ULTIMI, PUR DI CORRERE IN MOTOGP

La MotoGP è l’obiettivo di tutti i piloti, anche a costo di arrivare dietro; le altre classi contano solo per mettersi in luce. Chi non ce la fa, per talento e opportunità, rischia il pericoloso down. E’ purtroppo la mentalità con cui crescono molti ragazzi ed è così in tutti gli sport: giusto aspirare alla massima categoria, ma bisognerebbe dimostrare, prima di tutto a sé stessi, di meritarsi la promozione in serie A. Nelle moto, oggi il vero buon esempio è Zarco: due titoli in Moto2, e guardate ora dov’é. Perché anche “comprare” l’ingresso in MotoGP portando in dote gli sponsor non significa essere bravi. Si rischia di fare cosa poi, ultimi o penultimi ? E con quale prospettiva di crescita ? Penso quindi al 2017 di Baz, Rabat, Abraham e Lowes tutti bravi piloti che in altre classi avrebbero trovato buone moto e lottato per il podio, ma che invece quella benedetta MotoGP li ha annullati fino a diventare comparse. Lo scorso anno si è “bruciato” anche Van der Mark, troppo focalizzato sulla Yamaha M1 e poi deludente in Superbike; il rischio è che anche oggi non abbia la completa serenità, perché in ballo c’è il famoso posto last minute nel Team Tech3 lasciato da Folger. Una sella libera e tanti piloti a contenderla, a costo di far saltare qualunque contratto. Continua a leggere