgni pilota sogna la moto perfetta, quella che si guida usando istinto e automatismi, senza richiedere il minimo sforzo. I piloti moderni sono fortunati: hanno moto migliori di una volta, con mille regolazioni e la tecnologia che consente di cucirsela addosso al meglio. E’ forse per questo che, di fronte all’imperfezione, oggi si fa più fatica ad adattarsi. Penso ovviamente al cambio “duro” della Kawasaki di Rea, che a Donington l’ha portato all’errore più di una volta. E’ attorno a quel problema che è ruotato il suo week end. E pensare che è lo stesso cambio che usa Sykes, solo che lui guida diverso. Mi dicono che Johnny abbia il piede più delicato e un movimento veloce. La squadra sta facendo di tutto per andargli incontro, lavorando sull’elettronica per favorirne la manovrabilità e ora andranno a Jerez per testare un ulteriore evoluzione. Giusto così, bisogna fare il massimo per assecondare il pilota. Ma cosa direbbero i vari Agostini, Bonera, Fogarty o Bayliss, “animali” del motociclismo imperfetto ? Kevin Schwantz mi disse che la sua Suzuki Pepsi dell’88 cantava fra i 10.500 giri e i 12.500. Solo 2.000 giri di utilizzo, sotto era morta e bisognava scalare marcia. Inguidabile, se ci pensiamo. Ma non per lui. Lucio Pedercini, altro ex “cinquecentista”, mi ha parlato del suo esordio su una 4 tempi, una Ducati 851. A Misano, nei suoi primi sette giri, segnò il record del campionato italiano. Eppure non aveva nemmeno un assetto. Testa bassa e gas. Continua a leggere