APRILIA, MAI COSI’ DEBOLE

1.ApriliaWSBK_HaslamUna sola gara vinta in Australia, poi stop. La moto rimane altamente competitiva e, forse, all’origine delle difficoltà ci sono i piloti. Perchè la coppia Haslam-Torres è la meno forte degli squadroni ufficiali. Lo dicono i numeri: Leon ha disputato 194 gare nella sua carriera in SBK, vincendone 4 soltanto. Torres, dopo dodici manches fin qui completate, fatica a spiccare. E penso invece all’esordio di Ben Spies, vincente da subito. Da quando Aprilia è rientrata ufficialmente con la RSV4 insieme a Max Biaggi, nel 2009, ha saputo accaparrarsi anche i piloti migliori. Sempre. Sia chiaro: l’Haslam di Donington merita l’inchino, avendo corso con due coste malandate, stringendo i denti per il male. L’analisi è spalmata sulle sei gare fin qui disputate, perché la moto italiana fatica come mai si è visto nella sua storia, complice anche il nuovo regolamento che ha compresso il livello tecnico.

Ma quanto valgono realmente Haslam e Torres ? Sulla carta, e non solo, meno della coppia Kawasaki Sykes-Rea; meno di Davies-Giugliano, su Ducati; meno anche di Guintoli-Van der Mark, sulla Honda. Lo dicono risultati e curriculum sommati fra le coppie. Forse Aprilia ha dovuto adeguarsi a una scelta dell’ultima ora a fine 2014, avendo deciso davvero in extremis di correre anche fra le derivate di serie oltre che in Motogp. Biaggi, su 155 gare in SBK, ne ha vinte 21; Melandri, 19 su 102; Laverty, 13 su 104; lo stesso Guintoli, 9 su 141. A quota zero troviamo solo Nakano (19 gare in tutto) e Camier (119). Haslam corre con alti e bassi, a Torres non è ancora suonata la sveglia, ma l’Aprilia c’è ed è forte come prima. Anzi, tecnologicamente ritengo sia superiore alle Kawasaki, poi ognuna avrà le sue piste preferite in cui esprimersi.

I risultati conquistati fino a qui sono più figli di una moto che va forte, piuttosto che di due piloti in grado di fare la differenza. La RSV4 merita di essere guidata da campioni, perché, se è vero che ai piloti per vincere occorrono moto “buone”, è vero anche il contrario. A proposito: avete sentito le dichiarazioni di Max Biaggi durante la telecronaca ? E se dovesse davvero rientrare a correre ? Per Aprilia, e non solo, potrebbe essere uno stimolo in più, anche se poi gli obiettivi dovrebbero riguardare il progetto più a lungo termine, pensando alla formazione di una squadra vincente per il 2016. Magari con il rientro di Marco Melandri, oppure, chissà, con un debuttante come Lorenzo Savadori che, proprio con la RSV4, sta monopolizzando il mondiale Superstock 1000. E voi, chi vorreste vedere sulla RSV4 ?

NON TOGLIETECI I SORPASSI !

Immagine1Assen, ultima variante: quando ti giochi la volata finale, sai che il pilota dietro proverà a passarti. E’ successo anche ad Haslam, beffato da un’incontenibile Van Der Mark che la direzione gara ha deciso però di penalizzarlo con 1 punto sulla licenza; nella gara successiva al 4° ammonimento, l’olandese partirà dall’ultima fila. Mi dicono non si sia visto il sorpasso in televisione, io però ero lì, a bordo pista. La manovra, a parer mio, non è stata né pericolosa, né azzardata, ma studiata e calibrata al millimetro: Haslam stava impostando l’ingresso a destra, ma Michael ha fatto scorrere la sua Honda, allentando per un attimo la presa sul freno, andando a inserire la sua ruota anteriore a metà Aprilia, prima che Leon potesse guadagnare il punto di corda interno. In quella “esse” la traiettoria è una soltanto: l’ha infilata Michael per primo e non ha mai perso la precisione del binario né in percorrenza e nemmeno in uscita, da grande maestro. Ad Haslam non è rimasto che rialzare la sua RSV e cercare lo spazio di fuga, perché in due, lì dentro, non si passa. Nessun diverbio fra i piloti, anzi: Haslam, che non è di primo pelo, ha accettato la manovra subìta da gran cavaliere, perché queste sono le corse in moto. La direzione gara però non è stata d’accordo e sorpassi come questi sono ritenuti pericolosi. Continua a leggere

CON APRILIA VINCONO TUTTI !

Phillip Island  - Motociclismo Super-Bike SBK Campionato MondialNon si offendano i loro piloti, ma sembra essere così: chi guida l’Aprilia, ha vita più facile di altri. Quest’anno a Philip Island, per la quarta stagione consecutiva, una RSV4 sale sul gradino più alto del podio. Leon Haslam, fino a pochi mesi fa al manubrio di una Honda, era un pilota “finito”, sottopagato e distrutto fisicamente. Sono bastati pochi test per diventare fenomenale al debutto sulla moto italiana. Nelle due gare ha dimostrato sicuramente cuore e generosità, ma anche una guida spesso imprecisa, difettosa tecnicamente, se paragonata alla consistenza di Rea sulla Kawasaki, perfetto in ogni momento, incollato ai cordoli interni e mai scomposto. Continua a leggere