MELANDRI, IL FLAG TO FLAG E LA SBK INCANTA !

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La Superbike di domenica ha offerto uno spettacolo tra i più belli che ricordiamo, con otto piloti a lottare spalla a spalla e una vitalità regalata da un flag to flag introdotto last minute. L’obbligo a fermarsi per il cambio della gomma posteriore a metà corsa annullava di fatto il lavoro che alcune squadre (come Ducati e Honda, in comprensibile disaccordo con la regola) erano riuscite a completare nei test per trovare la prestazione anche negli ultimi e fatali giri di gara. La sicurezza dei piloti viene prima di tutto e ovviamente nessuno ha reclamato più di tanto. Ma che la gomma soffra più che da altri parti, a Phillip Island, lo sappiamo da sempre e a questo punto o si sceglie di penalizzare le prestazioni dei piloti, mettendo a disposizione una gomma particolarmente dura e resistente, oppure bisogna imparare a guidare la moto con maggiore strategia, cercando una messa a punto che privilegi la durata rispetto alla velocità nel giro secco. Qualcuno ci è riuscito, altri no, segno che Pirelli è di base una gomma sicura. Le pressioni di esercizio delle gomme sono importanti da rispettare perchè il pneumatico lavori bene: possibile che sui tre controlli effettuati a campione prima del via, solo una moto sia risultata regolare (soglia minima, 1.6 bar al posteriore) tra quelle di Sykes, Lowes e Laverty ? Continua a leggere

DA BAYLISS A FORES, VINCE LA RAZIONALITA’

foresAlla fine sarà Xavi Forés a guidare la Ducati di Davide Giugliano, sostituito da Troy Bayliss nei primi 2 round. Stavolta non ha scelto il cuore, ma la razionalità di casa Aruba – Ducati, anche se nei giorni scorsi erano emersi i nomi sia di Luca Scassa che di Lorenzo Lanzi. Per il pilota aretino, l’ostacolo più grande riguarda la mancanza di test con la Panigale, avendola usata una volta solo sul bagnato; sarà di nuovo in pista a Misano, nei primi di aprile, ma affrontare il terzo round di Argon sarebbe effettivamente un azzardo, anche perché fisicamente (dopo la caduta del Mugello nel 2014 con l’Aprilia – ndr) rimane un’incognita: la capacità di resistere a un week end di gara ancora non si conosce del tutto. La consapevolezza e l’intelligenza di Scassa l’hanno portato ad agire col buon senso, unitamente al pensiero della squadra con cui per altro già collabora. Continua a leggere